martedì 26 luglio 2011

LIVE REPORT: “FESTIVAL BEAT VOL.19 - BATTLE OF THE BANDS”, 30 giugno/1-2-3 luglio 2011, Salsomaggiore Terme

Ecco finalmente a voi il 'sofferto' live report della diciannovesima edizione del Festival Beat, organizzato da Gianni Fuso Nerini, tenutosi a Salsomaggiore all'inizio di Luglio. Ho integrato due resoconti cercando di farne un pezzo unico, quello di Rossana Morriello e l'altro di Paolo Casiraghi: per distinguerli meglio i contributi di Paolo li troverete in corsivo. Ci tengo a sottolineare che i giudizi e commenti espressi da Rossana e Paolo sulle performances e sui generi delle singole bands sono puramente personali ed aderenti ai loro gusti, non rispecchiando più in generale la linea editoriale di Distorsioni (wally boffoli)



Dal 30 giugno al 3 luglio Salsomaggiore Terme ha ospitato la 19^ edizione del Festival Beat, evento musicale e culturale che ogni anno attira in terre emiliane centinaia di appassionati di suoni sixties da tutta Europa. E' il volume presentato proprio in occasione della diciannovesima edizione a darcene alcune cifre: “18 edizioni, 188 gruppi, 255 concerti” e migliaia di partecipanti nel corso degli anni. Il libro, "18 anni di Festival Beat": la storia, le immagini, i ricordi, le emozioni, curato da Luca Frazzi e pubblicato dalla milanese Tsunami Edizioni, raccoglie i ricordi e le impressioni dei musicisti che si sono succeduti sul palco in questi anni, ma anche degli spettatori che li hanno applauditi. Ne emergono aneddoti, retroscena e gustosissimi “dietro le quinte”, oltre a numerosi scatti fotografici che contribuiscono a dare l'idea dell'atmosfera che si respira in quei pochi giorni. Già perché una delle cose che si apprezza di più è proprio l'atmosfera del Festival, amichevole, rilassata e festaiola, come può essere quella che si viene a creare quando centinaia di persone che condividono le stesse passioni si incontrano e possono liberamente dare sfogo a queste passioni. Che nel caso specifico sono i suoni e la cultura che hanno caratterizzato gli anni '60. Difficile descrivere con le parole la sensazione che si ha quando il dj di turno fa partire uno dei quei pezzi classici del garage americano e ci si ritrova a ballare in mezzo a centinaia di persone scatenate che cantano il brano a squarciagola. Ma il Festival Beat non è solo dj set naturalmente, anche se questi ti accompagnano per l'intera giornata, con dj che arrivano da tutta Europa e che propongono il meglio dellesonorità sixties ma anche fifties a partire dal primo pomeriggio, quando si comincia a ballare a bordo piscina, fino a tarda notte quando ci si sposta nell'area riservata ai concerti. Il Festival Beat è anche concerti naturalmente, disseminati in varie zone della cittadina.
I concerti principali si svolgono di sera in un'area all'aperto appena fuori dall'abitato che ospita anche un mercato vintage, ma durante i pomeriggio di tutte le giornate ci sono concertini e altri eventi un po' ovunque.


VENERDI’ 1 LUGLIO: LIVE AREA
- LAS APIRADORES (SPA)
- I TUBI LUNGIMIRANTI (ITA)
- THE INCREDIBLE STAGGERS (AUS)
- GUITAR WOLF (JAP)


La diciannovesima edizione ha ospitato sul palco principale gli spagnoli Las Aspiradoras, i nostrani Tubi Lungimiranti, gli austriaci Incredible Staggers e i giapponesi Guitar Wolf nella serata di venerdì 1 luglio, proponendo quindi grintosi suoni garage e beat, ma anche un gruppo decisamente più punk come i Guitar Wolf, anche se, per chi scrive, la loro resa dal vivo non è stata entusiasmante, molto rumore per nulla diceva un noto poeta inglese. I concerti del venerdì e il dj set successivo sono stati bagnati da un fortissimo temporale che ha presto trasformato il suolo in fango ma che non ha fermato né la performance dei Guitar Wolf né i loro numerosi intrepidi fan che hanno continuato a ballare sotto la pioggia evocando per molti, com'era inevitabile, le immagini di un altro festival, certo più noto, di un po' di anni fa che prendeva il nome di Woodstock.

I Guitar Wolf mi hanno ricordato in fretta quanto doloroso puo’ essere un power trio quando non si hanno idee: gia’ vederli con occhiali scuri e chiodo aveva fatto presagire il peggio, per non parlare dell’intro simile ai movies giapponesi in bianco e nero tipo ‘Il ritorno di Fu Manchu’. Non pensavo riuscissero ad essere piu’ rumorosi dei Blue Cheer. Con una solo differenza : non sono i Blue Cheer. Per fortuna un uragano di un’ora e mezzo metro d’acqua li ha fermati, oppure sono loro che portano sfiga. (Paolo Casiraghi)

Nelle foto, in ordine di successione: Incredible Staggers, Guitar Wolf, Guitar Wolf

SABATO 2 LUGLIO: LIVE AREA :
- LOS EXPLOSIVOS(MEX)
- MAGNIFICIENT BROTHERHOOD(GER)
- THE UNDERTONES(IRL)


Sabato sera è stata la volta degli attesi Undertones, gruppo di spicco del punk-pop anni '70, che non hanno deluso le attese, preceduti dai garagissimi Los Explosivos dal Messico e dai tedeschi Magnificient Brotherhood. Gli Undertones sono senz'altro stati il gruppo clou del festival e dopo un concerto a ritmi serratissimi, accompagnato dall'esibizione di alcune go-go girls (e anche qualche go-go boy) si sono generosamente concessi ai fan per autografi e fotografie.

Un paio di fulmini presunti tali anticipano l’arrivo dei Los Explosivos, messicani, non male direi, meno casinisti della media ma con un cantato per me incomprensibile. Magnificient Brotherhood: il gruppo che mi incuriosiva di piu’. Descritti da alcuni come garage/psichedelici con chitarra acida californiana alla Grateful Dead/Quicksilver Messenger Service in realtà di psichedelico hanno poco o niente, non esistono twin guitars, ne’ passaggi dilatati, mentre e’ la componente garage a farla da padrona; con qualche innesto organistico doorsiano e alcune brevi sferzate di chitarra in realtà rendono il loro sound del 1966/1967 abbastanza vario a stranamente incisivo. Ottimo live-show, veramente.
Gli Undertones non li ho mai amati, ma per ovvie ragioni il 90% delle persone erano li’ per loro. Come hanno suonato? Mentirei se dicessi male. La forte componente pop che li contraddistingue fortunatamente dal vivo si tramuta in rock, e ciò li rende piu’ appetibili: in piu’ non hanno lesinato certo in energia, anzi hanno praticamente suonato un’ora e mezza o forse piu’ senza il minimo cedimento, sempre ad alto livello, aiutati da un acustica favolosa, una delle migliori mai udite, che ha reso il suono abbastanza grezzo per i loro canoni. Una rivelazione per me (Paolo Casiraghi)


Ma accanto a questi eventi maggiori, diversi altri gruppi si sono esibiti in pub e nell'area della piscina Leoni, uno dei punti di ritrovo più gettonati del popolo beat: gli italiani Gallara e Electric Flashback il giovedì, i canadesi Dave Rave Group venerdì, gli italiani Luky and his Fried Chickens, gli statunitensi Midwest Beat sabato, e ancora gli Albino's da Verona domenica sera.
Poi aperitivi, cocktail parties, afterlive parties in un susseguirsi ininterrotto di appuntamenti tra i quali scegliere, tutti rigorosamente a suon di musica. Da aggiungere infine una nota sull'organizzazione davvero impeccabile. Certo risultato di anni di “collaudo” ma tutto era predisposto al meglio dalle grandi alle piccole cose, come la navetta che di sera conduceva nell'area concerti o le informazioni sui vari eventi delle giornate, contribuendo così a rendere l'esperienza di questa full-immersion negli anni '60 davvero indimenticabile.


Nelle foto in ordine di successione: Los Explosivos, Magnificient Brotherhood, The Undertones, The Undertones, Dave Rave Group, Los Albinos

testi di Rossana Morriello
e  Paolo Casiraghi
Foto di Rossana Morriello

Festival Beat 2011
Guitar Wolf 1 Luglio 2011
Undertones - Jimmy Jimmy 2 Luglio 2011
Undertones – Teenage Kicks – 3 Luglio 2011
The Staggers - Little Latin Lupe Lu

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