giovedì 16 giugno 2011

Introduzione al POST ROCK

Simon Reynolds ed il Post Rock
Dopo shoegaze e trip hop il terzo filone peculiare degli anni '90, pur se non prolificissimo è il cosiddetto Post Rock. La definizione è stata coniata da Simon Reynolds (il guru della stampa musicale inglese) in una recensione (su The Wire del maggio 94) al libro “Rock and the pop narcotic”, che vede nel grunge la quintessenza del rock. Reynolds vedeva nel grunge invece il peggio della musica attuale, la somma di quella che potremmo definire una linea di destra rock, cioè i gruppi che fanno dei propri limiti una bandiera sino all' involontaria autoparodia, cioè punk, hard rock e metal.
Al contrario - sempre secondo Simon Reynolds - c’è una linea 'progressista', che comprende i Velvet Underground, i primi Pink Floyd, il kraut rock, il Canterbury rock, la new wave, i gruppi dell'etichetta 4AD, Jesus and Mary Chain, i gruppi detti 'shoegaze', che cerca di superare i limiti e gli stereotipi. Sintesi finale di questa linea (su cui si potrebbe discutere a vita e che non condivido del tutto) sono quattro gruppi che incidono per l’etichetta Too Pure, che Reynolds definisce post rock: Stereolab, Moonshake, Pram e Seefeel. Come nasce questo genere? È possibile che, come scrivono alcuni critici, la mole di ristampe portata dall'avvento del CD abbia portato i musicisti a riscoprire molti gruppi del passato, senza snobismi di genere e che questa messe di influenze si siano mescolate in un tutto originale. Perchè questa strana definizione post rock? Probabilmente Reynolds intendeva dire che con questi gruppi si arrivava a qualcosa che pur etichettabile come rock ne aboliva totalmente gli stereotipi, ponendosi come musica futura. Alla fin fine, i gruppi individuati da Reynolds come post rock si possono considerare una continuazione della new wave, senza la componente più propriamente rock, quella influenzata da Bowie e Roxy Music e con più forti influenze dub, elettroniche (soprattutto nei gruppi dell'etichetta Warp, Aphex Twin, Autecrhe etc) e di musiche colte ed extracolte.

Stereolab, Moonshake, Pram, Seefeel

Gli Stereolab, formati dal chitarrista Tim Gane ex McCarthy, mescolano Velvet Underground, Suicide, Can e Neu, ritmiche ossessive spesso in tempi dispari e suoni sporchi e low fi con eleganti melodie stile anni ’60, ottimo esempio il singolo Wow and flutter. Dal 3° album “Mars audiac quintet” si perde sempre più l’aspetto low fi e il sound si fa sempre più raffinato, influenzato da Exotica e Canterbury rock, vedi brani come Fluorescence, che cita le colonne sonore di Piero Piccioni o la splendida Rainbow conversation (da “Dots and loops”, 1997) Si può descrivere il loro sound come la musica del 2000 come potevano immaginarla negli anni '50/'60 (infatti c'è chi conia per loro un'altra orribile definizione, 'Retrò Nuevo'). Si può rimproverare loro una certa monotonia, la cantante Letitia Sadier è un po’ monocorde, ma tutti i loro fin troppo numerosi album hanno fascino.
I Moonshake, nei brani cantati dal chitarrista Lance Callahan, ex Wolfhounds riprendono una new wave metallica e allucinata memore di PIL e Pop Group, vedi City poison; in quelli cantati dalla bassista Margaret Fiedler un rock jazzato acquatico e lunare, vedi Little thing. Dopo l’ottimo 1° album “Eva Luna” la Fiedler lascia il gruppo per formare i Laika, Callahan porta avanti il gruppo con membri diversi, con una musica più normalizzata, ma i due dischi sono buoni (nel 2° "The sounds your eyes can follow" è ospite l’allora sconosciuta Pj Harvey, qui in Working girl). I Pram sono i più singolari, nello splendido 1° album “The stars are so big, the Earth Is So Small...Stay as YouAre” propongono una musica da luna park in acido, con riferimenti alla new wave più laterale e uterina (Slits, Raincoats, Ludus), ai Residents, al jazz, al rock tedesco e canterburiano, guidata dalla voce stralunata, persino un po’ stonata, di Rosie Cuckston. Ottimi esempi brani come In dreams you can fly o Dorothy . Dal 2° disco anche loro si normalizzano, proponendo un lounge pop elegante ed esotico, con dischi validi ma non dirompenti come il primo. I Seefeel nel primo album “Quique” sono i più vicini ai gruppi 4AD ( Plainsong), nel secondo “Soccour” sono più inquadrabili in una ambient molto elegante. Accanto a questi gruppi si fanno i nomi di Main, Scorn, Bark Psychosis, Flying Saucer Attack, Insides, che troverete anche rubricati come ambient, industrial, neopsichedelia, shoegaze, secondo i gusti del recensore.
Poco dopo la stampa rock scopre una scena di nuovi gruppi americani, Slint, Tortoise, Rodan, Gastr del Sol, June of 44, Rachel’s, Sea and Cake, tutti provenienti da Louisville, e spesso con membri in comune . Il post rock è più o meno tutto qui. Nel 1999 la maggior parte dei gruppi citati era sciolta o in crisi creativa. Nel post rock molti addetti ai lavori includono gruppi come Mogway o Godspeed You Black Emperor, che a parere di chi scrive fanno un semplice rock strumentale lento, non hanno del Post Rock la fondamentale componente di contaminazione tra i generi; oppure i gruppi etichettati math rock (Don Caballero, Dazzling Killman), che si rifanno a certi King Crimson, e rispetto al post rock sono molto più fisici e più propriamente rock: i detrattori del Post Rock rimproverano loro di fare musica troppo cerebrale. Un pò la stessa cosa che avvenne all’epoca del punk e della new wave, in cui venivano intruppati musicisti contemporanei che lo erano poco o nulla come Patti Smith, Joe Jackson o Graham Parker.

Louisville

Più di 20 anni fa un amico mi prestò una cassetta degli Squirrel Bait. Rockerilla scriveva che erano ragazzini sui 16 anni che avevano sciolto quasi subito il gruppo perché troppo impegnati con la scuola. Pensavo che gli Squirrel Bait sarebbero stati uno dei 10mila gruppi dimenticati, quando, una decina d’anni dopo ho scoperto l’esistenza della “scena di Louisville” (orribile città industriale del Kentucki, immortalata nel bellissimo film The Insider di Michael Mann), poco nota eppure fondamentale per la storia del rock cosiddetto alternativo o Post. Sciolti gli SB il chitarrista Brian McManahan e il batterista Britt Walford formano gli Slint , col vicino di casa David Pajo e il bassista Todd Rickler. Nell’87 incidono il mini LP "Tweez", che però riescono a pubblicare solo dopo il primo vero LP "Spiderland" che inizialmente passa inosservato, ma che in seguito sarà secondo le riviste musicali per gli anni '90 quello che i Joy Division furono per gli anni '80 e diventerà anche un best seller. La musica degli Slint potrebbe ricordare quella dei Sonic Youth, solo che questi cercano di arrivare al rumore, mentre gli Slint tendono al silenzio. Potrebbero ricordare a qualcuno anche i Nirvana, che non avevano però grande tecnica mentre quella degli Slint era ottima (ma non virtuosistica). Poco dopo l’uscita dell’album Mc Manahan annuncia che ha gravi problemi esistenziali e che lascerà la musica. Non lo fa, a metà anni 90 pubblica un paio di mini CD a nome The For Carnation, con vari membri di Slint e Tortoise, che passano inosservati. Nel 2000 pubblica a sorpresa un nuovo disco a nome "The For Carnation", con formazione totalmente nuova e ospitate di ex Slint e membri di Tortoise e Rachel’s: un disco splendido con 6 lunghi brani notturni e intimisti come Moonbeans. Intervistato da Blow up annuncia che sta bene e che non ci farà aspettare tanto per un nuovo disco. A tutt’oggi non è ancora arrivato. Ma con una mossa a sorpresa ha riformato gli Slint, con cui ha fatto varie tournées, però non ha inciso nulla di nuovo. L’altro chitarrista degli Squirrel Bait, David Grubbs forma un gruppo di hardcore evoluto, i Bastro, con Bundy K. Brown al basso e l’ottimo batterista John McEntyre. Nel '93 Grubbs, che nel frattempo si è innamorato della musica di John Fahey (folle chitarrista acustico) impone al gruppo una svolta sperimentale e il nuovo nome Gastr del Sol. Nel '94 i Gastr Del Sol diventano un duo con Grubbs e il polistrumentista Jim O’Rourke, mentre Brown e McEntyre si uniscono ai Tortoise, bizzarro duo formato dal bassista degli Eleventh Dream Day (gruppo REM-style) Douglas McComb e dal batterista dei Poster Children, John Herndon. McEntyre continuerà a collaborare coi GDS. Dopo l’acustico “Crook Crackt or Fly” del '94 i Gastr Del Sol pubblicano nel '96 "Upgrade & Afterlife", forse il capolavoro non solo del post rock ma di tutta la musica del decennio. Il disco si apre con una lunga composizione, Our exquisite replica of eternity, che inizia con una serie di rumori di tastiere e chitarra distortissima. Quando l’ascoltatore sta per avere un attacco di nervi parte un finale imprevedibile. Genio puro. Altri 2 lunghi strumentali, un rock alla King Crimson e una cover di Fahey, Dry bones in the valley, un duetto di chitarre fingerpicking, occupano centro e fine del disco. Ci sono anche 3 canzoni ma canzoni forse non è la parola adatta: qui i Gastr Del Sol sembrano bambini che hanno trovato degli strumenti e ci stanno giocando. Poi però cominciano a suonare davvero e si rimane a bocca aperta. Dopo il terzo disco “Camofleur”, più “pop”, (The Season reverse) i GDS si sciolgono e i 2 membri rifiutano di parlare del passato. Ambedue avranno una ricchissima carriera solista, ma O’Rourke da alcuni anni è quasi sparito.
I Tortoise, dopo aver pubblicato un paio di EP diventano quintetto con l’arrivo del vibrafonista Dan Bitney e incidono nel '94 un bellissimo album di debutto, che mescola jazz, minimalismo,dub, elettronica, post punk. Nel '96, con David Pajo al posto di Brown pubblicano “Millions now living will never die”, l’altro vertice del rock anni '90. il disco apre con Djed, un brano circolare lungo 23 minuti che inizia con un morbido giro di basso alla Joy Division, prosegue con tastiere alla Riley/ Glass, ha un passaggio scratch, per finire come è cominciato. Notevoli anche la zappiana Glass Museum, la convulsa e sincopata Things and Tames e lo pseudo blues finale Along the banks of rivers. Col jazzista Jeff Parker al posto di Pajo escono il discusso "TNT" e il deludente "Standards". I Tortoise sembrano finiti. Ma nel 2004 "It’s all around You", disco di routine ma piacevole li riporta in primo piano. Oggi i Tortoise sono come i Rolling Stones, sono in tour e fanno solo il materiale più vecchio.
L’incontenibile McEntyre si trova quasi per caso a far parte di un altro gruppo, The Sea and Cake. Questi nascono quando Sam Prekop,cantante e chitarrista, scioglie il suo gruppo Shrimp Boat, che non vendevano una copia, per cercarsi un altro lavoro. Ma la sua etichetta gli chiede di fare ancora un disco. Chiama in sala l’amico del liceo Archer Previtt, chitarrista dei loungers Coctails e i compagni di gruppo Eric Claridge e Brad Wood. Wood lavora ormai come ingegnere del suono e consiglia il suo assistente McEntyre come batterista. I primi quattro album dei Sea and Cake, un misto tra un rock sofisticatissimo alla XTC e il tropicalismo moderno di un Arto Lindsay, sono molto belli, gli altri di routine. (Parasol). Da notare che i Sea and Cake sono l’unico gruppo che accetta l’etichetta post rock, perché, dice Prekop, 'se mi chiedono che musica faccio io vorrei rispondere jazz-rock e la gente capirebbe tutt’altra cosa. Allora dico post rock e allora un idea se la fanno'. Bellissimi anche i primi due dischi solisti di Prekop,incisi con O’Rourke, McEntyre e membri della Chicago Underground Orchestra.
A Louisville si forma ad inizio anni ’90 un altro gruppo importante, i Rodan (Jason Noble e Jeff Muller chitarra, Tara Jane O’Neil basso e Kevin Coulthas batteria). Propongono un hardcore molto evoluto sulla scia di Slint e Fugazi, che alterna passaggi molto violenti ad altri molto quieti. Dopo un solo LP, "Rusty", i Rodan si sciolgono e Muller forma i June of 44 con Sean Meadows, Peter Erskine e il bravissimo batterista Doug Scharin proveniente dagli ultraslowcore Codeine. Noble e Coulthas formano i Rachel’s con la pianista Rachel Grimes e il violista Chris Friedrickson. La O’Neil forma i Sonora Pine con la violinista Samara Lubesky. Lasciamo molto volentieri i fanzinari accapigliarsi: quello dei June of 44 é post rock, math rock o slowcore evoluto?. Qualunque cosa sia i quattro incidono quattro LP e due EP di ottimo livello, più violenti e immediati i primi due LP, “Engines take to the water” (1995) e “Tropics and meridians”(1996,) più costruiti e meditativi gli EP e gli altri due LP, “Four Great Points” (1998) (The dexterity of luck) e “Anahata” (nome di un chackra, 1999): la geometrica Wear two eyes che apre il disco è un ottimo esempio della notevole tecnica del gruppo. Poi si sciolgono per dedicarsi a cose totalmente diverse. I Rachel’s negli anni 90 incidono quattro LP, più vicini alla musica contemporanea e al minimalismo che al rock i primi tre, (un brano come Promenade dal terzo “Music for Egon schiele” potrebbe essere stato composto ai primi del '900), più orecchiabile e influenzato dal folk il quarto, splendido, "Selenography". Nel nuovo decennio hanno inciso solo "Sistems/Layers"(2005), e poi sono spariti. I Sonora Pine incidono un solo disco omonimo, simile ai gruppi fratelli ma meno incisivo. I gruppi post rock, a parte un paio, non sono usciti dal novero delle bands di culto. La critica si è molto divisa sul genere, come avvenne negli anni '70 col progressive, tra fortissimi detrattori, che accusano i gruppi di essere cerebrali e poco comunicativi e chi invece considera il post rock il massimo prodotto dalla musica anni '90, il filone più creativo e imprevedibile. Credo che l'ardua sentenza non arriverà mai.
Alfredo Sgarlato


Post rock discografia essenziale

La produzione del cosiddetto post rock è tutto sommato esigua (Stereolab esclusi) e quindi invito il lettore a procurarsi possibilmente tutti i dischi citati nell'articolo: ecco comunque una discografia essenziale.

* SLINT “Spiderland” (1991 Touch and Go)
* MOONSHAKE “Eva Luna” (1993 Too Pure)
* PRAM “The stars are so big the earth i so small... stay as you are” (1993 Too Pure)
* SEEFEEL “Quique” (1993 Too Pure)
* RODAN “Rusty” (1994 Quarterstick)
* STEREOLAB “Emperor Tomato Ketchup” (1996 Duophonic )
* TORTOISE “Millions now living will never die” (1996 City Slang)
* GASTR DEL SOL “Upgrade & Afterlife (1996 Drag City)
* THE SEA AND CAKE “The fawn” (1997 Thrill Jockey)
* DAVID GRUBBS “The thicket” (1998 Drag City)
* JUNE OF 44 “four great points” (1998 Quartesticks )
* GOODSPEED YOU BLACK EMPEROR! “ f♯a♯∞” (1998 Kranky)
* RACHEL'S “Selenography” (1999 Quarterstick)
* SAM PREKOP “s/t” (1999 Thrill Jockey )
* THE FOR CARNATION “s/t” (citato anche come “Standard LP ma questo titolo non appare sul disco - 2000 Domino)

Nessun commento:

Si è verificato un errore nel gadget