giovedì 9 dicembre 2010

"Folk, Acid Folk, Prog Folk e dintorni": artisti e brani scelti e commentati da Walter Pasero

Madden&Harris – The Wind at Eve (Fools Paradise: Jasmine Records/1975)
Australiani. Meraviglioso brano di questo duo prog/folk ricco di atmosfere dilatate e surreali ottenute grazie a un uso sapiente e delicato del mellotron e di altri strumenti come l'organo, il mandolino e a un angelico intreccio di voci.
Fin dall'intro, le atmosfere si fanno maestose e leggiadre, evocando una folata di vento che lascia spazio a questa ‘leggenda sonora'’. Le voci di Madden e Harris viaggiano eteree in un cielo solitario e finiscono per dare forma alle immagini narrate nella canzone.
Il prezioso ricamo di violino, nella parte centrale, intreccia magicamente riposo e nuovi cammini da percorrere sotto quegli orizzonti. La strada senza fine, ultima immagine della song, appare come la figura perenne donataci da questa meravigliosa poesia, sospesa tra cielo e terra.
Capolavoro


Virgin Insanity - Charity (Illusions of the Maintenance Man: Private Pressing. n/n, /1971)
Americani. Riecheggiano pulsioni oniriche lungo questo suggestivo brano psych/folk. Un rarefatto tappeto sonoro crea un atmosfera intimista.
Essa evoca la solitudine di un uomo immerso nei desideri di un sogno, del quale la triste voce di Bob Long trasmette la fragile delicatezza.
Il ritmo e l'arrangiamento di questo pezzo si muovono tra invocazione e voglia di abbandoni amorosi, perdendosi così su linee crepuscolari e ondeggianti.
L'eco della voce solista diventa infine un richiamo ulteriore, protendendosi di là dell'orizzonte, come una nuvola di nebbia che annuncia la fine del sogno.


Dandelion – Sometimes (Dandelion: Le Kiosque d'Orphée/1979) Francesi. Eccellente brano psych/folk dominato da una struttura sonora ricca di effetti trattati.
La particolare introduzione sacrale fa spazio alla voce di Jean-Christophe Graf che si snoda accorata, facendo affiorare dai fumi di organo, chitarra e tastiere, i sogni e le immagini del pezzo. In questo brano le atmosfere dominanti sono permeate da aromi acid/folk prodotti da una timbrica strumentale ossessiva e cerebrale. Il sogno qui evocato è avvolto da ombre cupe e grigie che solo gli occhi della fantasia possono provare a liberare. Brano ispiratissimo.


Tony, Caro and John – Apocalypso (All on the First Day: Gaarden/1972)
Inglesi. Masterpiece assoluto di acid-folk inglese. Questo trio ci propone un pezzo dal ritmo devastante e disorientante. Liriche inquietanti e una voce arrabbiata riecheggiano per tutto il brano. Le atmosfere evocano un ambiente da apocalisse metropolitana contornata da immagini inquinate e visionarie.
La musica afferra l'ascoltatore e il messaggio alienato e strano scoppia letteralmente nella sua testa dispiegando immagini alterate una dopo l'altra; cieli pieni di scie di vapore e di dadi e bulloni, lampi rossi che annunciano la fine.
Lo sfondo musicale della song diventa un annuncio profetico a scendere in strada, a cambiare il mondo deponendo le armi e prendendosi per mano contro un'orizzonte di morte e distruzione. Apocalypso. Capolavoro da cinque stellette.


These Trails – Psyche I & Share Your Water (These Trails: Private Pressing n/n / 1973)
Americani. Originalissimo pezzo di acid-folk sperimentale. La song è costituita da due momenti distinti, che attingono da una medesima matrice. La prima parte è animata da fiabeschi effetti di chitarra e misteriose virate orient-folk. La seconda, accompagnata da una voce femminile che ricorda la meravigliosa Linda Perhacs di "Parallelograms", è un apoteosi di sperimentali vortici sonori.
Una musica cupa e tenebrosa crea cerchi scuri che si irradiano in un magico specchio d'acqua. Lo sfondo strumentale e la voce solista sembrano narrare di una sorta di processione magico-rituale in un susseguirsi di immagini palpitanti e sinistre: lo scorrere inquieto di una sorgente, l'eco oscuro di strane creature, il fruscio animato del sottobosco e il sospiro strozzato di una persona nell'ultimo istante della song, lasciano nell'ascoltatore un senso di disagio, misto a un fascino imperscrutabile. Pezzo assolutamente imprescindibile.


Mark Fry – Song for Wild (Dreaming with Alice: It (sub-label of RCA)/1972
Inglese. Meraviglioso brano acid folk contenente tutti gli ingredienti di una visione sotto effetto.
La voce di Fry è quella di un antico menestrello che ci parla in sogno, invitandoci a seguirlo in un mondo incontaminato, popolato da folletti, gnomi e altre fantastiche creature. Il ritmo suadente del sitar avvolge la voce di Mark, creando un atmosfera ‘indefinita’ nella quale le immagini evocate sembrano volare, piegarsi, affiorare e allontanarsi, assumendo così le forme più svariate e strane come solo tra le braccia di Morfeo è possibile. La chitarra leggera che scorre lungo tutto il brano ha la consistenza di una carezza, di una nuvola bianca che ci conduce in un magico paradiso. Nota importantissima: l'album di Fry fu interamente registrato in Italia, forse a Firenze. Imprescindibile.


Mr.Fox – The Gay Goshawk (Mr.Fox: n/n/1970)
Inglesi. Ottimo pezzo per questo duo folk inglese formato da Bob Pegg e la moglie Carol.
Una miscela esplosiva di british folk e suggestioni di rock duro che una parte della critica ha avvicinato addirittura allo stile dei Velvet Underground. Le voci dei coniugi Pegg procedono sul filo della memoria e sono contornate da una sessione strumentale impressionante. Siamo in territori decisamente elettrificati. Nota di merito va all'abrasivo e ancestrale mix di batteria e chitarra all'inizio e poi alla fine del brano che introduce una sorte di dialogo a distanza tra i due.
Un pathos musicale ideale a fare da cornice a una sinistra e anomala storia d'amore. Consigliato.

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