lunedì 16 maggio 2011

GRAVEYARD: “Hisingen Blues” (2011, Nuclear Blast)

La storia dei Graveyard inizia nel 2006 quando Magnus Pelander e Joakim Nilsson decidono di mettere fine all'avventura dei Norrsken formando due nuove band,  i Witchcraft (guidati da Pelander) e i Graveyard (di Nilsson). Era il 2007 quando i Graveyard pubblicavano il loro esordio discografico dal titolo omonimo. Inizialmente uscito per la Transubstans Records, venne successivamente distribuito nel 2008 in America dalla Tee Pee Records, un'etichetta indipendente americana che dal 1993 produce gli artisti più interessanti della scena stoner-psichedelica, ormai un vero punto di riferimento per molti amanti del genere. Gli svedesi Graveyard tornano oggi con un nuovo lavoro, "Hisingen Blues", per una nuova etichetta, la Nuclear Blast, etichetta indipendente tedesca fondata nel 1987 da Markus Staiger e una delle principali label che trattano materiale metal e hard rock. Un piccolo passo avanti quindi per la formazione svedese, che dimostra con il nuovo album una maturazione stilistica dovuta un po' all'innesto nel suo organico di Jonatan Ramm e un po' alla calma con cui si è arrivato a produrre il nuovo disco. I quattro anni che dividono "Hisingen Blues" dal primo omonimo album hanno fornito sicuramente alla band il modo di lavorare sui pezzi con tranquillità. Anche se la ricetta sembra essere sempre la stessa, il risultato di questo miglioramento è visibile, anzi udibile, nelle nove tracce di cui è composto il cd, come No Good, Mr. Holden, la title track Hisingen Blues, Uncomfortably Numb (piccolo tributo ai Pink Floyd?) e nella stupenda The Siren, traccia conclusiva dell'album. "Hisingen Blues" è un disco che va subito al sodo, come dimostra Ain't Fit To Live Here, la traccia iniziale del disco, che con una vera e propria spallata a colpi di batteria entra di forza nella testa dell'ascoltatore. Violento, sporco, acido e diretto al punto giusto, "Hisingen Blues" suona come un fiume in piena, tra onde psichedeliche e risonanze zeppeliniane. Uno degli album migliori di una scena musicale, che segna sempre più un ritorno massiccio alle sonorità psichedeliche e hard rock degli anni '70.
Michele Passavanti
Nuclear Blast
Ain't Fit To Live Here

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