sabato 10 settembre 2011

JON ALLEN: “Sweet Defeat” (2011, Monologue)

# Consigliato da DISTORSIONI

Difficile il mestiere di cantautore ai giorni nostri. Inevitabilmente si finisce quasi sempre per essere paragonati ai grandi del passato. Nel caso di Jon Allen i nomi che saltano fuori sono quelli di Rod Stewart, Paul McCartney,Van Morrison, Bob Dylan, Harry Nillson, Art Garfunkel, James Taylor e altri cento almeno.
Senza scomodare l'intero catalogo dei cantautori possiamo dire che Jon Allen non cerca né di essere il Bob Dylan degli anni '60, né il Paul McCartney dei Beatles, né quantomeno il Van Morrison dei giorni nostri.
Jon Allen è semplicemente sé stesso. Un autore che ha assimilato al meglio le esperienze del cantautorato degli ultimi 40 anni, capace di scrivere belle e semplici canzoni accompagnato dalla sua fedelissima chitarra.
Nasce nel 1977 a Winchester, una città dell'Inghilterra meridionale. Dopo aver conseguito la laurea si trasferisce a Londra: un suo demo aveva ricevuto addirittura 5 stelle nella recensione della rivista Making Music. Allen a Londra avrà la possibilità di dividere il palco con artisti del calibro di Seal, Jose Gonzalez, Mark Knopfler e Emmylou Harris. E proprio qui a Londra Jon incontra i membri della sua futura band. Il successo per fortuna non tarda ad arrivare e grazie a Going Home, brano che farà da colonna sonora allo spot di un famoso marchio automobilistico e che entrerà successivamente nella track list di "Dead Man's Suit", disco di debutto del 2009, Jon arriva al successo grazie anche agli oltre 20mila download.
"Sweet Defeat" è il secondo lavoro discografico per il cantautore inglese, che senza discostarsi troppo dal classico sound tra pop, folk e rock anni '70 ci regala un disco semplice e immediato, ricco di momenti emozionanti come l'iniziale Johanna , la dolcissima Stealing Away, la splendida melodia di Broken Town, le più ritmate Lucky i Guess e Sweet Defeat e lo stupendo finale di Last Orders, solo voce e chitarra. Prodotto ancora una volta da Tristan Longworth ed inciso con lo stesso gruppo di musicisti che ne avevano impreziosito l’esordio, il secondo album di Allen si colloca a tutti gli effetti tra il suono della west coast e quello più rurale del rock sudista.
Michele Passavanti

Jon Allen

Jon Allen Music by Jon Allen Music

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