venerdì 17 giugno 2011

I TRENI ALL'ALBA: “2011 A.D. (L'Apocalisse della porta accanto)” (2011, Inri)

Un turbinio di suoni di chitarre acustiche, ritmiche, battenti, in fingerpicking, slide, suonate ad armonici: con questo violento (per quanto acustico) impatto si apre l'album dei Treni all'Alba intitolato “2011 A.D. (L'Apocalisse della porta accanto)” e con queste prime note la band svela all'ascoltatore almeno una significativa parte del proprio percorso estetico/stilistico. Infatti i Treni all'Alba sono una band essenzialmente acustica, strumentale, dominata dagli intrecci di chitarra di Daniele Pierini e Paolo Carlotto, ottimamente supportati dalle tastiere di Sabino Paci (accreditato anche al sintetizzatore, ma principalmente pianista) e dalla batteria, mai troppo invasiva, di Felice Sciscioli.
Completano la line-up, in qualità di ospiti, il bassista Francesco Vittori e il flicornista Ramon Moro (soltanto nel brano L'arte della guerra). Così strutturati, i Treni all'Alba esplorano i diversi territori che volteggiano attorno alla musica acustica e strumentale, dal jazz, al prog-rock, al folk, fino a più spigolosi contesti di avanguardia. Non di rado il loro sound potrebbe costituire un'ottima colonna sonora, come in Il demone, che ricorda le atmosfere del film 'Chocolat', mentre le “sgangheratezze programmate” di un brano come Tempi moderni possono evocare da sole vent'anni di cinema italiano nei '60 e '70, tra neorealismo, spaghetti-western e Fellini, tra Morricone e Nino Rota. Atmosfere che ritroviamo anche nella conclusiva Streghe, italianissima nei suoi sapori ma persino un po' chapliniana ...
Attenzione, però: perchè dopo il secondo minuto e mezzo cambia tutto, e la band ci svela la sua faccia più prog-rock, con una delle rare incursioni della chitarra elettrica, che costruisce riff di sapore profondamente frippiano, sui quali si snodano cascate scintillanti di note di un piano acustico alla Keith Tippett. E i momenti in cui la band si concede qualche “ritaglio elettrico” sono fuor d'ogni dubbio i più coinvolgenti di un'opera, comunque, molto riuscita. La durata dei brani non è mai molto estesa, eccezion fatta per gli 8 minuti di L'apocalisse, brano centrale e, in qualche modo, portante, dell'intero album.
Non è mai facile rendere le sonorità degli strumenti acustici, e qui un plauso particolare va all'intero team di produzione, mixaggio e mastering dell'album, che coinvolge Paolo Carlotto, Tino Paratore, Mauro Tavella e Madaski, questi ultimi due nomi già molto noti al grande pubblico, rispettivamente come tecnico del suono dei Linea 77 e come tastierista degli Africa Unite. Tutto ciò va a ulteriore dimostrazione della poliedricità dell'ensemble e della varietà della sua proposta musicale.
Alberto Sgarlato

I treni all'alba finale Stati generali del rock - Italia wave 2009
Italia Wave 2

InriTorino

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