
Trovano subito nella Estrus Records di Bellingham (Wa) la casa ideale per le loro sperimentazioni blues.
Sì perché già nel loro primo documento di lunga durata del 2001, “The Essential Fucked Up Blues” l'etichetta di Dave Crider diede loro carta bianca, con Tim Kerr (musicista/produttore icona) come ingegnere del suono dalla mano decisamente pesante!
“The Essential Fucked Up Blues” apparve subito come un ennesimo tentativo tutto bianco , sulle orme di Bassholes, Thundercrack, Jack'O Fire, di rivisitare il paludoso delta blues nero con spirito punk

Noise-blues si chiama quindi la loro pianta carnivora che si nutre di radici profondissime come John Lee Hooker, Hound Dog Taylor, Skip James, Jerry Lee Lewis (il ‘killer’ originale cui la band si è ispirata per la ragione sociale), ma anche di noise/rock icone come Blue Cheer, MC 5 sino all’improvvisazione spaziale di un altro incredibile nativo dell’Alabama: Sun Ra.

Questo estremismo ideologico/musicale era passato ad eloquenti vie di fatto nel primo lavoro, che appariva come una colata lavica incandescente nella quale il blues subiva un'autopsia impietosa ( al macero le ortodosse dodici battute), esalando attraverso i solchi spessi umori noir. Tutto l'album a partire da Let's Get Killed incuteva davvero paura sino alla sadica rivisitazione dell'immarcescibile Rollin' Stone (Muddy Waters), violentata nel corso di nove minuti, nella quale sprazzi di minimalismo blues erano alternati a saturazioni chitarristiche e soprassalti sonori tostissimi.

Let’s Get Killed
Rollin’ Stone
Got To Hell on a Judgement Day
Won’t Cook Fish
I.L.C.K. II: Love Is A Charm Of Powerful Trouble


Il tema stesso del disco: 'l'amore come trionfo del dolore' ci dice che un male oscuro ed infido ha cominciato a mettere metastasi all'interno dell'inossidabile estetica anarchico/ lo-fi dei due.
Shitcanned Again
Robert Johnson
Immortal Lee County Killers - Don't Nothing Hurt Me Like My Back and Side
Rollin’ and Tumblin’
Goin’ Down South
Love Unbolts The Dark

A Febbraio di quello stesso anno Chet aveva dispensato un intenso “Love Is A Charm Of Powerful Trouble” inciso per la Estrus come il debutto; con questo terzo lavoro per la Sweet Nothing si rivela ancora curiosamente invischiato nei misteri arcani di questa forza primigenia che è l’Amore, intitolandolo ed introducendolo con alcuni versi di Dylan Thomas.
“Love Unbolts The Dark” è metà in studio, metà live : nei cinque brani della prima

Chet Weise mette sul tappeto un songwriting decisamente più a fuoco che in passato incrociando il suo blues ‘immortale’ con le istanze più torride ed oltraggiose del rock&roll storico americano, Mc5 e Stooges prima di tutto e così Boom Boom, The Damned Don’t Cry, Rock&Roll Is Killing Me traboccano di sana disperazione ed energia rockistica, la rilettura di Burnin’ Hell (J.L.Hooker) non è affatto scolastica (come al solito) mentre God Bless The Losers Who Try è torbida ed introversa nella sua lentezza malata.
Dal vivo I.L.C.K.II erano una vera forza della natura a dispetto della loro formula minimale e la live-side di Love Unbolts The Dark lo dimostra generosamente: il duo americano aveva da poco sfoggiato con successo il suo sound turbolento anche in Italia, all’Indipendent Days Festival. Dopo lo strascicato recitato di Ain’t Goin’Down To Well No More (Leadbelly) declamato da Chet a Waverly, Alabama, praticamente in casa sua, abbondantemente sottolineato dalle grida di un rado pubblico in calore, le versioni ultrasature e sfracellate di due classici della prim’ora, Let’s Get Killed e Said I’d Find My Way eseguite alla BBC per il John Peel Show : slide in libertà, dosi abbondanti di feedback e voce esasperata a testimoniare la rivoluzione estetica e formale apportata al blues atavico nella fase iniziale della loro carriera.

Vera ciliegina sulla torta la finale versione acustica di un brano di Skip James, Devil Got My Woman, il volto più intimista e chiaroscurale di Chet: magnetica è l’ipnosi disegnata dalle sue corde e l’abbandono estatico della sua voce.
37 minuti, davvero troppo pochi per soddisfare la sete insaziabile di blues bastardo che ci consuma, ma sufficienti per comprendere ancora una volta l’enorme statura artistica degli Immortal Lee County Killers II.
Never Get Out These Blues Alive
Go To Hell live
I.L.C.K. III: These Bones Will Rise To Love You Again

Parte con tre songs che con il blues non hanno molto a che spartire anche se Turn on the Panther é notevole: ne troverete solo una pallida ombra anche in Blues, con un’armonica nostalgica in bella evidenza. Solo con Boom Boom il disco decolla: il ritmo è travolgente ma Chet Weise ha comunque perso molta della sfrontatezza interpretativa gettata in pasto nei tre lavori precedenti. Airliner e The Damned Don’t Cry (sembra una dannata danza indiana propiziatoria!) si dirigono addirittura verso lidi garage/psichedelici con quell’organo deragliante così volutamente in primo piano. Sonic Angel li segue poco dopo, impregnata anch’essa di un torbido mood da nativi americani.
Stiched in Sin è song acustica malata ed intrigante, come Lights Down Low, organistica e delicata ballata in punta di corde: avete presente gli Stones di Child Of The Moon?
Il gospel solitario di No More My Lord conclude un disco molto più politicamente corretto dei tre precedenti ma non privo di un suo fascino autonomo, dove il blues si può solo intuire tra le pieghe di songs attratte da tentazioni folk-lisergiche.
Dopo lo scioglimento degli I.L.C.K. nel 2007 Chet Weise formò una nuova punk-blues band, Silver Lion's 20/20.
Turn on the Panther
Wally Boffoli
T.I.L.C.K. MySpaceGrunnenRocks
Nessun commento:
Posta un commento