La band di Sydney, attiva già dalla fine degli anni ’90, nel 2002 con l’album di debutto “Highly Evolved” (Capitol Records) conosce uno straordinario successo internazionale grazie al sostegno di un produttore del calibro di Rob Schnapf (Foo Fighters, Beck, Elliott Smith). Spiccano in questo primo lavoro dei The Vines le peculiarità originalissime di un sound beat intrecciato con ritmi punk, garage e ska. Connubio improbabile tra Beatles e Nirvana reso credibile dall’istrionismo vocale del cantante e leader Craig Nicholls. martedì 5 luglio 2011
THE VINES: “Future Primitive” (2011, Sony Music)
La band di Sydney, attiva già dalla fine degli anni ’90, nel 2002 con l’album di debutto “Highly Evolved” (Capitol Records) conosce uno straordinario successo internazionale grazie al sostegno di un produttore del calibro di Rob Schnapf (Foo Fighters, Beck, Elliott Smith). Spiccano in questo primo lavoro dei The Vines le peculiarità originalissime di un sound beat intrecciato con ritmi punk, garage e ska. Connubio improbabile tra Beatles e Nirvana reso credibile dall’istrionismo vocale del cantante e leader Craig Nicholls. lunedì 4 luglio 2011
BLACKFIELD: “Welcome to My Dna” (2011, Kscope)
Dietro il nome Blackfield si nasconde l'ennesima creatura di Steven Wilson, l'iperprolifico leader dei grandi Porcupine Tree, oltre che membro di svariati altri gruppi quali I.E.M., No-Man, Bass Communion e Continuum tra gli altri, e giunto con questo “Welcome to My Dna” alla sua terza prova in studio. Un breve prologo: Avi Geffen, un israeliano innamorato dei Porcupine Tree invita la band a suonare nel suo paese nell'anno 2000, rapidamente fa amicizia con Wilson e questi per ricambiare decide prima di invitarlo quale seconda voce alle registrazioni di “In Absentia” (2002), I CANI: "Il sorprendente album d’esordio dei Cani" (2011, 42 Records)
Roma anno zero; questo potrebbe essere simbolicamente lo scenario con cui i Cani inquadrano lo spaccato della società contemporanea ripartendo musicalmente con pochi essenziali mezzi. Il punto di forza di questo progetto dall’identità enigmatica dietro alla quale si cela un unico artefice, sta sicuramente nei testi capaci di focalizzare da un punto di vista soggettivo, dettagli di un quotidiano che delineano situazioni in cui nessuno può fare a meno di identificarsi. PALKOSCENIKO AL NEON: “Lucas” (2011, Distruzionixluso)
“Lucas” è il quinto album per Palkosceniko al neon, band romana di crossover. Sin dall'iniziale Cuore di cane sono chiare le coordinate del disco: ritmo velocissimo, chitarre distorte e voce aspra e tirata, mescolando elementi di punk, hard e passaggi più declamati che rappati oltre al cantato tradizionale. Si tratta di un genere musicale che in linea di massima mi annoia e alla lunga mi mette persino ansia. Ovviamente è un giudizio soggettivo, immagino che molti di fronte a questo disco avranno reazioni diametralmente opposte.domenica 3 luglio 2011
THE GUN CLUB: "Mother Juno" (1987, Red Rhino/Buddah Records)
Dopo aver celebrato l’America di Miami e Las Vegas, i Gun Club registrano il successivo Mother Juno negli studi Hansa di Berlino, gli stessi dove Eno aveva registrato la trilogia elettronica di Bowie e Iggy Pop ed i suoi primi dischi solisti, frequentati assiduamente in quegli anni dai Bad Seeds di Nick Cave e dagli Einsturzende Neubauten. A Berlino si è rifugiato nel frattempo Kid Congo Powers dopo la separazione dai compagni “d’armi”. Jeffrey lo va a trovare fin lassù per serrare le fila dei nuovi Gun Club che lui vuole rimettere su con i suoi recenti comprimari: Nick Sanderson dei Clock DVA e la giapponese Romi Mori, bassista in una cover band delle Runaways.BOOKS REVIEWS: MIKAEL NIEMI, “L’uomo che morì come un salmone” (2011, Iperborea)
Pajala, estremo Nord della Svezia, il cadavere sventrato con una fiocina da salmone dell’anziano ex doganiere e maestro elementare Martin Udde dà l’avvio ad una complessa indagine che porta la giovane detective Therese Fossner, inviata da Stoccolma, ad affrontare un difficile viaggio dentro una comunità la cui esistenza si è aggrovigliata nella lotta fra il tentativo di integrarsi nella società svedese contemporanea e quello di preservare le proprie radici culturali e linguistiche. I tornedaliani che abitano quelle zone sono infatti finlandesi, la loro lingua, il meänkieli, è una variante del finnico,JIM MORRISON and THE DOORS: la storia (in)finita
Non c'è solo il fantasma di Elvis a turbare le notti degli americani, c'è anche quello di Jim Morrison, morto il 3 luglio 1971, 40 anni esatti oggi. La spiegazione ufficiale dei complottisti è che nessuno escluso i periti ha mai visto il cadavere di Morrison. Basta per credere che sia ancora vivo? Per una mente razionale no, ma l'uomo contemporaneo, come disse Chesterton, “non è vero che non crede a nulla, crede a tutto”: forse è una necessità evolutiva della mente umana chiedersi sempre “cosa c'è dietro” un fatto. Però succede anche che le rockstar siano gli dei pagani del nostro tempo, quindi non possono morire, se muoiono sono sicuramente stati assassinati e se sono stati assassinati per davvero non può essere stato solo il gesto di un folle.QUARANTENNALE DELLA MORTE DI JIM MORRISON: Doors e Area, Jim Morrison e Demetrio Stratos, un accostamento incauto ma possibile
Il suo essere un grandissimo tra grandi ed anche in considerazione della sua prematura scomparsa fa sì che per Demetrio Stratos si possa valutare un possibile parallelo con la famosa band d'oltreoceano il cui cantante morì appena 8 anni prima. Il danno che fu arrecato agli Area fu in proporzione pari idealmente a quello che si ebbe per i Doors. Jim Morrison ormai sdoganata icona del movimento lisergico californiano sempre impavidamente prontosabato 2 luglio 2011
AIRPORTMAN: “Nino e l’Inferno” (2011, Lizard-BTF)
Atmosfere rarefatte ed eteree per questo ultimo interessante lavoro degli Airportman. Una raffinatissima commistione di noise, vibranti inserti di acustico e caratteristiche di progressive intimistico e raccolto che riflette viaggi dell’anima tra le molteplici sfumature di stati d’animo ed emozioni. “Nino e l’Inferno” mette in musica l’omonimo racconto di Giovanni Risso (uno dei componenti del gruppo) presente anche in forma di videoreading nel CD (con le voci narranti di Stefano Giaccone e Peter Brett). NAKED TRUTH: “Shizaru” (2011, Rare Noise Records)
C'erano una volta i “supergruppi”, quei rassemblement di ottimi musicisti che di solito (lasciamo perdere le lodevoli eccezioni, per dire, i Cream...) spiattellavano dischi mediocri. Bene, questi Naked Truth sono piuttosto vicini a quella definizione, almeno dal punto di vista del blasone dei componenti: Lorenzo Feliciati è un acclamato musicista di studio, provetto bassista e chitarrista con una carriera nella musica leggera, ma capace altresì di incidere quattro album nei dintorni del jazz, di notevole livello, dei venerdì 1 luglio 2011
BELLADONNA – “And there was light” (2011, Belladonna 007/Venus)
Autoproduzione come scelta d’integrità per una band che potrebbe solo scegliere con quale major firmare sontuosi contratti. Ma Luana Caraffa e Dani Macchi, ovvero i Belladonna, preferiscono firmare grandi canzoni e grandi album e raccogliere gloria e onori lungo la dura strada che attraversa da sempre la storia del rock. Nati a Roma nel 2005, affascinati dalle atmosfere esoteriche e oscure di William Blake e Aleister Crowley, non meno che dal mondo arcano evocato e svelato dall’ombra sublime del Magico Dirigibile, i due aprono un profilo su My Space che in breve tempo raduna schiere sempre maggiori di devoti ammiratori. GLI IMPOSSIBILI: “Senza Ritorno” (2011, autoproduzione)
Con orgoglio tutto torinese, nutrito a Kina, Franti, Negazione e via così, forte delle mie frequentazioni a El Paso e, addirittura, delle mitiche esibizioni del mio gruppuscolo alla Lega dei Furiosi, posso guardare dall'alto in basso i cuginastri padani chiamati Impossibili e sentenziare impunemente su di loro! Vabbè ero preda di un attacco di delirio di onnipotenza, probabilmente l'afa e le zanzare tigre mi han fatto un'effettaccio.ANANDA: “Wardiaries” (2011, Seahorse Recordings/Audioglobe)
giovedì 30 giugno 2011
PROFILES - JAMES GRAHAM BALLARD (1930 - 2009)
Ed eccola la tanto attesa monografia, più volte annunciata, di James Graham Ballard, considerato da molti lo scrittore più profetico del XX secolo, in buona compagnia di William Burroughs. Non é la prima volta che ci occupiamo di Ballard, questa volta però il contributo di Alfredo Sgarlato è ben più corposo, tracciando l'evoluzione creativa ed ispirativa dello scrittore nella prima parte, i suoi rapporti intriganti con l'immaginario rock nella seconda ed infine nella terza - questa davvero una sorpresa - scrivendo un racconto 'alla sua maniera'. Buona lettura! (wally boffoli)DVD - “È STATO MORTO UN RAGAZZO. Federico Aldrovandi che una notte incontrò la polizia” di Filippo Vendemmiati (2010, Promo Music - DVD + libro)
“Non vorrei apparire cinico, ma le politiche di Difesa del Giovane sembrano pure misure cautelari per preservarsi la futura pensione. Bisogna impedire al giovane di ubriacarsi e drogarsi e fumare tabacco e andare in discoteca. In generale, di farsi male. Se proprio deve andare in motorino, che vada, ma con tanto di targa, patentino in tasca, casco in testa, ciambella di salvataggio e preghiera di Sant’Orsola nel portafoglio.MEN FROM S.P.E.C.T.R.E.: "The Living Eye" (2006, Hammondbeat Records)
Hammond sovrano, che altrimenti non si spiegherebbe il logo della Hammondbeat che campeggia sul retrocopertina. Però stavolta l’accesso al trono non è del tutto sgombro: Sir Bottoni d’ Avorio deve vedersela con la chitarra acida e visionaria di Gerry Germann che, come un rampicante parassita minaccia di riempire di arbusti psichedelici i giardini reali. Il risultato è un disco dal fascino psichedelico, dal gusto cinematografico e dalla forte impronta ritmica, come una molecola LYSergica della Madchester di Inspiral Carpets e Charlatans (si ascoltino White Russian e Wild Driver, per trovarne le prove, NdLYS).mercoledì 29 giugno 2011
THE SOUND – ‘Non riesco a sfuggire a me stesso!’ (1979-1987) a Story
E' davvero col cuore in gola che inizio questo pezzo su THE SOUND del compianto Adrian Borland, tristemente suicida il 26 aprile 1999 in seguito a gravi crisi depressive che mettono fine ad una brillante carriera musicale mai troppo adeguatamente gratificata. Adrian forma il gruppo a Londra intorno al 1979, dopo aver militato (uno dei tanti all'epoca) in una formazione punk, prodotta dal padre Robert, The Outsiders, un nome anche troppo abusato nell'emisfero rock: mi vengono in mente la band americana omonima ma soprattutto quella olandese del grande Wally Tax, di cui parleremo in altra occasione. VANDEMARS: “Blaze” (2011, Autoproduzione)
Una bella ed elegante vetrina per questo esordio discografico dei Vandemars prodotto da Paolo Benvegnù e Stefano Bechini, un album che ha un impatto deciso e che segue schemi ben precisi, un'intensa miscela di post-rock raffinato e coeso, non ci sono sbavature e tutto fila liscio nella sua fisicità di suoni puliti e distorsioni piumate; gravità musicale assente e buchi neri riempiti da puntuali intermezzi ricchi di rullate ed arpeggi sgangherati, ma allo stesso tempo in perfetta sintonia con l'atmosfera pseudo-dark e volutamente noise del prodotto. martedì 28 giugno 2011
NORBERTO ANIBAL NAPOLITANO (1950-2005): 'Pappo’s Blues, una leggenda rock-blues dall'Argentina'
LIVE REPORT: Bob Dylan and His Band (22 Giugno 2011, Alcatraz, Milano)
Arriviamo all’Alcatraz intorno alle 19 per un concerto che, annunciato come uno degli eventi dell’anno, ha fatto registrare il tutto esaurito (circa 2500 persone) già da tempo e troviamo già una discreta folla ad aggirarsi intorno al locale. Entriamo e subito notiamo l’estrema eterogeneità di gente che ci circonda, tra genitori con bambini, ragazzotti indie probabilmente alla ricerca della serata evento e comunque un locale che si riempie molto rapidamente. lunedì 27 giugno 2011
THIS WILL DESTROY YOU: “Tunnel Blanket” (2011, Monotreme Records)
C'è un vento gelido e tagliente che soffia in "Tunnel Blanket". Un disco del genere potrebbe tranquillamente provenire dalla zona più fredda del pianeta terra. E invece non è proprio così. I This Will Destroy You arrivano da una delle zone più calde degli states, il Texas. Il gruppo, formato da Chris King e Jeremy Galindo, Donovan Jones al basso e tastiere, Alex Bhore alla batteria, si riunisce intorno al 2004 per pubblicare l'anno successivo un eccellente EP dal titolo "Young Mountain" che li metterà subito sulla giusta strada. LE BUTCHERETTES: “Sin Sin Sin” (2011, Rodriguez Lopez Productions/Goodfellas) - 2
Queste ragazze messicane trapiantate a Los Angeles hanno studiato a fondo la lezione del rock al femminile anni 90, ma non si sono limitate a trarre ispirazione: hanno rielaborato e reinterpretato quei mezzi espressivi per adattarli al loro personalissimo messaggio. Le Butcherettes veicolano pensiero attraverso un'espressione artistica al tempo stesso potente e curata. Smussati gli spigoli più aspri (e ormai più anacronistici) della scena grunge e foxcore, hanno mantenuto l'immediatezza abrasiva propria del genere LE BUTCHERETTES: “Sin Sin Sin” (2011, Rodriguez Lopez Productions/Goodfellas) - 1
Le piccole macellaie: più o meno questo il significato del nome di questo gruppo originario di Guadalajara, capitanato dalla “riot grrrl” Teri Gender Bender (un nome, un manifesto), armata di chitarra (a 4 corde!) e organo, coadiuvata dal micidiale batterista Gabe Serbian, proveniente dai violenti quanto tecnici Locust e dal bassista e tastierista Julian Hischke. In origine, correva l'anno 2007, le macellaie erano due, visto che alla cattivissima Teri si era unita la sua concittadina Auryn Jolene, formando così un “power duo” a bassissima fedeltà, domenica 26 giugno 2011
PUNK FICTION! "Almost the UK's first PUNK Single - the Untold Story" by Keef Strang
Il merito della pubblicazione di questo articolo è delle nostre Rossana Morriello e Myriam Bardino from London: Rossana mi ha fatto conoscere Keef Strang da Dunwich, 47enne bizzarro blogger-man/addetto ai lavori inglese e il suo magazine ancor meno ortodosso e certamente fuori dagli schemi, Rockin' rock music blog; Myriam Bardino ha tradotto per Distorsioni questo ironico e sgangherato pezzo carinamente cedutoci da Keef, che rimette clamorosamente in discussione la paternità del primo singolo punk britannico mai inciso.MUSICAL BOOK REVIEWS - “LA PATRIA DELLA LUCE. Il rock e l’Oriente fra i Sessanta e i Settanta” di Claudio Gargano (Odoya, 2011, pp. 334, €. 18,00)
E’ stata impastata con l’Oriente la storia del rock, chi ascoltava i Beatles, i Jefferson Airplane, Donovan o l’Incredible String Band leggeva anche Hesse e Ginsberg, Kerouac, Huxley e 'La vita di Milarepa', accendeva bastoncini d’incenso, si profumava di patchouli, si avvicinava allo yoga e alle filosofie orientali; provava a intonare la sacra sillaba Om, vagheggiava o realizzava il viaggio in India, provava ad allargare la propria coscienza seguendo gli insegnamenti di Timothy Leary ed Allen Ginsberg.Belgian Indie Pop - GIRLS IN HAWAII: “ From here to there” (2004, 62TV Records/Naïve Records) and other stuff
'Ci sono passioni così profondamente vissute e sentite da condizionare vistosamente scelte e destini'
E’ stato così per i fratelli Denis e Antoine Wielemans che, ancor giovanissimi, hanno provato all’improvviso un’attrazione fortissima e non soggetta a giustificazioni per tutti quei suoni
che, complice lo splendore della natura del loro Paese natio, il Belgio, li ha spinti verso sonorità e melodie intrise di una malinconia di cui i nostri eroi erano già largamente consapevoli dopo giornate trascorse ad ascoltare i loro idoli: Pavement, Grandaddy e molto altro ancora.
E’ stato così per i fratelli Denis e Antoine Wielemans che, ancor giovanissimi, hanno provato all’improvviso un’attrazione fortissima e non soggetta a giustificazioni per tutti quei suoni
che, complice lo splendore della natura del loro Paese natio, il Belgio, li ha spinti verso sonorità e melodie intrise di una malinconia di cui i nostri eroi erano già largamente consapevoli dopo giornate trascorse ad ascoltare i loro idoli: Pavement, Grandaddy e molto altro ancora.sabato 25 giugno 2011
MOVIES: "2001, Odissea nello spazio" (1968, Stanley Kubrick, 141 min.)
Eccolo dunque l'articolo cadeau di Matteo Guarnaccia a Distorsioni: una serie di sorprendenti speculazioni su '2001, Odissea dello spazio', film girato da Stanley Kubrick nel 1968. Matteo riesce a calare l'intera estetica del film nell'humus sociale e creativo giovanile di rottura di quel fatidico anno. Ci auguriamo naturalmente sia solo il primo di una sequela di contributi dell'artista al nostro magazine, e soprattutto che si trovi a suo agio in nostra compagnia. Grazie Matteo! (wally boffoli)MATTEO GUARNACCIA: o dell'Espressione Psichedelica
Quando Maurizio Pupi Bracali mi annunciò per e-mail circa un mese fa che era in arrivo su Distorsioni un articolo/contributo di un illustre ospite suo amico, e poi mi rivelò che era Matteo Guarnaccia, ebbi (tutt'uno con un'enorme compiacimento/soddisfazione) un rapido flash mentale a base di vignette, lavori grafici coloratissimi e 'psichedelici' ammirati su pagine di riviste specializzate, libri, dischi nelle passate decadi. LIPRANDO: "Conseguenze" (2011, Delta Top/Self/Lunatik)
Che per Francesco Lo Presti da Caserta, in arte Liprando, il pop, la neopsichedelia (ormai vetero) e una certa attitudine per la canzone d’autore italiana siano stati, sin dalla pre-adolescenza, nutrimento essenziale, si evince da ogni singola nota presente nelle dieci tracce del suo album d’esordio come solista. Fondatore nel 1994 dei Bradipos IV, surf-garage band attiva per diversi anni su più fronti - dalle performance live in Italia e all’estero, alla produzione discografica, alle colonne sonore - Lo Presti compone nel 2001 il brano Mad Samoan per lo splendido film di Matteo Garrone 'L’imbalsamatore'.DEVOTION: "Venus" (2011, Bagana Records)
Perché mettere da parte un disco o addirittura un gruppo solo perché ne ricordano un altro? Assurdo, eppure c’è chi lo fa, e pubblicamente. Orbene, i Devotion amano i Deftones. È evidente sin dagli esordi ed è ancor più noto ai musicofili dal 2009, anno in cui i quattro vicentini diedero alla luce l’ottimo "Sweet Party". Ma sarà di certo con quest’ultimo "Venus" che la passione e il talento di questa granitica band potrà proporre e, si spera, affermare, una raggiunta maturità stilistica e compositiva che li affranchi da paragoni per alcuni scomodi, ma a mio avviso del tutto fisiologici nella naturale evoluzione di una band. LIVE REPORT: Battles - Caribou, 23 giugno 2011, "Roma incontra il mondo" 18^ Edizione, Villa Ada, Roma
Il lato creativo ed esclusivo del panorama avanguardistico musicale di questi ultimi anni, si è esibito sotto le stelle di Villa Ada in occasione della 18^ edizione della celebre manifestazione "Roma incontra il mondo". In cartellone per la serata del 23 giugno 2011 un’accoppiata vincente: Battles e Caribou. Atmosfera unica per una serata magnifica e una partecipazione straordinaria di gente, tanta, tantissima gente (e non solo giovanissimi!). Chi l’avrebbe mai detto che l’elettronica potesse abbracciare e rivestire di tale calore un ambiente suggestivo e romantico come quello che offre il rinascimentale parco romano.venerdì 24 giugno 2011
TY SEGALL: "Goodbye Bread" (21/06/2011, Drag City)
Della recente scena indipendente americana, la California più di altre sembra la location in grado di attirare su di sé l’attenzione. Ty Segall sebbene tra i più giovani anagraficamente è sicuramente uno dei nomi maggiormente responsabili di questo richiamo. Freschi di pubblicazione, il suo tributo a Marc Bolan in formato ep - “Ty Rex EP” (2011, Goner)- ed il "Live at Aisle", non lascia manco il tempo per riprenderci, che eccolo di nuovo lì con un album bello nuovo di zecca. DAVILA 666 : “Tan Bajo” (2011, In The Red Records)
Sul secondo lavoro dei Davila 666, band di Porto Rico, le speranze, almeno quelle personali, erano alte. Con il loro primo disco omonimo sembravano essere gettate le basi per una crescita in nome di una santa trinità jangle pop-punk-lofi sigillata dal marchio In The Red Records. Ma con il nuovo "Tan Bajo" qualcosa è andato storto. Non ci sono dubbi che i nostri dormino sonni tranquilli nelle loro camerette, vegliati dai ghigni sulle pareti dei vari Joey, Iggy e Mick ma al risveglio devono sentirsi alquanto confusi. giovedì 23 giugno 2011
IPOTESI DI NUOVO POP Part 1 (2000 -2010)
Giunti al 2011 proviamo a chiederci quale sia stata la tendenza musicale dominante del decennio trascorso. Sorvolando sul puntuale revival degli anni ’80, nel quale solo i Franz Ferdinand hanno superato la prova del secondo disco, sorvolando sul ritorno dei gruppi che non sanno suonare, furbacchioni come White Stripes in testa; sorvolando sulla nuova elettronica, che quando non è al servizio di menti (e voci) sublimi come quelle di Bjork o David Sylvian sembra indistinguibile da quella vecchia, insomma su tutti quei fenomeni che sono stati su tutte le copertine, un ipotesi forte può essere quella del grande ritorno dei cantautori.
YOUNGTEAM: “Daydreamer” (2011, Northern Star Records/Goodfellas)
Dalla fredda Svezia, madre di potenti garage bands come Nomads, Hives, Gluecifer e Hellacopters, ecco arrivare questo fiammeggiante lavoro di tutt'altro registro. Diciamo subito che ci muoviamo in ambito neo-psichedelico, i riferimenti non possono che essere My Bloody Valentine, Slowdive, Brian Jonestown Massacre e via citando, tuttavia non si tratta di un disco derivativo, infatti i nostri hanno quel tratto personale che divide le produzioni scarse da quelle di qualità. Originari di Stoccolma sono al secondo album, oltre ad aver partecipato alle compilations “Revolution in Sound” e “Psichedelica 4”.MATTEO MALQUORI - “Il gioco analogo” (2011, autoproduzione/Wondermark)
“Un film a lieto fine è un film che non finisce. Perchè i film devono raccontare la vita di tutti i giorni, e la vita non è mai a lieto fine”. Questa frase così amara è del regista francese François Truffaut. E sicuramente deve avere pensato la stessa cosa Matteo Malquori, quando ha iniziato a lavorare a questo suo album intitolato “Il gioco analogo”. Nelle storie di Matteo Malquori non c'è posto per il lieto fine. Una volta da piccolo parla dell'incontro di un bambino con la realtà mostruosa, alienata, distorta del circo; Bloody Mary Blues TV LUMIERE “Addio! Amore mio” (2011 Acid Cobra records/Venus/Lunatik)
Le credenziali che possono vantare i TV Lumiere (Federico Persichini - Voce, Chitarra, Ferruccio Persichini - Chitarra, Piano, Irene Antonelli - Basso, Voce, Yuri Rosi - Batteria, Percussioni) sono buone: terzo album, produzione di Amaury Cambuzat, palco diviso con Calla, Truman's Water, Enfance Rouge e molti altri. Poi però si ascolta il disco e i nodi vengono al pettine: il “desert rock” (le definizioni! Prima o poi scriverò un articolo sui “generi”) proposto dalla band è carente proprio sul piano compositivo.mercoledì 22 giugno 2011
THE DOGGS: “Black Love” (May 2011, Toxic Basement Studio, Autoprodotto)
Il primo omonimo e.p. (4 brani) del trio punk milanese "THE DOGGS" risale al 2009: lo recensii sottolineando la loro totale dipendenza dal suono sofferto e martoriato degli Stooges dei primi due albums, “Fun House” in particolare. Sono passati due anni, alla chitarra ora c’è Christian Celsi al posto di Riccardo Bertin - sempre al loro posto Marco Mezzadri alla voce e bass guitar, Grazia Mele alla drums – ma The Doggs nel nuovo autoprodotto “Black Love” ribadiscono il loro A TOYS ORCHESTRA : ”Rita Lin Songs” ( 2011, Urtovox/Ala Bianca)
Dovremo pazientare ancora qualche mese per ascoltare il nuovo album degli A Toys Orchestra che vedrà la luce il prossimo ottobre. In attesa quindi del nuovo lavoro che uscirà in autunno la band campana affida a "Rita Lin Songs" il compito di tenere a bada almeno per un po i fans più accaniti. A Toys Orchestra si sono ormai affermati come una della formazioni più importanti del panorama indie rock italiano degli ultimi anni, con un suono al limite tra il pop ed il rock: hanno all'attivo quattro dischi, DAVID SYLVIAN: “Died in the wool” (Manafon Variations) (2011, Samadhisound)
David Alan Batt, al secolo David Sylvian, inglese del Kent, classe 1958, figlio di un imbianchino e di una casalinga, viene educato in quel di Londra e ben presto si innamora di artisti tipicamente glam quali David Bowie ed i Roxy Music. Coinvolto come tutti i suoi coetanei dal ciclone new-wave forma i Japan, con grandi strumentisti, e questo sarà costante nella sua carriera, quali Mick Karn, recentemente scomparso e Richard Barbieri tra gli altri. ONEIDA: "Absolute II" (2011, Jagjaguwar Records)
Dopo la luce il baratro, così mi potrei sentire alla luce dei miei recenti ascolti (i Battles di "Glossdrop") dopo l’esperienza sonora dell’undicesimo lavoro degli Oneida band di Brooklyn che trae il loro nome da una tribù indiana e passati recentemente da una formazione a tre a neo quintetto. In "Absolute II", che chiude la trilogia denominata “Thank Your Parents” iniziata con "Preteen Weaponry" del 2008 e proseguita con il triplo "Rated O" dell’anno successivo, infatti, non c’è quasi traccia dellemartedì 21 giugno 2011
RAVEN SAD: “We Are Not Alone” ( 2010, Lizard Records)
Uscirà a novembre l’album “Layers of stratosphere”, terzo capitolo del progetto toscano Raven Sad. Vale la pena, però, di soffermarsi ancora un attimo sul precedente “We are not alone”, uscito recentemente. Mentre il prossimo “Layers” vedrà i Raven Sad delinearsi nella forma di una vera e propria band, “We are not alone” è più identificabile come un’opera solista del leader, ideatore e coordinatore di tutto ciò, il polistrumentista e cantante Samuele Santanna, coadiuvato da validi collaboratori (Marco Chiappini e Fabrizio Trinci alle tastiere, Gilberto Giusto al sax).THE LONG RYDERS: "Native Sons/10-5-60/Radio Tokyo/5 by 5" Deluxe Reissue (2011, Prima Records)
Negli Stati Uniti avere i beatle boots ai piedi al posto dei camperos non ti salva dal pestare lo sterco di vacca, neanche se vivi a Los Angeles e non nella grande provincia agricola americana. Accade così che Sid Griffin, mentre percorre col suo amico/nemico Shelly Ganz il Sunset Strip, mette il piede nella merda. Sid abbassa gli occhi, poi li alza al cielo imprecando.Si piega per pulire ed è in quel preciso momento che decifra il segnale. Saluta in fretta Shelly con cui sta avendo un diverbio sulla direzione musicale da dare alla loro band e corre a casa.lunedì 20 giugno 2011
STELLA DIANA: "Gemini" (2011,Happy/Mopy Records)
Stella Diana, ovvero stella del mattino, è il nome attribuito al pianeta Venere durante lo Stilnovismo, movimento poetico italiano sviluppatosi sul finire del Duecento. Con questo nome si indicava quindi la stella che annunciava il mattino, la nascita di un nuovo giorno. Gli Stella Diana si portano dietro un nome abbastanza ambizioso, che racchiude anche qualche responsabilità. Nati da un idea di Dario Torre e Giacomo Salzano, il progetto ha visto successivamente l'innesto in formazione nel 2002 di Raffaele Bocchetti alla chitarra elettrica e del batterista Massimo del Pezzo nel settembre del 2005.EFRIM MANUEL MENUCK: Plays "High Gospel” (2011, Constellation, Godfellas)
Efrim Menuck, chitarrista e cofondatore dei Godspeed you! Black Emperor, band seminale del rock strumentale post-moderno e fondatore dei Thee Silver Mt. Zion, presenta Plays “High Gospel”, primo suo album solista. Esiste sempre nella vita di ognuno un evento che divide il prima dal dopo. Sarà stata la nascita del figlio Ezra o la perdita di un caro amico come Vic Chesnutt; sta di fatto che Efrim Menuck con quest’album rovescia completamente il suo approccio politico alla musica. E’ noto che nella filosofia musicale dei Godspeed you! Black Emperor quel che contava era esclusivamente il collettivo che per definizione andava al di là di ogni singola individualità. domenica 19 giugno 2011
CLARENCE CLEMONS (1942 - June 18 2011)
L’ultima apparizione ‘live’ di ‘Big Man’ Clarence Clemons accanto a Bruce Springsteen risale al dicembre del 2010, al Carousel House di Asbury Park, nel New Jersey. Clemons è deceduto a 69 anni, il 18 giugno 2011 in Florida per complicazioni relative a un infarto avuto qualche giorno prima. Di primo acchito e con sguardo reprospettivo la prima impressione è che sia venuto meno in un certo senso un organo vitale del boss, un elemento fondamentale della storia della E -Street Band, della sua epopea, della sua musica, dei KRIKKA REGGAE : "Liberati" (2011, Etnagigante, Goodfellas)
Leggo che nel 2007 i Krikka Reggae hanno raggiunto successo e notorietà grazie al singolo Na' Solution e resto un po' di sasso o quantomeno spaesato, in quanto non ne sapevo nulla: soprattutto mi stupisce, non negativamente, un genere musicale che tenta l'impossibile, ovvero la fusione di ritmi ed atmosfere giamaicane (reggae, rock steady, ska) con il dialetto lucano. ANDHIRA: "Nakitirando" (2011, Ala Bianca Records)
"Nakitirando", secondo lavoro dei sardi Andhira, nasce dalla collaborazione della band con Mauro Pagani (musicista con la PFM e produttore, fra gli altri, di un certo Fabrizio De Andrè). Il disco, maestoso nel suo incedere, potrebbe essere il punto d' incontro fra i Tazenda, il folklore mediterraneo ed, appunto, il "Creuza De Ma" del compianto Faber. Album impegnativo per lunghezza e sonorità, zeppo di rimandi alle radici musicali dell'area mediterranea THIS GRACE: "Due" (2011, Melunera Records)
Leggo di un loro precedente album che ha permesso alla band di partecipare all' edizione del 2008 dell'Heineken Jammin Festival e non so cosa aspettarmi. Sono passati, per questo "Due", dal cantato in inglese a quello in italiano. C' è un nuovo batterista. Il primo disco si avvaleva di atmosfere in bilico fra indie-rock ed elettronica. Procedo all'ascolto e vengo letteralmente investito da suoni potenti, stile Arena Rock, e da una banalità che mi confonde, un campionario di riff(oni) falsamente hard metal (per potenza) ed il nulla che c' è dietro.
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