sabato 30 ottobre 2010

LIVE REPORT: Four by Art + Wigan Casino (16 ottobre 2010 - United Club, Torino)

Dopo ben 15 anni i Four by Art sono tornati a Torino per un concerto allo United Club che li ha visti accompagnati dai locali Wigan Casino.
I Four by Art nascono infatti nel 1982 a Milano, in piena epoca neo-psichedelica, in quegli anni '80 cioè che hanno visto rifiorire le sonorità psych e garage degli anni '60 ad opera di un cospicuo numero di band sparse su gran parte della penisola.
La loro impostazione sonora è in realtà molto più vicina a quei ritmi soul e rhythm'n'blues fatti propri dal movimento mod negli anni Sessanta (quello ben ritratto nel film "Quadrophenia" per intenderci) e ripresi anche questi negli Eighties.
La formazione milanese ha all'attivo un EP “In Mind in Four Sights” (1983) e due LP usciti per la Electric Eye “Four By Art" nel 1985 e, prima di sciogliersi (per poi riformarsi nel 2002), “Everybody's an Artist with Four by Art” nel 1986, tutti raccolti successivamente nel CD “The Early Years '82-'86, stampato nel 2008 su etichetta Area Pirata, che include inoltre tre registrazioni live inedite.
Affini per genere e per formazione sono i Wigan Casino che hanno fatto da spalla ai Four by Art nel live torinese.
Il loro stesso nome ne denuncia immediatamente i riferimenti musicali. Il Wigan Casino era difatti un famoso locale sito nell'omonima città (Wigan) del Midland inglese, molto attivo negli anni tra il 1973 e il 1981, dove si ballava proprio quel tipo di musica soul definito Northern Soul che è il nucleo della cultura mod, suonato da artisti come le Supremes, le Marvellettes, Jimmy Radcliffe, Otis Redding, per citare solo alcuni tra i più noti.
Nonostante i musicisti di ispirazione fossero in gran parte statunitensi, specialmente della zona di Detroit, e forte sia il legame con la black soul music, il nome del genere, Northern soul, viene coniato nel 1970 dal giornalista inglese Dave Godin per indicare quel tipo di ritmi legati agli anni '60 e il modo in cui venivano ballati nei locali del nord dell'Inghilterra, differenziandoli così dal resto della musica soul che stava evolvendo verso sonorità funk più dilatate.
Anche i Wigan Casino infatti affondano le radici della loro storia nel movimento mod torinese che può contare su un gruppo di riferimento importante come gli Statuto.
Il bassista, nonché autore di musiche e testi, Massimo Tinozzi, appartiene a quel movimento, ma è anche stato membro di due note band torinesi dedite al garage rock di matrice Sixties, i Sick Rose e i 99th Floor, entrambe capitanate dall'altrettanto noto Luca Re.
Se fin dal nome i sei torinesi richiamano la loro storia e le loro influenze musicali, il look che sfoggiano al concerto allo United Club non è da meno e anche se si sa che l'abito non fa il monaco, in scena, su un palco l'abito conta eccome e contribuisce a proiettare il pubblico in un'atmosfera d'altri tempi che ben presto fa muovere le gambe ai presenti.
Il loro suono è pulito, preciso, senza sbavature, rigorosamente soul con qualche concessione a sonorità un po' più tendenti allo psych-beat ma comunque molto piacevole, sia quando alla voce c'è Luca Lazzerini sia quando c'è Isabella Casetta, la corista di recente acquisizione, nel gruppo dal 2009.
I Wigan Casino suonano per oltre un'ora, varie covers e diversi brani dall'unico album finora pubblicato (dopo un mini CD autoprodotto e un EP split con i Made su vinile), dal titolo “Soulnighter”, uscito nel 1999 per la Modern Groove Records di Genova.
I Four by Art salgono sul palco poco dopo mezzanotte e già la formazione lascia presagire qualche cambiamento, nonostante Filippo Boniello, bassista e autore in passato di gran parte di testi e musiche, sia sempre lì, con qualche anno in più, certo.
Niente più organo, ma soprattutto sono le due chitarre che compaiono sul palco a far sorgere qualche timore: decisamente anomale in un gruppo soul.
Al primo pezzo i timori si trasformano in certezza. Il gruppo ha completamente cambiato genere. L'impostazione è ora decisamente sul punk degli anni '70, o punk '77 che dir si voglia (sono gli stessi Four by Art durante il concerto a dichiararlo) e anche i vecchi brani, classici come One more time, riproposti dalla nuova line-up diventano pezzi dalla forte connotazione punk, ma non alla Jam e niente a che vedere con il mod revival degli anni '70, proprio tutto un altro pianeta.
L'impostazione vocale e i suoni che escono dalla chitarra del giovane cantante (“avevo sei anni quando usciva il primo disco dei Four by art” rivela al pubblico) non lasciano dubbi sulla sua formazione musicale che chiaramente è molto lontana dal soul e dal Sixties sound. Il suono del gruppo è spesso, duro, ma nel complesso risulta privo di personalità. Un tappeto sonoro che lascia perplessi, al di là della sorpresa per il cambiamento di direzione musicale e di sicuro non è aiutato dal malfunzionamento di un amplificatore durante tutto il concerto.
Certo la sorpresa c'è e coglie non poche persone, visto che il pubblico alla fine del concerto è decisamente ridotto all'osso, e oltre alla sorpresa la delusione. Sia chiaro, non è un partito preso contro il punk '77 che pur rientra nei gusti musicali di chi scrive, ma viene da chiedersi se per un gruppo che cambi così radicalmente genere non sarebbe più coerente cambiare anche nome e lasciare il vecchio a richiamare una certa identità, ora forse passata e conclusa, ma radicata in un'epoca che per certa musica in Italia può essere definita gloriosa.
Sarebbe anche più corretto nei confronti del pubblico che non necessariamente è disposto a seguirli nella loro recente svolta.

Rossana Morriello
Foto di Rossana Morriello


Four by Art

dall'album "Four by Art"



I Can't Stand Your Love - Lost In A Ghost Town - Don't Call Me (On the Phone) - Sleep All Day - I'm Having Fun - A Little Bit of Ice


dall'album "Everybody's an Artist with Four by Art"



One More Time - Why People Are Standing? - Cold Sensation - I Can't Wait Till Midnight - It's So Hard



Wigan Casino (gruppo)
vedi sezione Audio del loro sito.


Wigan Casino (locale)

Musica e ballo Northern Soul al Wigan Casino negli anni '70.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

brava Rosanna bell'articolo

Anonimo ha detto...

Rosanna, mi rendo conto di aver deluso i Mod Torinesi, d'altronde i Four by Art GRUPPO SOUL? Punk 77?
non sapevo che suonavamo punk a Torino, d'altronde gli Who sono punk, siamo già stati etichettati come gruppo punk negli anni 80' non che ci dispiaccia, i Jam erano considerati Punk nel 1979, gli Who se ai loro tempi fosse esistita l'etichetta Punk sarebbero senz'altro rientrati in quel filone, comunque se mi permetti non si può far passare una qualsiasi distorsione di chitarra come Punk, se no l'80 per cento delle band di questi ultimi 30 anni si potrebbero chiamare Punk (con tutto il rispetto)
ma questo Soul facciamolo fare ai fratelli black noi ci abbiamo provato ai tempi ma credimi non funziona con i bianchi lo diceva anche Mel Ferrer è sempre uno scimmiottamento/citazione storica senza senso artistico. l'unica esperienza soul irripetibile da parte mia sono i concerti con Arthur Miles, al quale il nostro Geppo ammetteva do non stargli dietro con la voce!

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