giovedì 1 settembre 2011

FIRE! with JIM O'ROURKE “Unrealesed?” (2011 Rune Grammophon/Goodfellas)

# Consigliato da DISTORSIONI

Questo disco sarà uno spasso per i fanzinari americani che amano classificare tutto. Che musica suonano i Fire!? Jazz rock, post rock, avant qualcosa? Lasciamo i fanzinari ai loro “bad trips” e ascoltiamoci il disco, che è un gran disco. È il secondo per i Fire! trio guidato dal sassofonista svedese Mats Gustafsson, dedito anche al piano Rhodes e all'elettronica, con Johan Berthling al basso elettrico e col batterista Andreas Werliin, che insieme alla cantante Mariam Wallentin forma i Wildbirds & Peacedrums.
In questo album, registrato a Tokio, il trio diventa quartetto con l'ingresso di Jim O' Rourke, un personaggio che credevamo scomparso, colui che dopo essere stato per un decennio il motore mobilissimo di tre o quattro scene musicali, per un altro decennio è stato latitante (unica eccezione “The visitor”, disco non all'altezza dei precedenti). Solo quattro brani, di cui tre molto lunghi. I primi due, Are you both still unrealesed? e Please, i am realesed, più lenta la prima, più incalzante la seconda, sono simili nella costruzione. Si inizia con un tempo di batteria semplice e ossessivo, giocato soprattutto su piatti e rullante, un giro di basso altrettanto semplice e ossessivo, su cui si innesta il sax di Gustafsson che improvvisa su note basse sfruttando anche molto gli armonici, senza lanciarsi in frasi troppo complesse, mentre O' Rourke tortura la chitarra come non faceva da tempo. Musica dura e slabbrata, chi ha amato “Trout mask replica” del grande Capitano troverà linfa per le sue orecchie. Il terzo brano, By whom and why am I previously unrealesed? è invece breve, molto free e destrutturato, con più spazio all'elettronica.
Il gran finale Happy ending borrowing yours, oltre diciassette minuti, è una discesa agli inferi. Il ritmo si fa marcia funebre, la chitarra fischia e sibila, il sax urla come un animale ferito. Quest'ultimo brano mi convince meno, forse maggiore concisione avrebbe giovato. In ogni caso un disco ottimo, ma sconsigliabile a chi ama musiche da fighetti.
Alfredo Sgarlato


Rune Grammhofon











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