giovedì 7 aprile 2011

PATTO: "A great prog-rock band from '70"

JAZZ FUSED WITH ROCK IS NOT NEW, MOST BANDS SAY IT WITH BRASS SECTIONS, NOT PATTO, THEY ARE FOUR AND USE THE RHYTHM SECTION FOR VARIANTS OF FEEL AND ITS SUBTLETIES OF TIME AND KEY CHANGES.
OLLY PLAYS SOME FINE GUITAR ON "MONEY BAG"
MIKE PATTO ROCKS ON "THE MAN"
HEAR THEM AND GO AND SEE THEM QUOTE.



Forse, le stringate liner notes del loro primo lp lo spiegano piuttosto bene: tra tutte le prog/rock blues band che ho conosciuto e ascoltato negli anni ‘70, Patto è una delle meno legate al blues nel senso purista della tradizione, nei loro dischi non ci sono covers di brani dei vari Willie Dixon, Muddy Waters o BB King, nè bluesharp acustiche o elettrificate, nè chitarre slide scorticanti e “cry your blues…”. Ma l’ispirazione del loro sound era chiaramente la black music, il soul e il jazz hanno fortemente influenzato il loro modo di affrontare la musica prog rock negli anni 70. Jazz-prog era il nome dato allora a questo crossover apparentemente un po’ improbabile; molte bands di questo tipo erano caratterizzate dal ruolo centrale occupato dagli strumenti a fiato: sassofoni, trombe e flauto traverso; i Colosseum, i Mogul Trash, i molto più sperimentali Soft Machine (almeno dal quarto disco in poi), i Nucleus del trombettista Ian Carr sino ai Centipede di Keith Tippett e ai misconosciuti Ton Ton Macoute. Per i Patto invece la chitarra solista aveva un posto di primo piano nel groove della band, insieme alla formidabile vocalità del cantante, non utilizzavano nessuno strumento a fiato e il ruolo delle tastiere era piuttosto marginale; apparentemente, avevano un mood decisamente rock. La line up della band vedeva ai lead vocals Mike Patto, potente cantante dalla voce fangosa, decisamente bluesy e all’occorrenza anche tastierista, il velocissimo chitarrista mancino Ollie Halsall, dal fraseggio jazzato e dalla tecnica sopraffina, anche vibrafonista, e la creativa sezione ritmica composta dal bassista Clive Griffiths e dal batterista John “Admiral” Halsey. Le origini musicali della band si perdono nella preistoria del beat e del rock inglese, con la militanza dei musicisti in gruppi come i Bo Street Runners, i Timebox e la Chicago Line Blues Band (Mike Patto, un solo singolo pubblicato nel 1966). Scoperti e prodotti da Muff Winwood, ex bassista dello Spencer Davis Group, fratello di Stevie e futuro talent scout dei Dire Straits esordirono su vinile nel 1970 per una nuova label specializzata nel rock progressivo e nell’hard rock, la Vertigo, quella con il famoso logo a spirale, sussidiaria della casa madre Philips e dal 72 della Phonogram e rivale delle omologhe Deram del gruppo Decca e Harvest, la label prog espressione della EMI. Il loro primo lp è l’omonimo: “Patto” (Vertigo 6360 016, Novembre 1970), un album capolavoro, con brani come The Man, Hold Me Back, San Antone e la lunga Money Bag carichi di feeling, con le loro atmosfere sospese caratterizzate dal suono del vibrafono, da repentini cambi di tempo, dalle improvvise esplosioni chitarristiche di Ollie Halsall, dai sapori squisitamente hard rock e dalla voce aggressiva e suadente di Mike Patto, che nel frattempo collaborava anche con i Centipede del pianista jazz Keith Tippett. Un sound originale e unico, una miscela esplosiva di blues, jazz e hard rock che stupì quei pochi che ebbero l’occasione di ascoltarla. Il disco, pur ben accolto dalla critica, vendette all’epoca la miseria di 5000 copie. Fu stampato anche in Italia con la cover sleeve originale parto del creativo Tony Benyon e caratterizzata da un particolare tipo di materiale, un cartoncino granulare che consentiva un rapporto tattile stimolante con l’oggetto in questione.
L’anno seguente il secondo lp: "Hold Your Fire" (Vertigo 6360 032 UK 1971), che definisce ancora meglio il loro sound originale e particolare, la cover del mitico Roger Dean è ancora una volta azzeccata, si poteva aprire orizzontalmente in tre parti ottenendo un particolare effetto grafico e cromatico. Un disco di prog rock con le medesime influenze soul e jazz, ascoltare la bluesata Give It All Way e Air Raid Shelter, lungo brano jazzato, rarefatto e coinvolgente, oppure la selvaggia See You At The Dance Tonight omaggio al rock n’ roll più scatenato, oppure la lenta e onirica Magic Door ancora con il vibrafono di Halsall protagonista, un disco fantastico. Nel 1971 effettuarono un lungo tour europeo a supporto dei Ten Years After, che li fece conoscere anche nella dimensione live, a loro congeniale quanto quella in studio, molte altre famose rock band non hanno mai avuto questo tipo di equilibrio. Nel 72 uscì: "Roll Em, Smoke Em, Put Another Line Out" (Island ILPS 9210 Uk 1972), per una nuova etichetta e con un deciso cambio di orientamento: il sound si spostò verso un r n’ r più tradizionale, forse alla ricerca di quel successo commerciale che non era arrivato e non arriverà mai. L’lp comunque, allora stroncato dalla critica, riascoltato oggi è godibilissimo e “suona” un hard rock intelligente e mai scontato, con testi ironici e un impronta vagamente zappiana: si fanno notare Singing The Blues On Red con un grande Mike Patto alla voce e la micidiale Loud Green Song con un Halsall scatenato alla lead guitar. Poi lo split della band, il mancato successo commerciale, forse anche causato da una cattiva promozione (misteri del rock business), li porta all’inevitabile scioglimento.
Nel 73, Patto e Halsall suonano nell’album "Manor Live" (Virgin 73), live album a nome dei Steve York’s Camelo Pardalis, un disco decisamente più influenzato dal blues elettrico. Dopo per Mike Patto numerose esperienze con Spooky Tooth, Dick & The Fireman e molte altre band; Clive Griffiths va a suonare con gli Alexis Korner’s CCS e Halsall con Kevin Ayers, i Tempest dell’ex Colosseum Jon Hiseman e i Rutles, ironici falsi cloni dei Beatles, con Neil Innes e Eric Idle dei Monty Phyton; John Halsey suonerà con Lou Reed e poi con Joan Armatrading. Nel 1976 anche l’esperienza comune dei Boxer, con al basso Tim Bogert (ex Vanilla Fudge, Cactus e mille altre cose) buona hard rock band con alcuni discreti dischi all’attivo. Purtroppo il declinare degli anni 70 non porta bene ai nostri: Mike Patto muore nel 1979 per leucemia, Ollie Halsall nel 1992 per overdose di eroina e Clive Griffiths, gravemente ferito in un incidente automobilistico, rimane paralizzato; non sono stati dei ragazzi fortunati. Nel 1995 esce la cd-r bootleg di "Monkey’s Bum", un quarto lp registrato nella primavera del 73 ma mai pubblicato, un lavoro discreto lontano però dagli splendori dei primi due album, poi "Sense Of Absurd" (Vertigo UK cd 95) doppio cd che raccoglie i primi due lp e quattro interessanti brani inediti, tra cui la lunga Hanging Rope, jazz rock jam strumentale di oltre 15’ con un Ollie Halsall micidiale alla lead guitar, Beat The Drum e Bad News, “scarti” delle registrazioni dei primi due dischi.
Nel 2000 pubblicato il cd "Warts And All", uscito dall’archivio personale di John Halsey e primo live ufficiale della band, con un concerto tenuto allo Black Swan di Sheffield nel 71, interessante ma certamente non un prodotto hi fi.I primi due memorabili album sono usciti più volte in cd-r, Audio Archives, Repertoire, Akarma (illegale) e rimangono veramente imperdibili! Una band dimenticata da riscoprire senza indugi!

Guido Sfondrini

Ollie Halsall era considerato a ragione uno dei migliori chitarristi dell'epoca, soprattutto dai colleghi che si rendevano conto delle sue incredibii doti (ben oltre la semplice velocità esecutiva!) e delle pazzesche cose che riusciva a fare dal vivo. Il grande rimpianto dei PATTO, oltre all'insuccesso di vendite che alla fine li porto' allo scioglimento, fu che purtroppo in studio non riuscirono mai a cogliere pienamente nei suoni e nella produzione il feeling e la libertà esecutiva che avevano nei concerti: durante i loro 'live' il pubblico ed i colleghi di altre bands rimanevano spesso a bocca aperta! Chi li ha visti nel 1970-72 ne parla come di un gruppo incredibile, eppure altri loro compagni di tournée piu' banali, ripetitivi e piu' prevedibili vendevano milioni di copie! Mike, Ollie e c. li vedevano sul palco ed ai soundcheck: poi tornavano a dormire nelle bettole pulciose; gli altri andavano in alberghi di prima classe: frustrazione totale, essendo consapevoli di essere una band fuori dall'ordinario.

Andrea Angelini

I'll Be Home (from "Manor Live")
San Antone

PattoProgArchives
thePattoWebsite

 Discography
 Patto (1970, Vertigo) 
 Hold Your Fire (1971, Vertigo)
Roll 'Em, Smoke 'Em, put another line out (1972, Island) 
Monkey's Bum (1995) (Unreleased)
Sense Of Absurd (1995, Vertigo)
Warts And All (2000) 

1 commento:

aldo ha detto...

Solamente verso la fine degli anni 90 ho comprato il mio primo CD...era una raccolta dei TIMEBOX di cui conoscevo solo un paio di canzoni. Un CD che fin dall'inizio non potevo smettere di ascoltare e ad ogni ascolto mi piaceva di piú, dalla stupenda "Gone is the sad man" che giá conoscevo alla versione di Tim Hardin "Don't make promises" e ai tanti inediti parte di un album che non uscí mai...Praticamente PATTO prima di essere Patto, un gruppo che va riscoperto e la logica continuazione dei Timebox che...lo devo dire, con la loro originalita ed un poco di magia erano (per me!) ancora meglio!

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