
Il gruppo degli
Stems si forma a
Perth in Australia intorno al 1983, dall'incontro
di
Dom Mariani con
Richard Lane: inizialmente Lane aveva chiesto aiuto a Mariani per alcune lezioni di chitarra, sfociate poi in jam e nella scrittura di alcune canzoni con la decisione finale di formare una band. Ai 2 si aggiungono quindi
Gary Chambers alla batteria e il bassista
John Shuttleworth, e il gruppo debutta in seguito in vari gig di supporto ai già noti, in Australia,
Saints e
Triffids. Con un look debitore a quello delle grandi bands garage Usa dei sixties,
Music Machine,
Seeds and others: giacche, stivaletti, capelli a caschetto
e con un suono che si rifà ai suoni tipici di quell'epoca,
Standells, Chocolate Watch Band, Electric Prunes su tutti,
The Stems conquistano rapidamente consensi tra i tanti appassionati del genere nel continente
Aussie.

Alla fine del 1984 riescono a registrare 4 brani per la
Citadel (Died Pretty, Radio Birdman, New Christs tra i tanti nomi in catalogo): finalmente vengono alla luce
Make You Mine/She's A Monster e
Tears Me In Two/Can't Resist.

. Si tratta di 2 bellissimi singoli, con un puro sound sixties che sembra uscito da "
Nuggets": la bella voce di
Dom, la chitarra molto
Electric Prunes caratterizzano
Make you Mine,
She's A Monster introdotta dall'organo
Seeds-style di Lane,
Tears Me In Two 
è molto
Fuzztones,
Can't Resist è un'altra splendida gemma, quasi un outtake di
"Riot on Sunset Strip" con il cantato accellerato stile
Music Machine. Dopo una accurata promozione locale il 1° singolo raggiunge la vetta delle classifiche indipendenti e procura una immediata fama ai nostri con vari show sold-out anche fuori dalla stessa Perth. Sulle ali dell'entusiasmo i nostri decidono di affidarsi al miglior produttore aussie di sempre,
Rob Younger, leggendario leader dei
Radio Birdman, che già aveva lavorato per il 2° singolo e nel

1985
"Love Will Grow - Rosebud Volume 1", EP, vede la luce: 4 brani con
Love Will Grow a fare da apripista, la crudezza garage dell'esordio sembra già sfumare a favore della melodia, qui molto bella e accattivante. Le seguenti
Under Your Mushroom, Just Ain't Enough, splendida con un favoloso organo e
Jumping to Conclusions confermano la buona vena degli
Stems, che ormai hanno raggiunto un alto livello e sono pronti a esordire con un disco intero.
"At First Sight, Violets Are Blue", il tanto sospirato disco d'esordio arriva finalmente

nel 1987 per la
Mushroom Records e contiene 12 tracce nell'edizione originale su vinile, 26 addirittura nella ristampa su CD del 2003. Le paure di un'eccessiva dispersione di idee sulla lunga distanza vengono subito fugate da un primo ascolto com la meravigliosa opening di
At First Sight, una delle loro song più note, se così si può dire, la seguente
Sad Girl, l'incalzante
Rosebud,
Running Around con echi di
Barracudas, la bella ballad
For Always, poi
Move me con un sound molto
Standells, la beatlesiana
Can't Forget That Girl e le finali
Never Be Friends e
Otherside che chiudono alla grande questo splendido esordio, uno dei migliori usciti nella Terra dei Canguri. Nell'edizione ristampata su cd 10 tracce da un'esibizione a Melbourne del 1986, ben registrata e che dimostra la grinta live dei Nostri.

Gli
Stems sono qui al loro apice, il disco balza subito al 1° posto delle
indipendent charts australiane, cosa incredibile vista l'imperante dominio radiofonico e non della penosa discomusic degli eighties, cominciando ad essere apprezzati anche in Europa; ma nell'ottobre del 1987 dopo un mini tour europeo
Dom Mariani misteriosamente decide di sciogliere il gruppo: "
vi erano numerosi conflitti interni, e la cattiva gestione manageriale della band fece il resto". Mariani prosegue il suo cammino formando varie band, tra le altre
DM3 e
Someloves, entrambe valide ma votate ad un power-pop un tantino più convenzionale e lontano dalla magia degli
Stems.

A questo punto le varie label

, australiane e non, per tener vivo l'interesse sulla band cominciano a fare uscire periodicamente antologie e raccolte più o meno similari, come
"The Great Rosebud Hoax" (1987, Citadel Records),
"Buds" (1991, Citadel Records),
"Mushroom Soup: The Citadel Years" (March 2003, Citadel Records),
"Terminal Cool- Anthology 1983-1985" (26 June 2006, Get Hip Records),


tutte consigliatissime, intervallate dal mini album live
"Weed Out!" (1997), 2 tracce registrate nel 1986 a Perth; il gruppo è all'apice, il suono però è da bootleg semi-legale, poca dinamica ma tanta grinta. Bella la versione di oltre 6 minuti di
Make you mine con tanto di solo di armonica. Nel 2003
The Stems finalmente si riuniscono a furor di popolo e ripartono per un tour nazionale seguito da apparizioni in Europa in vari festival, oltre all'apparizione nei negozi della sopracitata antologia per la
Get Hip "Terminal Cool" con ben 3 inediti sia pure demo tracks. Poi finalmente nel 2007 l'agognato secondo album
"Heads Up" vede la luce per la misteriosa
Shock Records: il disco è registrato a casa loro a Perth e contiene 10 brani originali, la line up a questo punto è:
Dom Mariani guitar, lead vocals, percussion;
Julian Matthews bass, vocals;
Richard Lane: guitar, vocals, combo organ, harmonica;
Dave Shaw drums, vocals, percussion.
L'opening è affidato a
Leave You Way Behind, un brano molto
Standells con chitarre 'saltellanti' e citazioni della
Chocolate Watch Band nel testo "
don't need your lovin' anymore", seguito da
She Sees Everything anche questa sulla stesso stile cantata a 2 voci, con un bel break di chitarra e armonica.
Seguono la byrdsiana
Sorround me scritta dal batterista
Dave Shaw, poi
Undying Love e
What's Your Stand, scritta da
Richard Lane e
Glenn Morris. Il gruppo riparte con
Hellbound Train,

da non confondere con l'omonimo brano di
Savoy Brown, song molto tirata e grintosa, tra le migliori del disco, seguita da
Get To Know Me (non trascendentale),
Only If You Want It con echi di
Beach Boys in acido e le 2 conclusive
Liar, firmata ancora da
Shaw e
Get So Bad, bella e molto
Byrds/Barracudas, che chiude in bellezza un secondo disco che consacra anche dopo 20 anni (!)
The Stems tra le più belle realtà del
garage revival non solo in Australia. Sembra quindi l'inizio della rinascita ma ancora una volta
Dom Mariani, (non capirò mai quest'uomo!), nel 2009 annuncia nuovamente il
Farewell Tour australiano a cui seguirà quello europeo nel 2010 incluso un minitour italiano (Torino, Cesena, Villadossola) con il quale decreta nuovamente lo scioglimento del gruppo e la sua fine: ma sarà vero?

Per celebrare degnamente questo evento l'etichetta nostrana di sixties-garage/psychedelia
MISTY LANE attiva fin dal 1989 e dal respiro internazionale (nel suo catalogo artisti come
Chesterfield Kings, Thanes, The Others, Fuzztones e tantissimi altri), immette sul mercato un'altra interessasnte raccolta
"From The Vault", contenente singoli, EP e rarità varie in una edizione limitata di 500 copie corredata da una bella copertina in puro sixties-style. Vi rimando all'intervista con
Dom Mariani realizzata per
Distorsioni.
End of transmission for now!
Ricardo Martillos
The Stems discography
Love Will Grow - Rosebud Volume 1 (EP) (Citadel 1986)
At First Sight, Violets Are Blue (White Label/Mushroom 1987)
The Great Rosebud Hoax (Citadel 1987) con i primi 2 singoli e l'EP
LWG Buds (Citadel Records, 1991) antologia
Weed Out! Live 1986 (House of Wax 1997)
Mushroom Soup: The Citadel Years Terminal Cool (Anthology 1983-1986) (Get Hip 2006) antologia
Heads Up (Shock Records 2007)
From the Vault (Misty Lane 2010) antologia
THE STEMS on myspace
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