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domenica 1 gennaio 2012

ANDRE WILLIAMS and the GOLDSTARS: “Nightclub” EP (Uscita: 13 dicembre, Pravda Records)

# Consigliato da DISTORSIONI
Nonno è tornato. Dove fosse stato possiamo ben immaginarlo, le passioni del vecchio porco non vanno molto oltre le donne, gli abiti eleganti, le donne, il bourbon, le donne, i sigari e.. le donne. Ah, certo, anche il vecchio e autentico rhythm’n’blues. Ed è così che di tanto in tanto, in momenti come questi ripesca la sua dentiera da dentro il bicchiere e

mercoledì 21 dicembre 2011

MENDOSA AND YEASOUND “Parole e fatti” (Uscita: 10 novembre 2011, YeaSound)

# Consigliato da DISTORSIONI

Dopo due mixtape e l'album “Senso di presagio” in collaborazione con Naghe debutta sulla lunga distanza Mendosa, rapper nato a Bari nel 1974 ma milanese di adozione. Non è un disco politico in senso stretto questo. Mendosa ci racconta la sua vita quotidiana, il lavoro (Sto tranquillo), la sua musica, le difficoltà del musicista autoprodotto e venuto dalla strada. Molti i riferimenti

domenica 4 dicembre 2011

SHARON JONES & THE DAP-KINGS: “Soul Time!” (Uscita: 31 ottobre 2011, Daptone/Goodfellas)

# Consigliatissimo da DISTORSIONI

Sharon Jones è una signora più vicina ai 60 che ai 50, nata in Georgia, ma newyorkese d'adozione, felicemente sovrappeso. Sharon Jones ha fatto qualcosa di più della canonica gavetta: cantava il gospel, e nel frattempo lavorava come guardia carceraria a Riker's Island e come portavalori per la Wells Fargo Bank, sempre in attesa che qualcuno si accorgesse che, dietro al giubbotto antiproiettile,

domenica 16 ottobre 2011

REISSUES - BARRENCE WHITFIELD AND THE SAVAGES: "Barrence Whitfield and The Savages" (release date: dicembre 2010/1984, Ace Records)

# Consigliato da DISTORSIONI

Mandato a quel paese Jeff Conolly prima di potergli augurare un buon 1983, Peter Greenberg, Phil Lenker e Howie Ferguson mollano i Lyres per tirare su una band con cui mettere mano a vecchi reperti che Peter custodisce nella sua collezione privata (Frankie Lee Sims, Charlie Rich, Fats Domino, Don Covay, Andre Williams, Esquerita, Ike Turner, Little Richard, Smiley Lewis i suoi amori di sempre)

sabato 8 ottobre 2011

MUSTEENO: “Ipnosi collettiva” (release date: 6 ottobre 2011, Relief Records/Audioglobe)

Debutta sulla lunga distanza il rapper Musteeno, alias Andrea Gorni, milanese classe 1978. Il disco si intitola “Ipnosi collettiva” e propone un hip hop ritmato ma non ossessivo nelle basi, con bassi non pompati eccessivamente e campioni di tastiere e fiati piuttosto raffinati, nella linea di gruppi downtempo come Monk & Canatella o Nightmares on Wax. Musteeno lavora molto sul testo, sul significato delle parole, anche inteso come esperienza personale di decifrazione della realtà, come in Cruciverba o Sacra Scrittura.

martedì 4 ottobre 2011

DJ SHADOW: "The Less You Know, The Better" (release date: 26 settembre 2011; Island)

Nuova uscita discografica per Dj Shadow e bisogna proprio dirlo, nuova delusione. Il dj della Bay Area infatti non riesce proprio a riscattarsi dal penultimo insoddisfacente "The Outsider". Non che un fan della prima ora come il sottoscritto stia aspettando da 15 anni il proseguimento di quel masterpiece che è stato "Endtroducing". Però, sebbene nella storia artistica di chiunque si registrino tanto degli alti che dei bassi, mi sembra che già da troppo tempo ormai Shadow stia vivendo alle spalle dell' hype che lo circonda.

mercoledì 21 settembre 2011

PIETRE MILIARI - MARVIN GAYE: "What’s Going On" * Il Quarantennale (release date: 21 maggio 1971; recording date: Jan 1971 – Mar 1971 - Tamla-Motown)

MARVIN GAYE
Marvin Gaye incise il suo capolavoro "What's going on" nel 1971, venne pubblicato il 21 di maggio sulla gloriosa etichetta Tamla, label sussidiaria della Motown, con Stax e Atlantic da sempre una delle migliori e celebri del genere soul. Nato a Washington D.C. il 2 aprile 1939, Marvin Gaye muove i suoi primi passi artistici con il preciso intento di diventare un grande cantante pop, suoi idoli da sempre Nat King Cole e Frank Sinatra

venerdì 9 settembre 2011

CASINO ROYALE: "Io e la mia ombra" (2011, Universal)

Ed eccolo il nuovo ritorno dei Casino Royale, a quasi cinque anni da "Reale", certo, niente rispetto ai nove passati da "CRX", anni trascorsi a trasmettere comunque segnali dalla loro nave spaziale in maniera trasversale, quale un uso intelligente e sempre di qualità del web. Un disco questo non dice molte cose nuove rispetto ai lavori precedenti ma ne ribadisce altre in modo molto chiaro, quasi come se i nostri, dopo aver trascorso gli anni ’90 a sentirsi dire quanto il loro suono fosse avanti ora avessero, giustamente, voglia di raccogliere quanto seminato.

venerdì 12 agosto 2011

AMY WINEHOUSE: "27 anni vissuti pericolosamente"

THE BEGINNINGS: A BAD BABY

Amy Jade Winehouse, londinese, classe 1983 nasce a Enfield nel Middlesex da una famiglia ebraica, figlia più piccola di due fratelli, il padre Mitchell, tassista canta alla piccola le canzoni di Frank Sinatra, la madre Janis invece ha dalla sua strette parentele con strumentisti jazz oltre che conoscenze di professionisti del settore tra cui il leggendario Ronnie Scott. Alla giovanissima età di 10 anni Amy forma il suo primo gruppetto chiamato Sweet'n Sour, influenzato dalla miriade di band rap che

venerdì 22 luglio 2011

LIVE REPORT: Alborosie / Zaman - 16 luglio 2011, Anfiteatro Ivan Graziani, Alghero

In una serata veramente calda di metà luglio, Alghero è la meta per gli amanti della musica e, in particolare, per chi ama i ritmi della Giamaica.
I fan arrivano in gruppi, a piedi o in bicicletta, lungo la strada che costeggia il lungomare algherese. Capelli lunghi, alcuni rasta, molti con i colori della Giamaica sulla maglietta, sulla borsa di stoffa a tracolla, o sul tam, copricapo che raccoglie la capigliatura tipica, i dreadlock.

giovedì 21 luglio 2011

KALAFRO: “Resistenza sonora” (2011 Relief records EU/Audioglobe)

I Kalafro sono un gruppo di ragazzi che all'amore per le sonorità giamaicane, per il rap e per le musiche del Sud Italia uniscono l'impegno contro la criminalità organizzata. Questo album, quarto della band, è stato realizzato con la collaborazione del Museo della 'ndrangheta, che utilizza fondi confiscati alle mafie. Non solo di mafia trattano però i Kalafro: molti sono gli argomenti affrontati.

mercoledì 8 giugno 2011

AFRICAN HEAD CHARGE: "Songs of praise" (1990, On-U Sound)

L'Africa è un posto di una bellezza violenta e violentata. L'Africa è da sempre il secchio dove il mondo occidentale mette la sua merda. La terra dove ci macchiamo dei peccati più infami e dove cerchiamo di lavarli con le adozioni a distanza. Dove spediamo armi e cibo, spesso sulle stesse navi. L'Africa è quel Continente che ci toglie la fame mentre stiamo stravaccati sul divano a ingozzarci di patatine e cereali ai grassi idrogenati. L'Africa è un Continente scomodo che ci fa comodo. Io non ho i soldi per andare nemmeno all'Idroscalo, figurasi in Africa, che poi si spartiscono tutto le ASL per i vaccini e l'agente di viaggio con le Hogan ai piedi e l' aria di chi ha girato tutto il mondo ma a spese tue.

mercoledì 1 giugno 2011

Dj 2P: “Delivery vibes” (2011 autoproduzione)

L'arte del “turntablism” ovvero fare musica usando i giradischi, che ha molti interpreti che vanno dagli inventori dell' hip hop fino ad artisti d'avanguardia come Scanner o Christian Marclay, prende piede anche in Italia. Andrea Ciaudano, alias Dj 2P, nato a Monza 24 anni fa, ne da un buon esempio col suo primo album autoprodotto “Delivery vibes”. Il disco è salomonicamente diviso in cinque brani strumentali e cinque rappati. Per il mio gusto personale preferisco i brani strumentali, come la traccia di apertura We like guitars o la conclusiva P.A.C., ritmate ma non nel 4/4 house, tracce molto ariose e scorrevoli, con spunti jazzati, come nel downtempo di scuola viennese di inizio millennio.

sabato 28 maggio 2011

GIL SCOTT-HERON (1949 - 27 maggio 2011) Dalla suburbia ... in paradiso

Sull'onda
dell' emozione intensa per la scomparsa del grande maestro Gil Scott-Heron, piegandola alla voglia di testimoniarne la grandezza artistica, il nostro Michele Passavanti ha scritto per Distorsioni il giorno dopo la sua dipartita un articolo commemorativo, il primo che pubblichiamo. Ne seguirà domani un secondo, scritto da Slim. Grazie davvero Michele! (wally)


Ci sono artisti che con la loro personalità scrivono a lettere di fuoco il proprio nome nella storia della musica. Gil Scott Heron è stato senza alcun dubbio tra questi. Scomparso il 27 maggio 2011 all'età di 62 anni Gil Scott Heron ha rappresentato non solo un' epoca musicale ma un intero movimento.

domenica 30 gennaio 2011

MICK COLLINS 2001: DIRTBOMBS and THE SCREWS - The triumph of lo-fi/punk blues and rhythm & blues

Tra qualche giorno la In The Red Records pubblica il nuovo album dei Dirtbombs di Mick Collins, "Party Store". Una buona occasione per tornare a parlare di Mick Collins e di due sue superbe produzioni, a 10 anni esatti dalla loro apparizione, su Music Box, dopo la pubblicazione della bella intervista a Dan Kroha dei Gories realizzata da Crizia Giansalvo in occasione della loro reunion. (wally)


Mick Collins e le sue reincarnazioni
La personalità artistica di Mick Collins é sempre stata più 'black' (sino al midollo) della sua stessa pelle: era chiaro sin dai tempi dei Gories, trio lo-fi di Detroit, che tra il 1986 ed il 1992 ha scritto memorabili - note solo ad un pubblico ristretto di appassionati - pagine di moderno r&b/noise deviato! L'alter-ego di Collins in quel gruppo era il chitarrista bianco Dan Kroha, in seguito punta di diamante ed agitatore delle oscene Demolition Dolls Rods, sempre da Detroit. Entrambi non hanno mai fatto mistero della loro passione viscerale per il blues e il rock&roll delle origini, ma anche per il soul ed il r&b dei '50 e '60, qualsiasi cosa 'puzzasse' insomma di negritudine. Nei loro dischi di quel periodo hanno omaggiato Ellis McDaniels (Crawdad, Hey Bo Diddley), Earl King (Trick Bag), Willie Dixon (Hidden Charms) ma soprattutto il compianto grandissimo John Lee Hooker!
In una bellissima intervista concessa tempo fa alla rivista romana Hate'Zine! Collins e Kroha definirono 'mods' le loro origini artistiche, ma solo nel senso di comuni radici e fisse musicali. Poi Mick Collins nel corso dei '90 ha dato vita a parecchi progetti, più o meno informali, tutti all'insegna di organici provvisori e mutanti: Blacktop, King Sound Quartet, Dirtbombs, Screws. Proprio con questi due ultimi combos Mick Collins uscì (che stagione magnifica!) con un nuovo lavoro (quasi in contemporanea) tra marzo e maggio 2001 per la benemerita garagistica etichetta In The Red di Larry Hardy. Ed è sua eminenza Mick Collins naturalmente a giganteggiare (anche in senso fisico) in entrambi i dischi, attraverso sporche performances traboccanti di calda negritudine.

The Screws, "Shake Your Monkey" (In The Red/2001)
"Shake Your Monkey" è opera intrisa di blues senza ritegno alcuno: con questa band Mick Collins stupisce ancor più che in passato in virtù di una 'Ray Charles' voce cartavetro (Keep On Lovin' Me, In Case You Need Love, gli episodi più marcatamente r&b); profonda e minacciosa in guisa di novello John Lee Hooker: del grandissimo bluesman coverizza qui Shake It Baby, uno dei brani chiave del disco, un boogie infernale! Già in passato con i Gories lo aveva omaggiato a più riprese con Boogie Chillun, Let Your Daddy Ride, Got My Eyes On You, ma qui si arriva ad un'identificazione timbrica e d'intercalare vocale maniacali!
Se pensate che un paio di mesi dopo la pubblicazione di questo disco John Lee Hooker è venuto a mancare converrete che si tratta di una strana coincidenza, ma io voglio intenderlo come un ultimo inconsapevole omaggio da vivo che Mick Collins e più in generale la scena lofi-blues americana ha voluto tributargli. A ben ascoltare, in gran parte di "Shake Your Monkey" aleggia un'asfissiante estetica hookeriana, nei ritmi, nell'ipnoticità dell'intreccio delle chitarre di Collins, Jimmy Hole (ex Necessary Evils) e Terri Whal (ex Red Aunts), ma da non sottovalutare sono i ritmi jungle/Bo Diddley di Strange Things, brano in cui si fa riferimento anche ad Hendrix, e di Ramona Say Yes. Poi ci sono i deliri vocali no-wave di Terri Wahl: The Screws nascono dal suo connubio artistico con Collins, ma non ci aspettavamo certo che la donzella resuscitasse inusitatamente il James Chance d'annata di Flip Your Face dal seminale "No NewYork" con l'ausilio spiritato del sax contorto di Jon Wahl. E che dire dell'implacabile, ossessivo strumentale in accelerazione Story 16 con tanto di armonica 'gemente' di Mick (ne fa largo uso in tutto il disco!) se non tutto il bene possibile? Anche I See You Baby si complica in modo bastardo di chitarre slide, distorte.
E quelle urla sexy di Terri sono irresistibili! La Wahl definisce The Screws una sorta di 'bluesy punk rock band': se il loro esordio "Hate Filled Classics" aveva stupito in quanto ad eclettismo ed abrasività sonora, questa seconda prova imbocca la strada impervia di far coesistere tradizione e schizzata sensibilità punk urbana; la prima é trattata perfidamente sino a perdere i contorni originari in un vizioso incesto con le corrosive sonorità delle Red Aunts di Terri Wahl. The Screws Live In Osaka 1999 Part 1
Part 2

The Dirtbombs, "Ultraglide In Black" (In The Red/2001)
E veniamo ai Dirtbombs, che mancavano all'appuntamento con i loro fan dal 1998 (con Horndog Fest): uno dei gruppi che più ha impegnato Collins nei '90, nato dall'idea pazza di mettere insieme due bassisti e due batteristi. Dirtbombs hanno in organico Jim Diamond all'electronic bass, vecchio collaboratore di Mick, ma soprattutto scafato engineer dei Ghetto Recorder di Detroit dai quali sono passati Red Aunts, Bantam Rooster, André Williams, Dirtys, Compulsive Gamblers, Jon Spencer sino agli Screws per il missaggio di "Shake Your Monkey" (registrato alla Distillery di Mike McHugh, Cosa Mesa/Cal.) ed i Dirtbombs di questo "Ultraglide In Black". Ma Diamond ne è insieme a Collins anche il produttore! Della combriccola fa parte anche Tom Potter, alla fuzz-guitar, ex membro degli incendiari Bantam Roosters. Il lavoro, registrato nel 2000, fu annunciato da Mick Collins come il suo tributo alla Black Music con cui è cresciuto: in un'intervista del '99 rilasciata a Bob Kondrak affermò che le sue radici erano nel soul dei '60 e nel punk dei '70:
"questo è ciò che suono! Io non penso a me come un musicista rock, io penso soprattutto come un'artista r&b. Gli stessi Gories si definivano una r&b band".
E in "Ultraglide In Black" di r&b e soul ce n'è quanto se ne vuole: cover-album, come del resto quello degli Screws, mostra l'altra faccia storica della cultura nera, quella ritmica, attraverso il recupero rabbioso del suono '60 Stax e Motown. Collins non si risparmia cimentandosi con brani di Curtis Mayfield, Marvin Gaye, Smokey Robinson, Stevie Wonder, Sly Stewart, George Clinton.
Ritmi serrati e saturi, con Tom Potter ad elargire pozioni letali di fuzz e Jim Diamond cavernoso e possente bass-man! Il modo in cui Mick Collins ed i Dirtbombs violentano il r&b dei maestri e lo rinvigoriscono con dosi massicce di calor bianco garagistico ricordano moltissimo le 'profanazioni' mai troppo benedette dei primi british-groups indimenticabili come Stones, Pretty Things, Them, Yardbirds. "Ultraglide In Black" è opera godibilissima, soprattutto quando a sporcarsi della voce rauca di Mick è la famosa Livin' For The City di Wonder; perfino la sessuosa Got To Give It Up ci fa vibrare in modo diverso dal suo autore, il grande Marvin Gaye!
I'M Qualified To Satisfy You spinge quasi a cercare i vecchi dischi di Barry White.
The Thing mette a nudo il suono strumentale aggressivo dei Dirtbombs in quello che potrebbe tranquillamente essere un contagioso numero dei Fleshtones, ricordandoci che sono un combo ritmico micidiale. Kung Fu di Curtis Mayfield spiazza con movenze dark così come il ripescaggio inatteso dal sapore english pub-rock Ode To A Black Man dei Thin Lizzy di Phil Lynott.
Collins cavalca in questo album l'onda tumultuosa delle sue variegate ascendenze musicali giovanili: che sia benedetto, perché il suo è un metodo si rivela vitale e devastante! Your Love Belongs Under A Rock, unico brano originale di Collins mette il pepe al posto giusto, come l'energica Underdog di Sly Stewart, I'll Wait di George Clinton, Livin' For The Weekend (assolutamente devastante), Chains Of Love, tutti brani in cui Collins, con fare certosino e grandi performances ribadisce in modo inequivocabile la superiorità storica degli artisti con la 'pelle nera'!
Wally Boffoli
Mick Collins

venerdì 28 gennaio 2011

BLACK MUSIC - B.B. KING: 'The Blues Boy'

'Una camminata di dodici chilometri lungo una strada sterrata di campagna, in un'appiccicosa notte d’agosto, o sotto un gelido diluvio in dicembre può sembrare un prezzo non piccolo da pagare per ascoltare un po’ di musica, ma – credetemi - ero più che disposto a pagarlo'. (B.B. King.)

Il lavoro nei campi ed il Blues

Laggiù a Indianola, il centro dell’azione era Church Street, la strada in cui c’era il Jones Night Spot, un night club di proprietà di Johnny Jones, il quale era l’unico uomo di colore del quale i giornali dei bianchi parlassero bene. Occhieggiando all’interno del locale si poteva scorgere Sonny Boy Williamson in azione e studiare le prosperose chiappe delle ragazze come uno scienziato alle prese con un vetrino al microscopio.In fondo dai tempi poco lontani della chiesa e del reverendo Fair, cos’era cambiato? Lì come in chiesa due cose mandavano in paradiso il nostro Riley B. King: La musica e le ragazze. Il giovane e balbuziente Riley ben presto si rese conto che nulla come una chitarra era in grado di rapire la sua attenzione, certo c’erano le ragazze, ma il fascino di una chitarra ed i settantotto giri polverosi ascoltati da zia Mima avevano qualcosa di magico. The Thrill Is Gone
Non ci volle molto per rendere Riley B. King un 'Blues Boy', un giovane impadronito dai blues, emozioni forti, contrastanti, profonde, che non ti abbandonano mai, nel bene e nel male.
La prima ad andarsene fu la madre, poi la nonna, quindi la prima ragazza Angel quando lui aveva appena quattordici anni. La strada al Blues era spianata, il suo cuore squarciato, lì nel Mississipi le sue braccia pronte a soddisfare infiniti turni di lavoro nei campi di cotone, smuovere ettari di terreno dietro il mulo, divorare le giornate, le stagioni, lavorando, lavorando ed ancora lavorando per non essere inghiottito dal buio, per sopravvivere ai fantasmi e lottare per un futuro dignitoso.
Parlare di B.B. King significa parlare di blues con ritmo, di strada e solitudine, di dedizione totale al lavoro e di numeri, grandi numeri, migliaia di chilometri macinati anno dopo anno in una vita on the road da oltre trecentoventi concerti a stagione in trecentoventi città diverse per più di venti anni, quindici figli per quindici differenti madri, oltre settanta album in un quarantennio di musica, quattordici Grammy, quintali di cotone, di chitarre, di copertoni consunti ed incidenti scampati, insomma un uomo di un certo peso! Woke Up This Morning
In principio fu il trattore. Le donne consideravano i trattoristi uomini speciali, il salario era più alto, ben ventidue dollari la settimana e si poteva osservare il mondo dall’alto. Inoltre il mulo ti scoreggiava in faccia, il trattore no. Certo, era un passo in avanti, ma non sufficiente a placare la sete di fama e di successo di B.B., la voglia di viaggiare e fare soldi ed il sogno di fare della musica un vero e proprio lavoro. A volte i St. John Gospel Singers, un discreto gruppo gospel messo su con i suoi colleghi mezzadri, venivano ingaggiati come openers per artisti di fama che si esibivano in zona, ma poi tutto restava come prima, e dopo il raccolto l’unico a voler andare un po’ in giro per promuovere la band era Riley.
Ed è così che fece. Dopo una giornata di lavoro prese la chitarra e con due dollari e cinquanta si diresse al tramonto sulla highway 49, via dai campi e della monotonia di quella vita, altrove, senza voltarsi: destinazione Memphis. Sweet Sixteen

Gli Inizi: gli anni '50

1948. La svolta arriva ed il suo nome è: Pepticon.
Pepticon era un ricostituente che B.B. prese a promuovere in una stazione radio di Memphis la WDIA, scrivendo un jingle: “ Pepticon sure is good.. and you can get it anywhere in your neighbourhood.” Un mondo strano quello della radio, nel bel mezzo del profondo Sud, in piena segregazione, la WDIA era un posto in cui bianchi e neri lavoravano fianco a fianco.
Dopo sette otto mesi, nacque B.B. King. Alla radio presero a chiamarlo dapprima Beale Street Blues Boy, quindi Blues Boy, ed infine Bee Bee o semplicemente B.
Nel bel mezzo del pavimento, un bidone delle immondizie riempito di kerosene, prende fuoco per riscaldare uno stanzone di una vecchia casa adibito a night-club: B.B. è in Arkansas, a Twist, attacca a suonare, l’atmosfera si scalda, ma ad un certo punto il kerosene è dappertutto, fiamme, urla, panico e gente che fugge verso l’uscita. Anche B.B. scappa, dimentica la chitarra dentro, non ci ripensa due volte , si rigetta nella casa in fiamme, rischia tutto, ne esce con le gambe scottate, ma la chitarra è salva. Era il 1949 ed era nata Lucille.
La leggenda vuole che un avventore disse a un altro “Accidenti, non avrei mai pensato che due tizi sarebbero arrivati al punto di cercare di ammazzarsi per una ragazza come Lucille!”.B.B. li ascoltò e da lì prese a chiamare la sua chitarra Lucille. Bad Luck Soul
La carriera da dj divenne un qualcosa di non più praticabile a tempo pieno dopo la prima hit Three O’ Clock Blues, era bello trasmettere alla radio artisti come Dinah Washington, Al Hibbler, Little Esther, gli Orioles e vedere tutti quei dischi, tutte quelle etichette - la King, l’Atlantic, la Imperial, la Jubilee, la Peacock, ma era tempo di andare in tour; il primo posto nella classifica rhythm‘n’blues di Billboard significa notorietà a livello nazionale. Era ora di darsi da fare e cominciare a fare sul serio.

“Soltanto due anni prima ero una superstar del trattore che faceva ventidue dollari a settimana, ora potevo guadagnarne perfino mille a settimana”.

“ Non sa che è contro la legge correre per strada in mutande?”

Quando non c’era la musica nella mente di B.B. King c’erano le donne, ma non sempre tutto andava come previsto, come quella volta a casa di miss Fine, quando si ritrovò di fronte un poliziotto militare appena tornato dall’Europa desideroso di fare una sorpresa alla moglie.
Dopo il primo Ep su Bullet Records, e i dieci anni tra Modern, RPM e Kent, è l’ora della ABC Records, in compagnia di Brother Ray, Ruth Brown, Lloyd Price, gli Impressions, Fats Domino, gli anni cinquanta stanno per giungere al termine, il rock‘n’roll ha sconvolto il mondo, ma non è ancora finita: gli afroamericani hanno ancora tanti assi nella manica ed uno di questi è quello di cuori: Soul Music. Beautician Blues


Gli anni '60 e la Soul Music

Gli anni sessanta furono pieni di splendido soul, la politica filtrò all’interno della musica, attuando un cambiamento in direzione di un’affermazione di uno nuovo modo di essere neri.
In tutto questo però B.B. s’inserì come outsider, come il bluesman, così come era stato negli anni cinquanta.
Sebbene a sua detta nel corso dei decenni B.B si sia trovato letteralmente a passare attraverso il rock‘n’roll, il soul, il funk e poi la disco senza riuscire ad ammiccare di volta in volta alla moda del momento, resta il fatto che non è mai stato facile per il nostro trovarsi a suo agio con le categorie.

” Sin dal giorno in cui avevo avviato la mia carriera, ero stato definito un artista rhythm’n’blues, una descrizione che a mio parere mi calzava a pennello, poi nel corso degli anni sessanta, rhythm sparì, e rimase solo il blues, un etichetta che ho ancora addosso. Non posso fare a mano di chiedermi che fine ha fatto il rhythm; l’ho perso per strada? “ Heartbreaker

Di certo per via della strada e di quella vita on the road, B.B. si è lasciato alle spalle due matrimoni, un tourbus misteriosamente scomparso, odiosi episodi di razzismo, pistolettate, belle donne e gioco d’azzardo, ed in ultimo se non bastasse il fisco. Ad ogni buon conto, una vita ricca di anedotti ed episodi singolari. In certi festival hippie, intorno al 1968, c’era l’uso di assegnare una guida personale a ciascuno degli artisti in cartellone, e a volte queste guide erano rappresentate da ragazze completamente nude. Non sappiamo quanto fu imbarazzante per B.B. stare lì di fronte ad un ragazza bianca nello stato della Georgia, tentando di mostrarsi gentile ed affabile senza passar per un cretino, ma certamente andò meglio ai suoi musicisti che risero come matti.
Dopo la California e Manhattan, negli anni '70 fu la volta di Las Vegas, è lì che si volle trasferire, scatenando la rabbia del suo manager Sid Seidenberg, che temeva per la sua febbre da gioco.

Gli anni '70 ...

Ma gli anni '70 sono anche stati per B.B. gli anni della consacrazione mondiale, sbarcando in Giappone, in Africa,in Russia, in Inghilterra, e poi le apparizioni televisive all Ed Sullivan Show, il doppio album con Bobby Bland e le esibizioni al Nero’s Nook il salotto dell’Hotel Hilton su intercessione di Frank Sinatra da sempre ritenuto da B.B. il cantante definitivo. Think It Over
A sessantatrè anni suonati, la sua carriera prese una svolta ancora più importante, con la composizione della colonna sonora per il film 'Tutto in una notte' di John Landis ed il tour insieme agli U2, B.B. King conobbe un successo planetario arrivando poi ad aprire a Memphis, Los Angeles, Orlando dei B.B. King Blues Night-Club, creando un proprio marchio di abbigliamento casual, e persino prodotti alimentari B.B.King, le salse grigliate, il condimento per insalate, la crema di fagioli o il pesce congelato. Eppure B.B. continua a lavorare, la sua vita on the road non si è mai fermata e con accanimento e passione prosegue a suonare portando la sua musica in giro per il mondo.

“Vedi, B, anch’io sono un bluesman; siamo tutti bluesman, solo che sentiamo il blues in modi diversi. Il giorno in cui ci allontaneremo dal blues sarà il giorno in cui smetteremo di avere un senso”. (Charlie Parker)

Slim (IMANGIADISCHI)