mercoledì 29 novembre 2006

Collaborations / LIVE REPORT / Esteri; DIAMANDA GALAS ( Time Zones, XXI Ed., Bari, Palamartino / 24-11-06) by Nino Antonazzo






DEFIXIONES: WILL AND TESTAMENT, ORDERS FROM THE DEAD, ( l'ultima opera di Diamanda Galas -
Mute / 2004)


MALEDICTION & PRAYER (Live /Asphodel/1998)

E’ davvero con immenso piacere che pubblico questo live-report scritto da Nino Antonazzo del concerto di DIAMANDA GALAS, conclusivo della ventunesima edizione dell’ormai famosa rassegna barese di musica contemporanea TIME ZONES.
Nino Antonazzo è un amico ma prima di tutto probabilmente uno dei più profondi conoscitori baresi se non pugliesi delle multiformi ramificazioni del rock (o sarebbe più appropriato dire musica) d’avanguardia internazionale . Il suo stile di scrittura è preciso ed appassionato allo stesso tempo. Questa singolare, viscerale interprete è uno dei suoi miti da sempre e ciò traspare in modo lapalissiano da questo live-report che è anche un prezioso ‘trattatello’ sull’universo espressivo e sull’evoluzione stilistica dell’artista greca.
Sto iniziando ad apprezzarla anch’io senza mezzi termini (merito di Nino indubbiamente !) mentre ascolto il suo Malediction And Prayer, live del 1998.
Anche perché a tratti e da una diversa prospettiva il suo vocalismo ‘ di ventre ‘ esasperato mi ricorda un’altra ‘chanteuse’ maledetta per antonomasia, pochissimo conosciuta dalle nostre parti, la franco-polacca Mama Bea Tekielsky di cui tratterò spero prestissimo in questo blogspot.
Ladies and gentlemen…. Sua satanicità DIAMANDA GALAS !!!





THE WORLD IS GOING UP IN FLAMES . Il mondo sta prendendo fuoco. Ma queste fiamme non sono nuove per i nostri morti. In quelle fiamme essi hanno urlato la loro preghiera, cantato la loro ultima nenia, invocato il nostro Inaffidabile Dio, sussurrato un ultimo addio alla loro madre “
( da Orders From The Dead )


Non é mai stata una ‘sperimentatrice vocale’ tout-court DIAMANDA GALAS, non ha mai ricercato la purezza primigenia inseguita da Meredith Monk, né le acrobazie virtuosistiche da bambina isterica di Maja Ratkje, né l’algida e provocatoria concettualità del suo pur conterraneo Demetrio Stratos!
Sin da Panaptikon (1982) dedicato alle vittime della dittatura dei colonnelli in Grecia e direttamente ispirato alla tragedia greca classica, il suo è sempre stato una sorta di ‘urlo primigenio’ (“primordiale come il linguaggio degli uccelli o le articolazioni gutturali dei nostri antenati umanoidi “ ha detto qualcuno), che in maniera assolutamente viscerale ha voluto dar voce al dolore di tutti coloro che hanno subito e continuamente subiscono, in questo ‘ mondo in fiamme’ l’oppressione, umana o divina che sia : le donne violentate, i neri d’America, gli Armeni, gli Assiri e Greci vittime di un misconosciuto genocidio in Asia Minore nei primi decenni del secolo scorso (Defixiones – Will and Testament), i malati di Aids, tragedia da cui è stata toccata personalmente in ambito familiare ed a cui ha dedicato una trilogia (The Masque of the Red Death dal titolo di un racconto di E.A.Poe) in cui, insieme ai versi dei suoi cari poeti maledetti, declamava i passi più cupi, oscuri ed ‘oscurantisti’ delle Sacre Scritture.
All’esordio, nel 1981, un’allucinante interpretazione (voce e nastri elettronici) delle Litanie di Satana (da ‘Les Fleurs Du Mal’ di Baudelaire), a voler sin dall’inizio stigmatizzare la sua posizione di artista radicale, scomoda, provocatrice, decisa a risvegliare, anche a pugni nello stomaco, le coscienze di chi da troppo non è abituato a guardarsi attorno al di fuori del proprio rassicurante ed asfittico perimetro vitale.
Sympathy for the Devil” ? Qualcosa di più, decisamente!
La Galas di oggi non è più la ‘ Sacerdotessa degli Inferi’ che nell’ottobre del 1990 celebrava, a seno nudo e grondante sangue, la sua blasfema Plague Mass nella cattedrale di St.John the Divine a New York City. La rabbia iconoclasta di allora si è stemperata ( Nick Cave docet?) nell’immagine di una sorta di una medianica predicatrice laica, che si esibisce con l’ausilio del solo pianoforte (più qualche sporadico electronic-tape), proponendo apocalittici blues e persino sue reinterpretazioni di classici della canzone americana e francese.


E’ questa la Galas che attendiamo stasera 24 Novembre 2006, per la serata conclusiva della ventunesima edizione di Time Zones, in un Palamartino ripieno ahinoi ! solo per metà (…meglio Allevi? Meglio Ghezzi?... mon dieu!). E’ un momento, per chi scrive, atteso da 25 anni, e l’emozione si sente, è inutile negarlo, quando le luci si spengono e dopo 30 interminabili secondi Lei appare statuaria e spettrale, concedendoci persino un rapido cenno di saluto (… ne pas possible!!!) ; ‘… dai Diamanda, inceneriscici tutti!‘, urla qualcuno.

My world is empty without you ( urlo rauco e volutamente sgraziato e pianoforte abissale, a massacrare le Supremes), l’angelo azzurro Marlene evocato in Moi, je m’ennuie, persino un classico come Autumn Leaves, l’Edith Piaf di Padam Padam Padam (…lei, lo sparviero che rifà l’usignuolo…o era il passerotto ? bah !).
Ed in mezzo l’omaggio a Pasolini con la struggente Supplica a mia madre (…italiano approssimativo, svagato ritmo di valzer… ma una grande sensibilità nello scegliere una delle liriche più personali e tormentate del grande friulano).
E l’allucinazione devastante di Birds Of Death ( il testo è suo : LIGHTS OUT – LIGHTS OUT!) con la voce ad evocare dolenti litanie mediorientali.
Il resto è un po’ perso nel ricordo di un’esibizione vissuta in semi-trance ( esagerato! mi direte…ma tant’é.. avete chiesto voi il mio parere, no?).
Un’altra cosa ricordo con chiarezza: il primo bis (prima di The Thrill Is Gone) è proprio la canzone che il cartoon Jessica Rabbit canta nel famoso film di Zemeckis !!!
E poi Lei che si avvicina al pubblico, sorride (per un attimo), applaude…firma persino un autografo ( …ne pas possible! ne pas possibile !) . THANK YOU ! In questo ‘mondo in fiamme’ di mediocrità al potere insieme ai Bush, agli Aiatollah, ai Putin, ai Ratzinger, c’è anche Lei, vivaddio ( !!!) DANNATA GALAS !! LONG LIVE !


NINO ANTONAZZO

www.diamandagalas.com

http://www.timezones.it/

1 commento:

Gerardo Sacco ha detto...

Per Nino Antonazzo...se mai dovesse leggere qui:
-Brian Ferry Windswept
Popol Vuh Morgengruss II
-Hatfield and the North It didn't matter anyway
...e per molti altri motivi...
grazie di tutto anche a distanza di tanti anni
Gerry

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