'Your happiness is my sorrow ...', il verso di North On Canvas, terza traccia dell’album d’esordio dei romani City Final, “How we danced”- che segue di tre anni l’ep "The research" uscito a nome Passione Nera e con una diversa line-up - ben ci introduce nell’universo melanconico e umbratile della musica dei romani City Final, una musica dai toni chiaro scuri, a tratti perfino cupi, che ti cattura con il suo romanticismo dolente. Diciamolo subito: l’album convince subito al primo ascolto, la voce di Andrea Pirro,mercoledì 17 agosto 2011
CITY FINAL: “How We Danced” (2011, Five To Midnight/Unhip records)
'Your happiness is my sorrow ...', il verso di North On Canvas, terza traccia dell’album d’esordio dei romani City Final, “How we danced”- che segue di tre anni l’ep "The research" uscito a nome Passione Nera e con una diversa line-up - ben ci introduce nell’universo melanconico e umbratile della musica dei romani City Final, una musica dai toni chiaro scuri, a tratti perfino cupi, che ti cattura con il suo romanticismo dolente. Diciamolo subito: l’album convince subito al primo ascolto, la voce di Andrea Pirro,WOLF GANG: “Dancing with the devil E.P.” (marzo 2011, Warner)
# Consigliato da DISTORSIONI
Un EP "estivo" che non può che preludere a un disco orientato allo stesso genere di colonna sonora stagionale. Con questo non si deve intendere che il lavoro del giovane dandy britannico Max McElligott (aka Wolf Gang) sia di scarsa qualità. Questo autodidatta inglese con la faccia da damerino e una piacevolissima voce da fratellino discolo di Mika si produce in un pop sognante e sofisticato, che ora sorvola le suggestioni anni 80 più scanzonate e ora si apparta a flirtare con i profili cupi della new wave, ma senza prendersi mai troppo sul serio.
Un EP "estivo" che non può che preludere a un disco orientato allo stesso genere di colonna sonora stagionale. Con questo non si deve intendere che il lavoro del giovane dandy britannico Max McElligott (aka Wolf Gang) sia di scarsa qualità. Questo autodidatta inglese con la faccia da damerino e una piacevolissima voce da fratellino discolo di Mika si produce in un pop sognante e sofisticato, che ora sorvola le suggestioni anni 80 più scanzonate e ora si apparta a flirtare con i profili cupi della new wave, ma senza prendersi mai troppo sul serio.
martedì 16 agosto 2011
DIRTY BEACHES: "Badlands" (2011, Zoo Music, Goodfellas)
# Consigliato da DISTORSIONI
Sotto la misteriosa sigla di Dirty Beaches si nasconde il progetto solista di Alex Zang Hungtai, nativo di Taiwan ma presto traslocato oltre oceano, a Montreal in Canada per l'esattezza, e giunto con questo "Badlands", titolo pare ispirato dal grande Jim Jarmush, al suo terzo disco da solista. Alex si colloca con questo suo lavoro direttamente nel filone lo-fi, il disco infatti è deliberatamente registrato in bassa qualità, con sonorità che rimandano addirittura al rock dei fifties, e con non troppo nascoste simpatie per i grandi maledetti del cinema odierno, Tarantino, Lynch e Kim Ki Duk.
Sotto la misteriosa sigla di Dirty Beaches si nasconde il progetto solista di Alex Zang Hungtai, nativo di Taiwan ma presto traslocato oltre oceano, a Montreal in Canada per l'esattezza, e giunto con questo "Badlands", titolo pare ispirato dal grande Jim Jarmush, al suo terzo disco da solista. Alex si colloca con questo suo lavoro direttamente nel filone lo-fi, il disco infatti è deliberatamente registrato in bassa qualità, con sonorità che rimandano addirittura al rock dei fifties, e con non troppo nascoste simpatie per i grandi maledetti del cinema odierno, Tarantino, Lynch e Kim Ki Duk. NOT MOVING: “Light/Dark” - singles, EP, and early more 1981-1987 (2011, Audioglobe Relics)
# Consigliato da DISTORSIONI
Operazione meritoria da parte della Relics, nuova etichetta di Audioglobe specializzata in recuperi di vinili rari italiani: “Light/Dark” rende disponibili le primissime incisioni dei Not Moving, (nome che omaggiava i DNA di Arto Lindsay) band piacentina che negli anni '80 conquistò il pubblico, anche grazie alle infuocate esibizioni live. Il gruppo nasceva come trio, guidato dal batterista Tony Face (Antonio Bacciocchi), ex Chelsea Hotel e alfiere della cultura mod in Italia,
Operazione meritoria da parte della Relics, nuova etichetta di Audioglobe specializzata in recuperi di vinili rari italiani: “Light/Dark” rende disponibili le primissime incisioni dei Not Moving, (nome che omaggiava i DNA di Arto Lindsay) band piacentina che negli anni '80 conquistò il pubblico, anche grazie alle infuocate esibizioni live. Il gruppo nasceva come trio, guidato dal batterista Tony Face (Antonio Bacciocchi), ex Chelsea Hotel e alfiere della cultura mod in Italia,
lunedì 15 agosto 2011
GALLHAMMER: "The End" (2011, Peaceville)
Guardo la copertina e penso a Burzum: la cosa già mi garba. Poi leggo che il trio femminile nipponico si è ridotto a soli due elementi, la chitarrista Mika se ne è andata e sono rimaste Vivian (basso e sax) e Risa (batteria). Penso subito che l' attitudine è fondamentale, che la lezione numero uno del punk è proprio questa: si fa con quello che si ha, senza lamentarsi, ci si rimbocca le maniche e via. BON IVER: “Bon Iver” (2011, Jagjaguwar/4ad)
Si presenta con una meravigliosa copertina a cura dell'artista Gregory Euclide il nuovo lavoro discografico di Bon Iver alias Justin Vernon. Gli è bastato un solo disco per entrare a far parte del circuito dei nomi piu importanti del circuito folk alternativo, un semplice esordio per diventare uno dei personaggi più attesi di questo 2011. Era il 2007 quando veniva pubblicato autonomamente "For Emma, Forever Ago", che venne in seguito distribuitodomenica 14 agosto 2011
PETER MURPHY: "Ninth" (2011, Nettwerk)
# Consigliato da DISTORSIONI
Ritorna a far parlare di sè Peter Murphy, una delle icone più conosciute del dark inglese, per essere stato il frontman dei leggendari Bauhaus, e lo fa a ben 7 anni di distanza dalla sua ultima apparizione da solista con il discreto "Unshattered"(2004). Un pò di storia recente: dopo lo split dei Bauhaus avvenuto nel 1983, e dopo la breve e valida avventura con i Dali's Car, con il compianto Mick Karn, il nostro inizia una lunga anche se non fitta carriera solistica, alternata da prove non distanti dagli ultimi Bauhaus quali le prime tre, "Should the world fail to fall apart" (1986),
Ritorna a far parlare di sè Peter Murphy, una delle icone più conosciute del dark inglese, per essere stato il frontman dei leggendari Bauhaus, e lo fa a ben 7 anni di distanza dalla sua ultima apparizione da solista con il discreto "Unshattered"(2004). Un pò di storia recente: dopo lo split dei Bauhaus avvenuto nel 1983, e dopo la breve e valida avventura con i Dali's Car, con il compianto Mick Karn, il nostro inizia una lunga anche se non fitta carriera solistica, alternata da prove non distanti dagli ultimi Bauhaus quali le prime tre, "Should the world fail to fall apart" (1986),
ANDREW'S CORNER - '80s Californian Punk, AGENT ORANGE: "Living in darkness" (1981), "This is the voice" (1986)
'Agent Orange' era il nome in codice dato dall' esercito statunitense a un erbicida che fu ampiamente usato dagli Stati Uniti
tra il 1961 e il 1971, durante la Guerra del Vietnam. L'impiego militare ufficiale era finalizzato alla rimozione delle foglie degli alberi così da privare i Viet Cong della copertura del manto vegetale. Si scoprì che l'Agente Arancio ha come sottoprodotti delle diossine altamente tossiche ritenute responsabili di malattie e difetti alla nascita sia nella popolazione vietnamita che nei veterani di guerra statunitensi. Si è anche scoperto che ha proprietà cancerogene, che colpiscono principalmente le donne, e teratogene. (Wikipedia).
tra il 1961 e il 1971, durante la Guerra del Vietnam. L'impiego militare ufficiale era finalizzato alla rimozione delle foglie degli alberi così da privare i Viet Cong della copertura del manto vegetale. Si scoprì che l'Agente Arancio ha come sottoprodotti delle diossine altamente tossiche ritenute responsabili di malattie e difetti alla nascita sia nella popolazione vietnamita che nei veterani di guerra statunitensi. Si è anche scoperto che ha proprietà cancerogene, che colpiscono principalmente le donne, e teratogene. (Wikipedia)."PSICOANALISI AL FEMMINILE"
La psicoanalisi è, tra le discipline umane, quella che ha raggiunto più presto la parità tra i sessi. Fin dagli inizi il mondo psicoanalitico venne frequentato da forti personalità quali la scrittrice Lou Salomé, amica di Nietzsche e amante di Mahler e poi di Rilke. Chi era questa donna dal fascino irresistibile che riesce ad entrare nelle grazie, anzi, a far perdere completamente la testa, alle menti più illuminate del suo tempo? Era una donna completamente diversa dallo stereotipo del tempo. Era bella? Sì,
sabato 13 agosto 2011
MUSICA -SOCIETA'-MEDIA: "Arte, Sogno e Psicoanalisi"

La storia dell’ arte, dice lo psicoanalista Otto Rank, è la storia della liberazione dell’inconscio. Ogni opera d'arte è, così come il sogno, l'adempimento velato di un desiderio represso, rimosso, e i desideri consistono nel formare il momento ideale dell'opera d'arte (www.antoniobellanca.it). L’arte, dice Lacan, è la difesa del desiderio dalla bruttezza del reale. La funzione sociale dell’arte, se può essercene una, è la stessa del sogno: esprimere l’inesprimibile. JESU: “Ascension” (2011, Caldo Verde)
# Consigliato da DISTORSIONI
Di Justin Broadrick è sicuramente nota la prolificità artistica. Tale sovrabbondanza ha determinato spesso un effetto inflattivo sulle sue produzioni, con conseguente ed inevitabile diminuzione di valore. Forse ad un analogo epilogo è destinato anche “Ascension” (2011, Caldo Verde), quarto album dei Jesu, quindicesimo lavoro se si considerano anche gli EP e gli split prodotti nel frattempo.
ACROSS TUNDRAS “Sage” (2011, Neurot Recordings)
Nella scelta di un disco a volte mi capita di lasciarmi attrarre dalla copertina, o dal titolo, oppure, come in questo caso, dal nome del gruppo. Questi giovanotti originari del Colorado mi hanno colpito per il nome, evocativo di pianure spoglie, battute dai freddi venti del nord e bagnate da gelide piogge artiche, prima di avere la possibilità di ascoltare questo loro album. Diciamo subito che non me ne sono dovuto pentire: il loro è uno stoner piuttosto evoluto, con qualcosa di più di una spruzzata di psichedelia e qualche più rada venatura country, che si fa ascoltare con un certo piacere, anche se, più che evocare le desolate tundre del nord, le loro composizioni ci trasportano in scenari desertici, probabilmente più consoni alle loro origini. I nostri, tra l'altro, non sono di primo pelo, visto che questo “Sage” è il loro sesto lavoro sulla lunga distanza ed il primo per la Neurot, etichetta
gestita dai metallari eretici Neurosis. La formazione è il classico “power trio”, basso, chitarra e batteria, in cui il chitarrista e “bandleader” Tanner Olson si fa carico anche del ruolo di cantante. Le composizioni lunghe e avvolgenti, dominate dal possente rifferama del chitarrone di Olson, portato più all'utilizzo degli accordi che agli assolo, probabilmente anche a causa della struttura del gruppo.
L'album si apre con l'epica cavalcata In The Name Of The River Grand, uno dei migliori episodi dell'intero lavoro, che ci trasporta nel bel mezzo di un film western di quelli buoni, prosegue alla grande con la desertica (appunto) Hijo del Desierto, triste storia di un poveraccio sperduto nelle sabbie arroventate dal sole, assetato e assediato dai serpenti a sonagli, ma, musicalmente, piuttosto vivace. Segue la ballatona Buried Arrows: ancora deserto, condito da cactus e mandrie di
bisonti, con una certa arietta country alla quale collabora la cantante Lily Hiatt, che si dimostra dotata di polmoni e ugola adatti al sound torrenziale della band duettando con Olson. I pezzi seguenti hanno un andamento più canonicamente stoner e, forse stanno un gradino sotto le prime tre tracks, almeno dal punto di vista creativo. Si tratta, infatti, di pezzi piuttosto simili tra loro, dominati dalla chitarra heavy e dalla voce roca di Tanner Olson, fatta eccezione per l'ultimo, Shunka Sapa, uno strumentale. Tra queste canzoni, una menzione particolare la merita la lunga, deragliante Mean Season Movin' On, dodici minuti abbondanti di arpeggi distorti, con tanto di vento in sottofondo, che rendono giustizia alle aspettative che il nome della band mi aveva suscitato.
Luca Sanna
Neurot Recordings
ANGELO BADALAMENTI & DAVID LYNCH: “The Twin Peaks archive” (2011, Warner Bros)
Che cosa sarebbe stato "Twin Peaks" se non ci fosse stata la colonna sonora di Angelo Badalamenti? Per rispondere abbiamo bisogno di inoltrarci per un momento in una delle serie televisive più geniali e morbosamente affascinanti degli ultimi 20 anni, un incubo curato nei minimi particolari venuto fuori dalla mente divina di David Lynch in collaborazione con Mark Frost: oltre alla regia, Lynch ha seguito passo per passo anche la creazione della colonna sonora, completando un disegno perfetto fatto di sfumature complesse e tortuose trame creative insieme al mastodontico Angelo Badalamenti, eccelso architetto musicale arruolato per arricchire le già preziose fondamenta cinematografiche di Lynch. Il mondo di David Lynch è un mondo strano, fatto di cose che accadono e poi scompaiono, personaggi che prendono forma man mano per poi scambiarsi ruoli ed identità, realtà astratte che vivono di luce propria in cui niente è come sembra e tutto al contrario.
Si comincia dal famoso main theme che trascina tutta la serie, proseguendo per i vari stacchetti ambient che si susseguono durante gli episodi, i vari intermezzi come Audrey's dance, The bookhouse boys
e Dance of the dream man, dove lo schioccare delle dita diventa un must da cui non si torna più indietro, un incontrollabile ritmo da cui non se ne esce più vivi. La colonna sonora di "Twin Peaks" è la gemella del film, non possono esistere oltre ad esse musica e pellicola più perfettamente incastonate tra di loro, per creare qualche cosa di morbosamente unico e irripetibile, oserei dire: storico. La realtà di Twin Peaks è fatta di due mondi: il giorno e la notte, il buio e la luce, scenari che seguono melodie e viceversa, come la stanza rossa dove il nano parla al contrario e balla o la loggia nera dove la notte i demoni del tranquillo paesino di provincia vivono in un inferno fatto di stupri, pornografia e cocaina, per poi nascondersi alle prime luci dell'alba in una buona torta di mele, o come dice l'agente Dale Cooper, ”la migliore torta di mele che abbia mai assaggiato”.
Luca Fiorucci
Twin Peaks Theme (Alternate Version)
Angelo Badalamenti & David Lynch - Twin Peaks Theme (Nostalgia version)
Audrey's Preyer (Synth Version)
Twin Peaks Archive
venerdì 12 agosto 2011
LUIGI MARIANO: "Asincrono" (2010, autoprodotto)
Ho incontrato Luigi Mariano quasi per caso, come spesso accade negli incontri della propria vita, un po’ incuriosita dai tanti premi di cui ha fatto incetta negli ultimi tempi, dalla prestigiosa Targa Bindi come migliore testo con il brano Edoardo, al Premio Lunezia 2011. Ascoltando il suo disco d’esordio “Asincrono”, uscito il 30 aprile 2010, rigorosamente autoprodotto, quello che traspare è una musica fresca, genuina in bilico tra testi più intimi e altri ironici e impegnati a sfondo sociale, perfetta sintesi di musica e parole.AMY WINEHOUSE: "27 anni vissuti pericolosamente"
THE BEGINNINGS: A BAD BABY
Amy Jade Winehouse, londinese, classe 1983 nasce a Enfield nel Middlesex da una famiglia ebraica, figlia più piccola di due fratelli, il padre Mitchell, tassista canta alla piccola le canzoni di Frank Sinatra, la madre Janis invece ha dalla sua strette parentele con strumentisti jazz oltre che conoscenze di professionisti del settore tra cui il leggendario Ronnie Scott. Alla giovanissima età di 10 anni Amy forma il suo primo gruppetto chiamato Sweet'n Sour, influenzato dalla miriade di band rap che
Amy Jade Winehouse, londinese, classe 1983 nasce a Enfield nel Middlesex da una famiglia ebraica, figlia più piccola di due fratelli, il padre Mitchell, tassista canta alla piccola le canzoni di Frank Sinatra, la madre Janis invece ha dalla sua strette parentele con strumentisti jazz oltre che conoscenze di professionisti del settore tra cui il leggendario Ronnie Scott. Alla giovanissima età di 10 anni Amy forma il suo primo gruppetto chiamato Sweet'n Sour, influenzato dalla miriade di band rap che
giovedì 11 agosto 2011
SHORT REVIEWS - ZIBBA e ALMALIBRE: "Una cura per il freddo" (2010-Volume!Records-Altoparlante)

Zibba è un cantautore, chitarrista e produttore che assieme agli Almalibre (Fabio Biale al violino, Andrea Balestrieli alla batteria, Lucas Bellotti al basso eletrico e Daniele Franchi all'altra chitarra) giunge nel 2010 alla pubblicazione di "Una cura per il freddo", lavoro composto da quindici tracce. Zibba è un bravo musicista, dotato di una voce calda e roca, autore di testi sardonici, sa giocare benissimo con rock, blues, jazz, reggae, rap e canzone d'autore:
SHORT REVIEWS - EMANUELE BARBATI: "Come sempre"(2011, autoprodotto)
Compositore, produttore e musicista attratto dalle sonorità cantautorali indipendenti statunitensi, forte di un'esperienza di lavoro a San Francisco, Barbati esordisce con il suo lavoro solista "Come sempre", composto da sette tracce fresche, leggere, gradevoli e di respiro internazionale, benchè cantate in italiano. Brano di punta è Scacco matto, dal quale è tratto un video promozionale, simpatica anche Defaillance e Di nuovo lei, in stile The Cooks. Un SHORT REVIEWS – SIMONE AGOSTINI "Green" (2009 - fingerpicking.net)
# Consigliato da DISTORSIONI
Lo dico immediatamente: questo disco è bellissimo, una gemma che colpevolmente può passare inosservata! Simone Agostini, chitarrista acustico fingerstyle romano di nascita, ma abruzzese d'adozione, confeziona nel 2009 da solo questo cd costituito da dieci tracce in cui suona la chitarra, accompagnato occasionalmente da Peppino Pezzulo alla viola, Sandro Paciocco al piano ed il bravissimo Paolo Giordano alla slide guitar.
Lo dico immediatamente: questo disco è bellissimo, una gemma che colpevolmente può passare inosservata! Simone Agostini, chitarrista acustico fingerstyle romano di nascita, ma abruzzese d'adozione, confeziona nel 2009 da solo questo cd costituito da dieci tracce in cui suona la chitarra, accompagnato occasionalmente da Peppino Pezzulo alla viola, Sandro Paciocco al piano ed il bravissimo Paolo Giordano alla slide guitar.
mercoledì 10 agosto 2011
ITALIAN ROCK CONNECTION - MUSEO ROSENBACH
C’è stato un momento nella storia in cui Italia e Inghilterra erano tremendamente vicine per il modo di fare e ascoltare musica. Erano entrambe figlie dei Beatles e della musica beat, arrivavano dalla psichedelica (nel nostro paese in maniera molto minore, molto marginale, è bene ricordarlo. Quasi un buco mancante tra i due generi, che per ben due decenni rappresentò un periodo realmenteITALIAN ROCK CONNECTION - BIGLIETTO PER L'INFERNO
Se provate a chiedere formazioni attive negli anni '70 ad un qualunque appassionato di rock progressivo, sia esso un brizzolato padre di famiglia o un ragazzo più giovane, certamente vi menzionerà gruppi italiani, e poco importa se è residente in Inghilterra, in Germania, in Italia, in Giappone o persino in America. La scena musicale italiana attiva in quel decennio era una polveriera, un fitto nugolo di gruppi e artisti che in molti casi arrivavano a
martedì 9 agosto 2011
LIVE REPORTS – “Massimo Volume” (Giovedì 21 Luglio 2011, 93 Feet East, Londra)
Vorranno scusarmi i fan dei Massimo Volume, per essermi presa la licenza di adoperare in questo articolo frasi dei brani eseguiti durante il concerto londinese di giovedi 21 luglio al 93 Feet East. Lo scorso ottobre, noi expat indie-rock italiani avevamo esultato alla notizia dell’uscita dell’album “Cattive Abitudini”. Questi dieci anni di silenzio per molti di noi, corrispondono anche agli anni da quando abbiamo lasciato la nostra amata e odiata Italia. La voce sul concerto londinese si e’ sparsa in fretta tra di noi, grazie a Luca. Sono venuti anche dei nostri amici WANDA JACKSON: “The Party Ain't Over” (2011, Nonesuch)
Jack White, dopo aver rivitalizzato la stagionata leggenda del country Loretta Lynn, si è preso a cuore le sorti dell'altrettanto stagionata “Queen of Rockabilly” Wanda Jackson, signora settantatreenne dal passato glorioso quanto lontano, dotata tutt'ora di una graffiante voce e di un'energia invidiabile. Detto che il titolo del disco rimanda all'incendiario hit single che l'arzilla settuagenaria pubblicò nel lontano 1958, Let's Have A Party, e che White si è deciso a lunedì 8 agosto 2011
OF MONTREAL: “The Controller Sphere EP” (Polyvinyl/Goodfellas, 2011)
# Consigliato da DISTORSIONI
Con questo Ep la band di Kevin Barnes conclude una trilogia che era stata annunciata nei versi finali, ‘Skeletal lamping, the controller sphere, false priest’, di Faberge Falls for Shuggie, brano di “Hissing Fauna, Are You The Destroyer?”, come si vede i tre titoli delle ultime opere di nostri. Versi criptici del bizzarro Barnes che si diverte a giocare con i suoi fan. Questo ep è composto da 5 brani che sono stati registrati durante le session di “False Priest”, ma poi non
Con questo Ep la band di Kevin Barnes conclude una trilogia che era stata annunciata nei versi finali, ‘Skeletal lamping, the controller sphere, false priest’, di Faberge Falls for Shuggie, brano di “Hissing Fauna, Are You The Destroyer?”, come si vede i tre titoli delle ultime opere di nostri. Versi criptici del bizzarro Barnes che si diverte a giocare con i suoi fan. Questo ep è composto da 5 brani che sono stati registrati durante le session di “False Priest”, ma poi non
I’M FROM BARCELONA: "Forever Today" (2011, Mute)
"Chi lascia la strada vecchia per la nuova ... ", così probabilmente avrei terminato la recensione del disco del 2008 "Who Killed Harry Houdini?" e con questa chiave si potrebbe leggere il nuovo lavoro dei I’m from Barcelona, "Forever Today".Sì perché, se nel lavoro precedente la band più numerosa di Svezia (29 membri attivi la maggior parte dei quali impegnati nelle parti corali) aveva evidentemente cercato di rendere il suo sound di maggior spessore con tonalità più cupe e malinconiche rispetto agli inizi del primo album "Let me introduce my friends" con esiti non proprio riuscitissimi, in questo nuovo disco si torna al passato e ad atmosfere più solari e primaverili, come si intuisce anche dal titolo di brani quali Always spring.DOME LA MUERTE: “Poems for Renegades” (2011, Japan Apart/Audioglobe)
# Consigliato da DISTORSIONI
Domenico Petrosino, in arte Dome La Muerte, ex chitarrista dei Cheetah Chrome Motherfuckers , Hush, vera anima ‘nera’ e rock negli anni ’80 dei Not Moving , una solidissima carriera ormai sulle spalle, dopo due buoni dischi con i Diggers nel 2007 e 2010, sigla quello che è il suo primo album davvero solista, facendo un clamoroso centro, senza se e senza ma! Quattordici brani in cui il musicista abbandona (o quasi) l’elettrica, amplificatori e distorsore, imbraccia l’acustica, soffia grezzamente in un’armonica (ben sei brani), armeggia con sitar ed organo: si mette di buona lena ad esplorare l’eterna altra ‘side’ del rock, quella acustica, elegiaca, romantica, utopistica attraverso una serie di composizioni - le
Domenico Petrosino, in arte Dome La Muerte, ex chitarrista dei Cheetah Chrome Motherfuckers , Hush, vera anima ‘nera’ e rock negli anni ’80 dei Not Moving , una solidissima carriera ormai sulle spalle, dopo due buoni dischi con i Diggers nel 2007 e 2010, sigla quello che è il suo primo album davvero solista, facendo un clamoroso centro, senza se e senza ma! Quattordici brani in cui il musicista abbandona (o quasi) l’elettrica, amplificatori e distorsore, imbraccia l’acustica, soffia grezzamente in un’armonica (ben sei brani), armeggia con sitar ed organo: si mette di buona lena ad esplorare l’eterna altra ‘side’ del rock, quella acustica, elegiaca, romantica, utopistica attraverso una serie di composizioni - le
domenica 7 agosto 2011
JAPANESE NOISE - BORIS: “Heavy Rocks”, “Attention Please” (2011, Sargent House)
# Consigliati da DISTORSIONI
Heavy Rocks
Boris, band giapponese drone-metal, experimental-noise, stoner, hardcore e pop-rock, può certamente essere annoverata tra le formazioni più eclettiche del panorama del rock alternativo, capace di costruire il proprio marchio di fabbrica attraverso la sperimentazione e la manipolazione delle sonorità più dure. Attivi dal 1992, hanno realizzato 17 album in studio tra cui l’acclamato “Pink” (2005), numerosi album live, un numero imprecisato di EP e split,
Heavy Rocks
Boris, band giapponese drone-metal, experimental-noise, stoner, hardcore e pop-rock, può certamente essere annoverata tra le formazioni più eclettiche del panorama del rock alternativo, capace di costruire il proprio marchio di fabbrica attraverso la sperimentazione e la manipolazione delle sonorità più dure. Attivi dal 1992, hanno realizzato 17 album in studio tra cui l’acclamato “Pink” (2005), numerosi album live, un numero imprecisato di EP e split,
THE MOVEMENTS: “Follow” (2011, Misty Lane/Teen Sound Records)
# Consigliato da DISTORSIONI
The Movements, svedesi, di stanza a Stoccolma, sono certamente una delle bands più di prestigio di quella cerchia di musicisti svedesi che nel primo decennio del terzo millennio hanno rivolto accoratamente la loro attenzione al garage ed alla psichedelia di estrazione sixties, mettendosi d’impegno nel proporla con modalità nuove. Ennesima conferma, The Movements, di quanto alto e validissimo sia il tasso di proselitismo che questo tipo di sonorità ha avuto nei paesi
The Movements, svedesi, di stanza a Stoccolma, sono certamente una delle bands più di prestigio di quella cerchia di musicisti svedesi che nel primo decennio del terzo millennio hanno rivolto accoratamente la loro attenzione al garage ed alla psichedelia di estrazione sixties, mettendosi d’impegno nel proporla con modalità nuove. Ennesima conferma, The Movements, di quanto alto e validissimo sia il tasso di proselitismo che questo tipo di sonorità ha avuto nei paesi
sabato 6 agosto 2011
LIVE REPORT: “Russian Circles” + “Boris” - Traffic, 4 luglio 2011, Roma
JOAN OF ARC: “Life like” (2011 Polyvinyl/Goodfellas)
Come spesso avviene per molte rock band, Joan of Arc si può considerare di fatto lo pseudonimo di Tim Kinsella, cantante e chitarrista che fondò il gruppo a fine anni '90 col fratello Mike ed altri musicisti dopo aver fatto parte dei Cap'n'jazz. “Life like” è il sedicesimo album in quattordici anni, un vero record se si pensa che al giorno d'oggi è normale incidere un disco ogni due o tre. In questo disco accanto a Tim appare un nuovo chitarrista, Victor Villareal, che già aveva COMET GAIN: "Howl of the Lonely Crowd" (2011, Fortuna Pop!/Goodfellas)
A dispetto dei sei anni passati dalla loro ultima release "City fallen leaves", il settimo nuovo lavoro degli inglesi Comet Gain, "Howl of the Lonely Crowd", pur rimanendo legato al Northern Soul più lo-fi rivolge una particolare attenzione alla produzione, viste le presenze dell’Orange Juice Edwin Collins e del loro fan dichiarato Ryan Jarman dei Cribs, nonché del Clientele Alasdair MacLean che ha anche contribuito a dare delle note di colore con il suo violino in brani quali An Arcade From the Warm Rain That Falls (per inciso, una delle migliori venerdì 5 agosto 2011
JENNY HVAL: "Viscera" (2011, Rune Grammofon)
Da un pò di anni a questa parte la scena underground nord europea ci presenta spesso personaggi di grande talento: Jens Lekman, Sondre Lerche, Thomas Dybdahl, Frida Hyvönen sono solo alcuni dei musicisti che hanno catturato negli ultimi tempi l'attenzione degli addetti ai lavori e non solo. Jenny Hval entra in questa selezione di nomi dalla porta principale, e con questo primo album a suo nome si pone come uno dei personaggi di punta della scena norvegese. PIETRO ROMANO MATARRESE: "UPHO" (2011, Casa Musicale Eco – Monza)
# Consigliato da DISTORSIONI
Pietro Romano Matarrese, pittore, scultore, video maker ormai affermato barese, docente alle Belle Arti prima a Brera, poi a Bari, con la magnifica ossessione della chitarra sin dalla fine dei ’60, quando bazzicava gli ambienti ‘alternativi’ cittadini, costellando i brani di alcune bands locali con i suoi soli veementi e visionari. Spero vorrete perdonare qualche cenno autobiografico legato a Piero: spesso mi faceva salire da lui per farmi ascoltare con frenetico desiderio le sue ‘magiche’ sovraincisioni chitarristiche da alcuni (indimenticabili) registratori a bobine giganti.
Pietro Romano Matarrese, pittore, scultore, video maker ormai affermato barese, docente alle Belle Arti prima a Brera, poi a Bari, con la magnifica ossessione della chitarra sin dalla fine dei ’60, quando bazzicava gli ambienti ‘alternativi’ cittadini, costellando i brani di alcune bands locali con i suoi soli veementi e visionari. Spero vorrete perdonare qualche cenno autobiografico legato a Piero: spesso mi faceva salire da lui per farmi ascoltare con frenetico desiderio le sue ‘magiche’ sovraincisioni chitarristiche da alcuni (indimenticabili) registratori a bobine giganti.
giovedì 4 agosto 2011
AUSTRALIAN WAVE - THE BOYS NEXT DOOR: "Door, door" (1979 LP, 1993 CD, Mushroom)
L' inizio del melodramma ha la faccia di un folle. Il folle della porta accanto. Potrebbe essere il bidello della Caulfierd Grammar School di Melbourne che Nick Cave, Phill Calvert, Tracy Pew e Mick Harvey frequentano svogliatamente sognando, tra i banchi, di poter suonare come i loro idoli: icone decadenti come Bowie, Ramones, Roxy Music, Lou Reed, Vincent Furnier. Ci provano suonando al Punk Gunk assieme ad altri sfigati come Tch Tch Tch, Babeez e Teenage Radio Stars, mettendo in giro un paio di PIETRE MILIARI - DAVID BOWIE: "The rise and fall of Ziggy Stardust and The Spiders from Mars" (1972, RCA)
# Consigliato da DISTORSIONI
Ziggy Stardust è uno dei personaggi chiave nell’iconografia rock. Uno degli incubi ricorrenti che segnano le notti insonni di quanti di giorno si nutrono al seno della rock music e la sera faticano a staccarsi dai suoi capezzoli. La sua ascesa e la sua caduta sono il monumento al milite ignoto dall’ingordigia dello star system. “The rise and fall of Ziggy Stardust and The Spiders from Mars“ è il punto in cui convergono compiutamente tutte le esperienze artistiche e personali dei primi trentacinque anni di vita di David Bowie.
Ziggy Stardust è uno dei personaggi chiave nell’iconografia rock. Uno degli incubi ricorrenti che segnano le notti insonni di quanti di giorno si nutrono al seno della rock music e la sera faticano a staccarsi dai suoi capezzoli. La sua ascesa e la sua caduta sono il monumento al milite ignoto dall’ingordigia dello star system. “The rise and fall of Ziggy Stardust and The Spiders from Mars“ è il punto in cui convergono compiutamente tutte le esperienze artistiche e personali dei primi trentacinque anni di vita di David Bowie.BETTA BLUES SOCIETY “Betta Blues Society” (2011, autoproduzione)
Forti di una lunga esperienza live, primi classificati allo svizzero Samedan Blues Festival e secondi al fiorentino Rockcontest di Controradio, dove sono stati notati dal compianto Ernesto De Pascale che li aveva posti sotto le sue generose e competenti ali protettive, la band pisana giunge ora al debutto su cd, nove tracce originali cantate in inglese e tre cover di classici del blues con la produzione di Antonio Castiello. La Betta Blues Society si caratterizza per la sua formazione totalmente acustica: Lorenzo Marianelli alla chitarra, Luca Guidi chitarra e ukulele,NEMO PROJECT: "Nemo Project" (2010, NoiseLab)
“Nemo Project” è il nome del progetto, ma anche il titolo dell'album, recentemente varato dal bassista, polistrumentista, arrangiatore Michelangelo Brandimarte. Ufficialmente la formazione sarebbe un trio che comprende, oltre al già citato Brandimarte, anche la cantante Claudia Pantaleone e il batterista Claudio Bollini; in realtà, però, sul CD troviamo diversi altri collaboratori a dar manforte al nucleo essenziale del progetto: il trombettista U PAPÙN: "Fiori innocenti" (2011, Volume! Records)
Una delle considerazioni più amare che si possano fare riguardo il lavoro su cd di una band è che esso susciti un'indifferenza fastidiosa. Purtroppo è il caso dei miei concittadini U Papùn, band dalla solida esperienza live, con un immaginario estetico intriso di teatralità, che approda al suo esordio su cd appunto, "Fiori Innocenti". Una commistione fin troppo forzosa di cantautorato, folk, musica elettronica, rock, pop, echi mediorientali e chi più ne ha più ne metta. RIAFFIORA: “La Marsigliese” (2011, Soviet studio/Wondermark/Lunatik)
A distanza di nove anni dalla loro nascita i Riaffiora giungono al disco d’esordio dopo un percorso che li vede passare attraverso la realizzazione di tre EP, fra i quali “French Kiss” , il cui video omonimo vince nel 2009 al MEI il premio come miglior videoclip indipendente, e il successivo intrigante progetto multimediale “Antonio P.”, singolo e videoanimato frutto del parto collettivo di menti diverse le cui idee vengono raccolte e fuse in forma di racconto sonoro e visivo, ottimamente recensito da alcune delle più influenti riviste e webmagazine italiane del settore. mercoledì 3 agosto 2011
THE MASONICS: “In your night of dreams … and other foreboding pleasures” (2011, Dirty Water)
Con questo titolo chilometrico si ripresentano i Masonics, a distanza di due anni dalla loro precedente pubblicazione “From the Temple Vaults” (Grand Wazeau,2009) che in parte riassumeva il meglio dei loro vent’anni di attività. Il trio è formato da elementi che hanno intrecciato i loro percorsi nell’ambito del Medway Beat, in bands come Milkshakes, Pop Rivets, Wildebeests, Headcoats tra i tanti, e di fatto anche la formazione stessa ha subìto nel tempo ATSIVIR MAGAZINE N° 0,4 (2010 Magazine + CD, Edizioni B.I. Press, Sedia Records)
# Consigliato da DISTORSIONI
Siamo nel 2011 e le fanzine/magazine si stampano ininterrottamente da 30 anni: malgrado webzine e blog abbiano minato alla base la sopravvivenza di questi favolosi prodotti pseudo-artigianali la loro linfa continua a pulsare nelle fiere di fumetti indipendenti, festival underground ed eventi simili. E’ proprio un festival di fumetti il luogo in cui sono entrato in possesso di questo magazine:
ATSIVIR, 64 pagine più CD.
Siamo nel 2011 e le fanzine/magazine si stampano ininterrottamente da 30 anni: malgrado webzine e blog abbiano minato alla base la sopravvivenza di questi favolosi prodotti pseudo-artigianali la loro linfa continua a pulsare nelle fiere di fumetti indipendenti, festival underground ed eventi simili. E’ proprio un festival di fumetti il luogo in cui sono entrato in possesso di questo magazine:
ATSIVIR, 64 pagine più CD.
JARMAN: “The Saint EP” (2010 Blackrock records/Dougthedog)
I Jarman (nome ispirato al grande regista Derek?) sono un quartetto di Roma composto dai chitarristi Federico Vignali e Alessandro Giordani, Alessia Casonato al basso e Massimo Cisternino alla batteria, tutti con trascorsi nella scena hardcore o in quella sperimentali. “The Saint”, il loro primo EP, inciso a fine 2010 dopo due anni di intensa attività live, benché sia interamente strumentale è ideato come un concept album sulla vita di un ragazzo visionario nel medioevo. SWEEPERS: “Soli nel buio” (2010, UFO HI-FI/ Goodfellas)
È solo rock'n'roll e ci piace. Gli Sweepers in questo secondo album “Soli nel buio”, propongono una miscela di punk (i ritmi tirati), beat (le melodie raffinate e contagiose) e new wave (la ritmica potente e scandita). Sin dall'iniziale Scegli me la ricetta è ben chiara: le chitarre partono con un riff veloce e spezzettato su un beat dirompente, poi parte il cantato e quindi un bell'assolo di chitarra. Nei brani successivi può prevalere la melodia, come in Alice dice, con classici cori “british invasion” ma con le chitarre sempre taglienti e, attenzione, testo tutt'altro che consolatorio e sdolcinato, oppure possiamo avere il punk pop di Il camaleonte, con un bell'intermezzo funkeggiante.martedì 2 agosto 2011
MOVIES: “Post mortem” di Pablo Larrain (2010, Cile, Messico, durata: 1h. 30')
Cile, 1973. Mario è un uomo solo, che per lavoro compila verbali delle autopsie. Si innamora della ballerina Nancy, ma nello stesso momento la situazione del paese precipita, e il colpo di stato che porterà Pinochet al potere riempie l’ospedale di cadaveri.(cinefile.biz) La donna, che ospita nel proprio appartamento, senza interessarsene, riunioni politiche, ha già un amante, un giovane attivista del partito comunista.
LIVE REPORT: Primavera Sound Festival 2011 - terza parte: Swans, M. Rev, F.Foxes, E.Neubaten, P.J.Harvey, B.Angels

Sabato 28 maggio
Dopo quattro ore di sonno siamo svegliati da una banda di tamburi e una sfilata di pupazzi di cartapesta. Ci affacciamo con l’occhio un po’ spento. I nostri vicini ci sorridono dai balconi fioriti. E’ ora di mettersi in marcia per pagare tributo alla Sagrada Famiglia, uno dei capolavori di Antonio Gaudi. All’interno, alcuni incrociano Jarvis Cocker dei Pulp, anche lui in visita a Barcellona. Mentre dibattiamo sul livello della ricerca universitaria in Italia, ci perdiamo tra le stradine di Barcellona.
lunedì 1 agosto 2011
LIVE REPORT - AREA Reunion Tour, 25 luglio 2011, Firenze - Anfiteatro delle Cascine
Area International Popular Group è la sigla che la gloriosa formazione si porta dietro da 40 anni, anche il 25 luglio 2011 nello splendido scenario dell'Anfiteatro delle Cascine a Firenze, una location simile all'arena pinkfloydiana di Pompei sia pure in piccolo. Due i superstiti del nucleo originale, Patrizio Fariselli e Paolo Tofani, più Ares Tavolazzi che entrò a far parte del nucleo solo dal secondo album, sostituendo Patrick Dijvas (tentato dalle sirene di successo della PFM) e infine il bravo batterista pratese Walter Paoli, al posto di Giulio Capiozzo, a completare l'attuale formazione.
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