mercoledì 14 luglio 2010

THE BARBACANS : GOD SAVE THE FUZZ (Boss Hoss Records/Go Down Records) by Wally Boffoli


E’ ormai da tempo che il panorama neo-garage italiano ha raggiunto vertici di eccellenza, dimostrando che non ha nulla da invidiare a quello straniero in termini di passione e professionalità.
Ben si adattano queste considerazioni a GOD SAVE THE FUZZ, debutto sulla lunga durata (si fa per dire: 33 minuti) dei marchigiani BARBACANS, band nostrana su Boss Hoss Records, giovane etichetta garage pesarese distribuita dalla Go Down Records che prende in prestito la ragione sociale da un brano dei Sonics..
Un disco che sorprende sin da Kick The Children, primo brano che subito mette a fuoco una caratteristica che ritroveremo lungo tutta la mezz’oretta di durata del cd: i Barbacans hanno sì un suono base decisamente garage, basato sull’intreccio intrigante della chitarra fuzz di Walker e del farfisa in odor di Question Mark/96 Tears di Joe Carnarelli, il lead-vocal della band, ma su di esso innestano ventate di spumeggiante energia vocale e strumentale decisamente punk (alludo al punk cosiddetto ‘umano’ di matrice anglosassone ’77-’80), deliziose vestigia power-pop ed inaspettati cambi ritmici, decisamente funzionali all’economia atmosferica dei brani.
Insomma una rivisitazione dinamica e coinvolgente dell’ottica sixties-garage che da Kick The Children investe via via in modalità formidabili songs come What’s Fantastic (dagli azzeccatissimi risvolti melodici), Turn Away, Jude The Honest, White Mask, facendone degli autentici martelli sonori per nostre pur collaudate orecchie.
Registrato benissimo l’anno scorso al Circo Perrotti vintage studio di Gjion in Spagna God Save The Fuzz la dice lunga sulle potenzialità (in parte già chiarissime) espressive dei Barbacans, che accrescono il parco sonoro in alcuni brani (Kick The Children, Time For The Choice, What’s Fantastic) con le harps gementi di Skika e Jorke Explosion, s’infilano con il perfido strumentale Into The Madness in un tunnel oscuro prima di esplodere nel finale baccanale punk Mad Mike!.
The Barbacans in God Save The Fuzz, che assurge a smanioso manifesto estetico della Boss Hoss Records (speriamo prodiga di nuovi fulminanti shots!), confermano l’arte tutta punk-garage di esprimere e sintetizzare tante idee vincenti nello spazio apparentemente angusto di 2-3 minuti.
Sfizioso l’artwork ed i comix della confezione, surreale Phantom Opera la traccia video contenuta nel cd.

http://www.myspace.com/thebarbacans
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www.myspace.com/bosshossrecordsitaly

Pasquale 'Wally' Boffoli

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