venerdì 5 novembre 2010

"Folk, Acid Folk, Prog Folk e dintorni": artisti e brani scelti e commentati da Marcello Rizza

Vashti Bunyan - Train Song (side B 45 giri “Train Song”, Columbia Emi, 1966)
Splendida canzone che può giustamente introdurre questa nuovo appuntamento con Acid Folk e dintorni. Amo la voce di Vashti Bunyan e la sua delicatezza artistica. Alcuni singoli e un solo album, non subito capiti, sono poi assurti a must del panorama folk. Da poco ha composto un nuovo album.
Meraviglioso e bucolico, di più … sognante invece, l’album di esordio, "Just Another Diamond Day" del 1970. La ritroveremo alla fine di questa selezione.


Meg Baird - Maiden in the Moor Lay (Dear Companion CD/LP: 2007/Drag City/Wichita/P-Vine)
Meg Baird è un’artista che introdusse elementi nuovi nel folk, stante che ha suonato già nel nuovo millennio. Ad ascoltare questo splendido brano, però, non possiamo che ricordare una meravigliosa interprete dei sixties, ovvero la magica Linda Perhacs ed il suo capolavoro acid folk "Parallelograms". Splendida voce di questa cantante che co-fonderà un altro gurppo folk molto interessante: gli Espers. Conoscete gli Espers?


Espers - Travel Mountains (Espers: 2004/Locust)

Gruppo U.S.A. formato dal trio Brooke Sietensons, Greg Weeks e Meg Baird che è molto influenzato dal sound sixties dei Fairport Convention e dei Pentangle, ma anche qui parliamo di un album recente. Le arie risultano dark e ricordano anche la trilogia folk-oriented dei Current 93. Già, i Current 93, ma questa è un'altra (bella) storia!




Trader Horne (Judy Dyble) - Velvet To Atone (Morning Way: 1970/Dawn)

La splendida voce di Judy Dyble ci trascina nella dimensione onirica dove volano i suoi pensieri e dove si esprime la sua poesia. Notare il finale col pianoforte che impreziosisce ancor più il brano. Tutte le song di quest'album terminano con arricchimenti preziosi musicali, veri elementi psichedelici, messi lì come un invito o un preludio al piacevole ascolto del brano successivo. Grazie, Judy!



Pearls Before Swine - Translucent Carriages (Balaklava: 1968/Esp-Disk)
Qui ci troviamo più su arie che, nemmeno poi vagamente, ricordano l'opera meravigliosa di Tim Buckley. Voce e chitarra non possono che ricondurre al compianto menestrello mentre in alcuni tratti sovviene qualcosa dell'opera di Neil Young. Tutto l'album dei Pearls Before Swine si caratterizza per l'intensità e la bellezza dei brani.





Bellissima questa favoletta che ci porta in un paesino nordico all'interno di un negozio che vende menta e chissà quali altre erbe e zuccheri filati! I Sunforest li abbiamo già incontrati in questa rubrica, e confrontando i due brani, che provengono dallo stesso album, si capisce cosa s'intende quando viene definito l'album come colmo di brani molto diversi uno dall'altro. Andare a riascoltare anche l'altro, please ... e confrontare!


Karen Dalton - Something on your mind / How Sweet it is (It's So Hard to Tell Who's Going to Love You the Best: 1969/Capitol)
Una grande musicista con una voce stupenda e condotta con maestria. Un repertorio, il suo, che ammicca romantico e pervaso da una malinconia contagiosa.
E' stupendo il CD con annesso DVD della Megaphone Music. Questa proposta include due suoi brani, ma il primo è quello che più sinceramente mi coinvolge.
Non può comunque che essere, tutto, un ascolto raffinato e buono.


Vashti Bunyan - Love Song (side A 45 giri “Train Song”: 1966/Columbia Emi)
Come promesso, chiudo la mia rassegna di proposte folk-oriented ancora con Vashti Bunyan che, nei primi suoi cimenti musicali, ci recita, accompagnata dalla chitarra, una dolce canzone d'amore. Ho fatto la scelta di fornire pochissime informazioni tecniche, affidandomi più alle sensazioni che questi brani mi danno. Ai maestri le considerazioni specialistiche. Agli altri ... buon ascolto.


Marcello Rizza

1 commento:

Ricardo ha detto...

complimenti Marcello, ottime scelte, conosco tutti quelli proposti e condivido..

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