mercoledì 11 aprile 2007

Collaborations: Live Report / Esteri / THE JAM Reunion at Sonar, Colle Val d'Elsa, Siena - 24 Marzo 2007 by Nico

Arriviamo al Sonar verso le 22.00, dopo un viaggio di un’ora in corriera da Firenze e l’alcool che già cominciava a circolare in corpo…
Il locale presenta due stanzoni interni, il primo con bar, e il secondo con consolle, palco e backstage per le band.
Nello stanzone esterno, per i fumatori, troviamo le distro e i primi arrivati della serata. Skins, skingirl e qualche mod. La band a quell’ ora era ancora in hotel mentre noi aspettavamo con ansia, sapendo comunque che mancavano quasi 2 ore all’inizio del concerto. Intanto i due dj che si alternano preannunciano l’ottimo set che godremo in seguito: ska, northern soul, skinhead reggae, mod79.
Poco dopo mi siedo ad un tavolo nella zona fumatori con delle amiche, e dalla tenda che divide il locale dall’esterno entrano in fila, con in mano parte della strumentazione Dave Moore, Bruce Foxton, Russel Hastings, Rick Buckler e un altro paio di ragazzi che li accompagnano.
Il primo e il terzo sono i nuovi acquisti della band, rispettivamente chitarra/tastiera e voce/chitarra. Nei loro volti si leggono i 30 anni di rock’n’roll, passati dalla nascita dei Jam, però appaiono come degli adolescenti con qualche ruga in più, con la stessa voglia di spaccare il culo a tutti di tre decenni fa.
Mi accorgo che il locale si sta lentamente riempiendo: mods, rockers, skinheads; gente di ogni tipo e sottocultura, quasi fosse una riappacificazione delle Bank Holidays di Brighton…
Sono ormai le undici e mezza passate. Le luci si spengono, la gente affluisce verso il palco e si accendono i fari sulla band.
Mi faccio strada tra la gente e mi piazzo al bordo del palco, fortunatamente alto solo una sessantina di centimetri, così che posso godermi lo spettacolo.
La band esordisce con ‘The Modern World’, vero e proprio anthem della cultura mod post-60s. La voce di Hastings è incredibilmente uguale a quella di Weller (molti mi odieranno) e le dita di Foxton viaggiano sul manico del basso come se stesse scrivendo appunti su un qualsiasi pezzo di carta.
David Watts’, ‘Butterfly Collector’, ‘News of the World’ e ‘Down in the Tube Station at Midnight’ alcuni degli altri pezzi storici riproposti dal quartetto, mentre ogni tanto il pubblico inneggia un ‘We are Mods!’ che ricorda le scene di ‘Quadrophenia’, quando il folto gruppo di modernisti in parka vede dei rockers entrare in un bar, attaccandoli.
A metà concerto un black out della back line (infatti le luci esterne erano accese) interrompe lo show, lasciando un momento di pausa alla band che si rifugia nel camerino alla nostra destra, creando un andirivieni di ombre sul palco, quando finalmente, dopo una quindicina di minuti si torna alla normalità.
Il funk di ‘Start!’ e il punk rock di ‘Going Underground’ fanno da chiusura al concerto, due pezzi che coinvolgono il pubblico in maniera incredibile. A questo punto il gruppo saluta e ringrazia l’audience tornandosene nel backstage e, come sempre, la fine vera e propria dello show viene annunciata dal ritorno del dj set, in questo caso ‘Time for Action’ dei Secret Affair.
La serata prosegue con pezzi di northern soul, ska, skinhead e mod reggae, gente che balla col sudore alla fronte e principi di rissa. Io che aiuto i ragazzi dell’organizzazione a mettere sul furgone la strumentazione. Facciamo per andare nel backstage ma i quattro se ne sono già andati in hotel, lasciandoci un po’ di amaro in bocca, ma ci mettiamo poco a dimenticare questo insignificante aneddoto per ricordarci di quello che abbiamo appena vissuto, vale a dire uno dei più bei concerti della nostra vita.
Questo è un punto di vista soggettivo dell’evento, con ovviamente commenti soggettivi.
So infatti di molti ragazzi, soprattutto mods, che hanno ‘boicottato’ il concerto, per il fatto che non si riconoscono nella riunione dei Jam senza Paul Weller, primo cantante/chitarrista, fondatore e compositore della maggior parte dei pezzi del trio.
Molti di questi ragazzi preferirebbero probabilmente godersi un concerto solista di Weller, anziché vedersi i ‘nuovi Jam’. Si tratta di scelte legate ad una certa ideologia e s soprattutto di gusti. Io non potevo sicuramente perdermeli.

Nico, g.eb@libero.it

9 commenti:

Anonimo ha detto...

che tristezza..ma che Jam e Jam, dai..
C

wally boffoli ha detto...

ti inviterei caro Anonimo a non essere Anonimo e C. soltanto ma a qualificarti perché io non censuro nessuno ma non mi piacciono i paraculi
' che tristezza, ma che Jam e Jam, dai...' .
Pensi di cavartela così..e no !
Cerca di essere meno parsimonioso e di esprimere più a fondo il tuo pensiero...

ninni ha detto...

odio le persone che si nascondono dietro varie sigle anonime...qualificarsi per favore

Anonimo ha detto...

paraCuli?

wally boffoli ha detto...

forse non sono stato chiaro caro anonimo e C., che
deve essere una lettera che ti sta molto a cuore !
Per paraculo io intendo chi non chiarisce bene il suo pensiero su un argomento e si limita ad una frase sufficiente e liquidatoria come fai tu.
Ti invito nuovamente a qualificarti ed a dire quello che pensi sulla reunion dei Jam senza gigioneggiare alla minchia !!!
Questo é un magazine apertissimo ad opinioni diverse e critiche ma non a PARACULATE !!!
Chairo ?

wally boffoli ha detto...

Chiaro...(scusa)?

Anonimo ha detto...

Ninni: e tu Chi sei sCusa?
il tuo link non si apre.
sei anonimo Come me.
bzz bzz

Ciao pasqua', beh adesso almeno qualche commento c'e'..no?

C

wally boffoli ha detto...

Ninni Portoghese é il gestore del negozio specializzato barese UNDERGROUND che collaborerà con me d'ora in avanti.
Tu invece continui a giocare, a mantenere l'anonimato e a dire cazzate...
Perciò visto che sei recidivo (ho fatto anche delle ipotesi sulla tua identità)
o cambi politica oppure é inutile che continui a fare il PARACULO perché non pubblicherò più i tuoi commenti...

Anonimo ha detto...

ammazza..che virulenza..nun te scalda' cumpa'..
e nun me censura'!!
TZI (e' un nome che ce posso fa?)

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