lunedì 12 marzo 2007

Recensioni / Italiani / FORTHYTO : Seeming Calm ( Splasc(H) Records/I.R.D.) 2006


Scrivo davvero volentieri di Seeming Calm, prima avventura sonora dei FORTHYTO di Vito Quaranta, chitarrista, compositore, ricercatore e didatta musicale pugliese di rara competenza e dalla frenetica attività. Seeming Calm è stato realizzato a Bari, nei Sorriso Studio, tra la fine del 2005 ed i primi mesi del 2006: i suoi 11 brani sono un’intelligente sequela di grande bellezza compositiva, timbrica e pathos esecutivo, all’insegna di moduli jazzistici mai ortodossi, contaminati da sobri segmenti sperimentali (loop conduction) di sapore ambient ad opera dello stesso chitarrista.
L’iniziale The Unexpected Visitors (at Lope’s House) é davvero intrigante in tal senso, gravida di sagge suggestioni Eno-dipendenti.
Quaranta, splendidamente coadiuvato in questo progetto da alcuni bravissimi musicisti molto conosciuti nel circuito pugliese, in particolare barese (Davide Penta – basso acustico ed elettrico; Michele Campobasso – keyboards; Giuseppe Tria – drums & various percussions; Pippo ‘Ark’ D’Ambrosio – assorted percussions), sfoggia per l’intera opera un chitarrismo estremamente versatile ed emozionale, non sterilmente virtuosistico, esplorando in brani come The Train of Clouds, Hymn, The Last Goodbye fascinose e variegate sfaccettature armoniche, sia che si produca all’elettrica che all’acoustic o nylon string guitar.
I suoi avventurosi solo elettrici conquistano in progressione spazi armonici scandagliandoli con lo stesso trasognato fascino di un Pat Metheny, ma spesso proprio nei tre brani succitati cede ad un’urgenza più spiccatamente rock.
A volte l’avvolgente interazione poliarmonica tra le sue corde e le creative tastiere di M.Campobasso ricorda i cromatismi indimenticabili del Canterbury-sound, (…Matching Mole, Hatfield & North, National Health). I moods diversi e le svolte stilistiche inaspettate in uno stesso brano sono sorprendenti, come in The Fair of the Obvious che racchiude un inserto ‘flamenco’ (con tanto di hand-claps) originalissimo, o come la gioiosa ‘brasileira’ Masnada che chiude con la tenera saudade di un coro di bambini (della Scuola Elementare De Amicis di Mola di Bari).
Ma dove Quaranta eccelle è nell’acoustic guitar: la sua tecnica è calda ed intimamente lirica, sia che faccia uso strepitoso di ‘glissati’ ed ‘armonici’, come nella lenta e rarefatta Heart of Swallow o nella chiaroscurale commovente The Secrets of the Trees, sia quando passa alla nylon string guitar: ascoltatela in Deep Waves, altro episodio topico di Seeming Calm, una crepuscolare ballata di rara bellezza classica, accompagnata da archi splendidamente arrangiati; sembra un outtake strumentale di un disco di Nick Drake.
Vito ‘Forthyto’ Quaranta infine ha anche una passionaria vocalità che ricorda curiosamente il vecchio Peter Gabriel e che (a parte alcuni brevi emblematici inserti tra un brano e l’altro) straripa solo nell’impetuosa A Life in a Day.
L’apparente serenità marina di Seeming Calm, con un evocativo ‘ fischio trattato’ del chitarrista conclude sobriamente un lavoro che a più riprese traduce attraverso lunghe digressioni, pregevoli sperimentalismi cromatici e temi guida ora pacati ora vibranti le profonde suggestioni del mare, del cielo, della natura e della gente della terra di Puglia. Un disco che necessita di ripetuti ascolti per essere apprezzato in tutto il suo stratificato fascino poetico, che ecletticamente trascende con lucida maturità limiti di generi e di etichette.
PASQUALE BOFFOLI

www.forthyto.com

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