mercoledì 24 agosto 2011

LIVE REPORT: Nuove Tribù Zulu - 11 Agosto 2011, Radio Rock Village, Ostia Lido

Il classico ‘ritardo dell’artista’ può variare dal quarto d’ora ad un’intera ora sull’orario previsto (a volte anche oltre!) e questo senza dubbio può essere il momento più noioso di un concerto. Per fortuna quello delle Nuove Tribù Zulu è previsto alla Spiaggetta ad Ostia il giorno dopo San Lorenzo. Il cielo è terso e un modo per ingannare l’attesa è quello di starsene sulla spiaggia con il naso all’insù, sperando nel passaggio di qualche astro nonostante la luna quasi piena rischiari molto la volta celeste.
Ma il tintinnio di una campana tibetana interrompe la meditazione e l’Appello ai dormienti , traccia dall'"Unione dei Mondi" del 2003, dà inizio alla performance delle NTZ. 'Noi sempre al confine, in bilico su un filo, noi sempre pronti per un nuovo viaggio', canta Andrea Camerini, la voce e l'autore dei testi del gruppo, ed é quasi una dichiarazione d'intenti per loro che sono reduci da due viaggi in India, e che hanno fatto del viaggio e della ricerca continua di nuovi spazi in cui esprimersi la loro filosofia musicale. L'esperienza di 'camminanti', così amano definirsi, ha dato vita a nuovi testi come Verso l'India e tracce in cui i ritmi spaziano dall'hindi a ritmi balcanici e gitani dove il trombone a trascinare e impossessarsi della scena. E ancora il canto bohemien di Io vivo cosi dove la voce di Camerini diventa appena un po' roca, il giusto per renderla interessante, a tratti suadente sulle note della fisarmonica. Non vi é dubbio che per questo gruppo, nato nei primi anni novanta e che si é fatto le ossa suonando sulla strada, i testi siano molto importanti. Nelle loro canzoni traspare il desiderio di proporre la musica come impegno sociale per un cambiamento e una trasformazione della società 'da dentro'. Ed é dal loro album di esordio, nel 2000, "Sulla Strada" che suonano L'uomo rettile, poesia tra fisarmonica, trombone e l'arpeggio di corde del contrabbassista Paolo Camerini. Notevole la padronanza di Ludovica Valori di due strumenti, fisarmonica e trombone (qui stasera suona anche le tastiere) che non si vedono spesso tra quelli preferiti dalle donne. La serata incalza ed é il momento di Libert, quasi un inno, e di Da bocca a orecchio, dove é richiesto l'aiuto del pubblico. Il momento più bello di un concerto? Quando capisci che i primi che si divertono sono i 'musici' che stanno sul palco e il modo migliore per celebrarli é senza dubbio cantare e ballare per l'intera durata dello spettacolo. E allora 'da bocca a orecchio, passa una voce, da bocca a orecchio contro il potere delle cose', un'unica voce tra palco e pubblico.
Ad un tratto compare il frontman con una giacca azzurro-vistoso (colore terribile per una giacca se non fai il croupier in un casinò) e la maschera beffarda del premier sul viso, Signor Mandrake (dal terzo album "Sente del Cielo", traduzione letterale della parola Zulu), un vero cavallo di battaglia che tutti cantano a squarciagola 'Signor Mandrake fai il miracolo, con il tuo circo, il tuo carrozzone e i tuoi pupazzi in televisione'.

Per continuare a ballare senza smettere di pensare è arrivato il momento di chiamare sul palco Mc Shark, storica voce Hip Hop italiana che insieme alle NTZ ha scritto 27 secondi, colonna sonora di un documentario sul terremoto del 2009 a L'Aquila. Il corto, andato in onda su Rai Tre, racconta il terremoto con la voce dei ragazzi che l'hanno vissuto, come Andrea, 13 anni, che in 27 secondi (tanto é durato il sisma, così pochi ma infiniti nel terrore) ha visto devastare la città e la sua vita che da allora non é più stata la stessa. Potrebbero essere le sue, le parole che recita Mc Shark 'la mia città, é un uccello che non può morire, é un'aquila regale, pronta per volare'. Il download del brano da ITune ha contribuito al progetto Scuola di Pace. Per questi artisti solidarietà non é solo una bella parola da sbandierare per farsi pubblicità ma un modus vivendi. Lo show deve continuare, senza smettere di pensare, e per Sta tornando Mazzanè, insieme alla chitarra di Alessandro Lorenzoni, è la batteria suonata da un’altra colonna portante del gruppo (insieme ai fratelli Andrea e Paolo Camerini) Roberto Berini. Se non fosse un controsenso per lo strumento che suona, difficile vedere una batteria al centro del palco, Berini sarebbe un vero frontman. Ma il contrabbassista non è da meno e comincia una sorta di disputa tra i due musicisti. Camerini gioca e fa girare il contrabbasso sul palco, come se non pesasse affatto. E questo diventa cassa da suonare con le spazzole della batteria, l’arpeggio delle corde diventa la voce di un ventriloquo, e ancora (siamo in pieno teatro di strada) è il destriero di una cavalcata a due stile Western, veramente esilaranti!
Altra guest star chiamata sul palco a giocare con le Nuove Tribù Zulu è Bianca Giovannini La Jorona, nota cantante della Banda Jorona, (di cui fa parte Ludovica Valori) voce della musica tradizionale del Lazio che si esibisce con Menicia fa l’amore, un inno alla voglia di libertà delle donne. Si richiama sul palco anche Mc Shark per cantare tutti insieme Da domani cambio vita.
L’ultima canzone prima dei bis, è un’altra traccia composta durante il loro ultimo viaggio in India, canzone tra l’inglese e l’hindi, Bhopa Gae Chalia. Sono un camminante, Zingara sono i bis, ancora dal primo lavoro "Sulla Strada", e si chiude con Librando cantata insieme agli ospiti della serata, Mc Shark e Bianca La Corona, in uno ska che lascia senza fiato per chi non vuole 'scendere mai, mai, mai' condivisa a gran voce dal pubblico che sembra voler continuare il concerto all'infinito. Quale miglior ringraziamento per la band che saluta e ringrazia alla maniera indiana, con un leggero inchino a mani giunte. Namast anche a voi Gente del Cielo.
Marina Pinna
Foto di Marina Pinna

Bhopa Gae Chalia
Zingara

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