sabato 29 ottobre 2011

LIVE REPORT - "Teho Teardo e Martina Bertoni” (15 Settembre 2011, London, "Synecdoche Vedute", Istituto Italiano di Cultura)

L’Istituto Italiano di Cultura di Londra e’ uno di quei posti dove ti senti ripiombato in un’Italia conservatrice e stantia. Tutti i movimenti e le conversazioni casuali diventano noiosamente formali e si respira quell’aria di pesantezza e di indottrinamento culturale che appartiene solo a una certa élite di privilegiati, solitamente una classe alto borghese, più interessata all’apparire in certi eventi che non ad apprezzarli genuinamente nell’anonimato. E’ stato con grande sorpresa quindi che ci e’ giunta notizia del concerto di Teho Teardo in questo luogo.
Ma il contrasto della musica con il luogo e il pubblico l’hanno trasformato in un evento alquanto inusuale e interessante. La serata faceva parte di “Synecdoche Vedute”, un progetto di Flavio De Marco, un giovane artista italiano, che basandosi su fotografie, quadri, guide, poster, mappe e varie astrazioni cromatiche ha interpretato artisticamente tramite dei dipinti e un plastico, il suo legame personale con sei città diverse: Lecce, Bologna, Milano, Roma, Berlino e Londra. Dopo Reggio Emilia, Flavio de Marco porta il suo progetto a Londra dove negli ultimi anni, si e’ sentita la rinascita di una certa psicogeografia nell’arte (i.e. Ian Sinclair, Will Self, Alan Moore). In questo progetto De Marco, non si e’ limitato solo al suo lavoro ma ha voluto confrontarsi con altri artisti come il poeta Paolo Nori per la letteratura e il musicista Teho Teardo per la musica. Questi ultimi sia a Reggio Emilia che a Londra hanno voluto sviluppare e esprimere la loro parallela e intimista visione sulle sei città nella stessa stanza dove erano esposti i lavori di De Marco. Il tempo di uno sguardo veloce sui lavori di Flavio de Marco che non mi colpiscono in modo particolare, e devo dire trovo un po’ facili e pigri, prima dell’inizio della narrazione letteraria sulle citta’ di Paolo Nori. Narrazione che suscita molta curiosità tra i presenti che si scervellano per capire di quale citta’ stia parlando. Da canto mio mentre lo ascolto penso che mi sto sempre piu’ allontanando dallo humor italiano che capisco sempre di meno.

Dopo una pausa nella sala dei ricevimenti a base di pane carasau e vino rosso e’ la volta della narrazione musicale di Teho Teardo, chitarra e vari congegni elettronici qui accompagnato da Martina Bertoni al violoncello che era stata con lui artefice del progetto Modern Institute. Teho Teardo e’ senza ombra di dubbio uno dei musicisti più talentuosi e prolifici oggi presenti sulla scena italiana. I fan di una certa musica industriale ricorderanno di sicuro il suo gruppo industrial Meathead, una delle realtà musicale più interessanti italiane degli anni ‘90. E a seguire, oltre ai Modern Institute, ricordiamo Teho Teardo anche per il progetto musicale Operator con Scott McCloud (Girls vs Boys), Here con Jim Coleman (Cop Shoot Cop) e Matera con Mick Harris (Scorn e Napalm Death). Arrivati gli anni 2000, Teho Teardo, si dedica alle composizioni di colonne sonore per la televisione, teatro e per il cinema (più di venti negli ultimi dieci anni). Nel 2009 riceve anche dalle mani di Ennio Morricone a Cannes, il David di Donatello per la colonna sonora di “ll Divo”. Una discografia infinita per non parlare delle sue collaborazioni con una pletora di musicisti internazionali come Jim Thirwell (aka Foetus), Alexander Balanescu, Lydia Lunch, Erik Friedlander Nurse With Wound e Ramleh, Pain Teens, Zeni Geva, Bewitched, Cop Shoot Cop., Placebo, Rothko e sicuramente ho dimenticato qualcuno. Un musicista prolifico che ha sempre voglia di confrontarsi con nuovi progetti e nuove realtà. Ma ritorniamo alla serata di “Synecdoche Vedute” a Londra. Siamo in trepida attesa che inizi il concerto e ci chiediamo cosa succederà in questa saletta con uno stupendo lustro, nella quale un piano a coda si specchia in uno specchio ottocentesco. Si inizia con Prix De Rome, tratto dalla colonna sonora di “Un voyage au bout de la nuit” con violoncello e chitarra suonati con archetto che fanno salire la tensione nella stanza. Si continua con Brake che non aspettavo proprio di sentire stasera, uno stupendo pezzo nostalgico tratto dal progetto Modern Institute di Teho e Martina.

Si procede con una gradita sorpresa: dall’altra parte della stanza, opposto a Teho e Martina, un signore con cappello si mette ad accompagnare Teho e Martina al piano a coda. E sotto il cappello riconosciamo tutti Alexander Balanescu, uno dei piu’ grandi compositori della nostra epoca nonché virtuoso violinista e fondatore di Balenesqu Quarter e della Micheal Nyman Band. Una genuina improvvisata, come ci dirà lo stesso Teho Teardo che viene molto apprezzata dal pubblico. Dopo che Alexander Balanescu abbandona il piano, il nostro duo continua con Miss Agropontino tratto dal film “L’amico di Famiglia” di Sorrentino e I am going to live anyhow until I die, tratto dal film di Molaioli. Una versione inedita di E se li disturbi precede il pezzo finale s/nord tratto dal film "La ragazza del Lago", durante il quale Teho alza il volume fino a far vibrare inquietantemente il lustro e le orecchie dei presenti che portano subito le mani ai loro delicati padiglioni auricolari, abituati a sentire solo il loro respiro. Una serata interessante, forse per quel che mi riguarda forse più dal lato musicale che dal lato artistico/letterario. Mi piacerebbe vedere Teho Teardo e Martina Bertoni per un più lungo concerto qui a Londra, e spero che presto succederà visto la stupenda rassegna stampa estera che Teho Teardo sta raccogliendo, oltre che per le sue colonne sonore anche per il suo recentissimo 7” inciso con Jim Thirwell. Ritornando a casa per le vie di Londra, penso che in Italia, così come in certi ambienti italiani a Londra, ci vorrebbero molti più musicisti pronti e capaci di portare una ventata d’aria fresca e interessante nell’ingessato establishment culturale italiano: ma la realtà e’ ben diversa e ci sono ahimè solo poche perle rare come Teho Teardo e Martina Bertoni.
Myriam Bardino

Foto di Myriam Bardino



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