lunedì 4 giugno 2007

La Top 3 della settimana. in collaborazione con UNDERGROUND BARI

In collaborazione con UNDERGROUND THE MUSIC STORE di Ninni Portoghese,
Via Nicolò Dell'Arca 8/A 70121 BARI(Tf. 080 5721239 -
e.mail: underground.bari@fastwebnet.it) .
(a cura di Pasquale Boffoli e Ninni Portoghese)
Tutti i dischi segnalati sono disponibili o richiedibili presso UNDERGROUND BARI
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La Top 3 della settimana (n°.5)


1) WILCO : SKY BLUE SKY

Jeff Tweedy (e c.) confeziona un album cristallino, puro come l'acqua sorgiva, cosa che il titolo eloquente fà già presagire.
Evidentemente sta attraversando una fase esistenziale (ed ispirativa) molto diversa da quella che produsse un'opera complessa e sperimentale come A Ghost Is Born (2004).
Sky Blue Sky ne é lontano anni luce con brani sereni e colmi di temi ed melodie suadenti come Impossible Germany, Either Way, Please be patient with me, On and on and on, dove riecheggiano (anche nelle interpretazioni vocali di Tweedy) le armonie country/psychedelic- oriented di Jerry Garcia ed i suoi Grateful Dead, la dolcezza country lancinante di Gram Parsons e gli agili duelli chitarristici degli Allman Brothers.
Un'opera preziosamente 'rootsy' corroborata dal songwriting di un Jeff Tweedy molto rilassato ed ispirato!
(Pasquale Boffoli)




2) BJORK : VOLTA

Ogni volta che si ascolta un nuovo disco dell'artista islandese non si può non provare un senso di spaesamento di fronte alla decisa non ortodossia delle sue proposte musicali. Anche Volta dilata come tutti i suoi lavori precedenti un concetto di 'pop' contemporaneo dai connotati decisamente aristocratici .
Earth Intruders, Pneumonia, la fascinosa Wanderlust, Vertebrae by Vertebrae sono il prodotto di un audace meltin' pot sonoro dove severi ottoni 'classici' convivono con ritmi sintetici, e le arcane complesse armonie sono padroneggiate dal vibrante metafisico vocalismo di Bjork!
Due meravigliosi duetti con Antony Hegarty (Antony & The Johnsons) impreziosiscono il disco : i quasi 8 minuti dell'evanescente The Dull Flame of Desire che da soli giustificherebbero l'acquisto del disco e l'altrettanto fascinosa My Juvenile.
Ma Bjork e Volta dispensano anche il parossismo in crescendo di Declare Indipendence, i profumati cromatismi etnico/orientaleggianti di I See Who You Are ed i toni accorati di Vertebrae by Vertebrae.
Se amate avventurarvi in lande sonore sempre imprevedibili non potete fare a meno di Volta e della piccola...grande Bjork!
(Pasquale Boffoli)




3) SPARKLEHORSE : DREAMT FOR LIGHT YEARS IN A BELLY OF A MOUNTAIN


Non stiamo parlando certo di un novità discografica (il disco risale al Settembre 2006) ma vista la recente esibizione della band di Mark Linkous dalle nostre parti...
credo di poterlo recuperare (ed altrettanto chi legge) tranquillamente.
12 ballate cariche di fascino slow-core ai limiti del narcolettico (uniche eccezioni le movimentate Ghost in the sky e It's not so hard): con See the light, Mountains, Morning Hollow (con Tom Waits al piano e Jane Scarpantoni al cello!), Some Sweet Day, Mark Linkous sigilla a fuoco una vena introversa ed intimistica che scava nel profondo dell'animo dell'ascoltatore consegnandoci un piccolo capolavoro di pathos discreto del nostro tempo.
Molte le sottili suggestioni pop in questi solchi (!?) dalle melodie avvolgenti : dai Beach Boys di Brian Wilson (Don't take my sunshine away) a Bowie ed ai Beatles, sino al trip-hop di Getting it wrong, con la voce filtrata di Linkous, uno dei brani che 'prende' di più dell'intero album.
Linkous é anche uno polistrumentista ed in Shade and honey, Some Sweet Day e Ghost in the sky fa tutto da solo!
Si chiude con gli oltre 10 minuti strumentali di Dreamt for light years in the belly of a mountain (aka Maxine),vellutata sinfonietta guidata dal piano di Linkous, semplicemente magnetica!
(Pasquale Boffoli)

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