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E ancora una volta rimango incerto: mi piace? Diciamo di si, ma non troverete quì una risposta definitiva. Accennavo ad un caleidoscopio, ed in effetti "Parodia Flare" risulta essere un lavoro ricco di riferimenti e nel contempo fluido ed omogeneo. Provo a darne un'idea. Un brano come Mouves, possibile hit, mi ha fatto venire in mente tanto lo shoegaze di My Bloody Valentine quanto l'house di Chemical Brothers (quelli più morbidi) e Stardust. E ancora, la title-track sembra essere fortemente influenzata dalla chitarra di David Pajo (Aerial M e primi Tortoise) come Wear Out da quella di Roberth Smith.
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Si potrebbe continuare ma la cosa interessante è che questi ingredienti non suonano mai fuori luogo ma piuttosto ben amalgamati da alcune scelte che caratterizzano costantemente tutto il disco. Come il lavoro su chitarra e batteria; mimimale e di buon gusto. Preponderante, invece, è l'uso del rhodes effettato che ricorda molto Lonnie Linston Smith & The Cosmic Echoes, mentre in alcune atmosfere nell'uso dei sintetizzatori, mi scuso per il funambolismo, si intravede l'ombra degli Air che rivisitano il Serge Gainsbourg del periodo synth-pop. La voce, che sembra attingere a volte dal duo Lennon-McCartney ed altre dal Syd Barrett meno allucinato, non sembra però mettere a segno delle melodie che risultino efficaci fino in fondo e, dato che rimaniamo comunque in un ambito pop, questo appare come uno dei punti deboli dell'album. "Parodia Flare" non è forse un disco eccellente anche perchè alle volte corre davvero il rischio di risultare stucchevole. Rimane però sufficientemente godibile e dimostra comunque di avere carattere e compattezza, il che dimostra che Chris Ward possiede non solo un proprio stile, ma che probabilmente è sulla strada giusta per rafforzare le proprie idee. Buon ascolto.
Aldo De Sanctis
Tropics/Planet Mu
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