venerdì 1 giugno 2007

Rec. / Italiani; RUSTIES : Live In Germany (Rusties/Feel Hippie& Grumpy Prod. FHG/IRD. - 2007) & Younger Than Neil (FHG/IRD-2005) by Pasquale Boffoli




Fatemelo dire senza mezze misure: per quanto Neil Young ha prodotto dai '60 ad oggi per il rock, quello cantautorale e quello forte, chitarristico, e per la linfa vitale che costantemente vi ha iniettato meriterebbe 10, 100, 1000 cover-band come i Rusties. Intendo brave, efficaci e professionali come i Rusties.
I Rusties sono guidati da Marco Grompi, qui in veste di cantante e chitarrista ma nella vita da sempre giornalista musicale (Buscadero, Jam etc.), traduttore, promoter, scrittore, ufficio stampa, dall'altro chitarrista Osvaldo Ardenghi (anche ai cori) e comprendono Dario Filippi (basso) e Paolo Guerini (batteria): agiscono sin dalla fine degli anni '90 dedicandosi completamente al repertorio acustico ma soprattutto elettrico del grande canadese; si sono esibiti in centinaia di concerti in Italia ed all'estero.
Dopo un primo cdr autoprodotto nel 2002, Rusties Never Sleep realizzano il primo vero album, Younger Then Neil (parafrasando intenzionalmente il titolo di un famoso album dei Byrds o no Marco?) nel 2005, ben bilanciato tra il repertorio più 'rugginoso' ed elettrico di Young, come Cowgirl In The Sand, Words (between the lines of age), Over And Over, Mansion On The Hill e quello più delicato ed intimistico per cui tanto l'abbiamo amato attraverso quattro decadi: Old Man, Birds, I Believe In you, Harvest Moon, Don't Cry No Tears.
Younger Than Neil é stato anche il tributo personale dei Rusties per la celebrazione dei 60 anni di Neil Young.
I Rusties riescono in questo album ad oscurare il lato più deleterio del concetto di cover-band grazie ad una semplicità/spontaneità d'approccio ed al contempo personale passionalità nelle reinterpretazioni che aggirano il problema del confronto con gli originali.
Non c'é nulla di forzato o di imitatorio nella voce di Grompi, ma solo freschezza e linearità, né nel gioco di chitarre suo e di Ardenghi che 'duellano' in modo creativo ed appassionato, nella più pura tradizione rock, quella appunto forgiata dai Crazy Horse di Young.
Quest'ultima carta direi é giocata alla grande ed amplificata nel loro nuovo Live In Germany, registrato giusto un anno fa, il 25 maggio 2006 a Beverungen, durante l'Orange Blossom Special 10, grande raduno tedesco dedicato alla musica roots americana.
Decisamente la dimensione 'live' giova ai Rusties perché le loro lunghe versioni elettriche in Live In Germany di Love To Burn, della politicizzata Ohio, di Cortez The Killer (gioiello tratto da Zuma!), dell'intramontabile Southern Man, di Love and Only Love con i lunghi e rabbiosi scambi di soli chitarristici di Grompi e Ardenghi innalzano la temperatura ed il feeling esecutivi a dismisura.
A mio parere i brani dove queste caratteristiche raggiungono l'apice sono Love To Burn dal riff ipnotico ed accattivante ed Only And Only Love nei quali Grompi canta benissimo, con giusta grinta ed i soli chitarristici si alternano davvero pregevolmente con mood diversi in un crescendo contagioso.
Davvero azzeccato anche l'intermezzo strumentale tutto chiaroscuri di Ohio, dal sapore quasi reggae/Clash.
La sofferta e torturata Cortez The Killer é rivisitata e movimentata (bravo Guerini alla batteria) con spirito lancinante!
Gradevolissime le pastorali Long May You Run, Lookin' For A Love, Birds (tra le ballate più liriche scritte da Young) ed in conclusione l'entusiasmante, rabbiosa, significativa Rockin' In The Free World.

www.rusties.135.it
www.myspace.com/rustiesband
www.ird.it

giovedì 31 maggio 2007

Rec. / Esteri ; L'indie-rock francese della 5jve Roses : ABSINTHE (PROVISOIRE) -SINCABEZA (Distile Rec.); PEST SOUND (Stunt Kite Rec.) by P.Boffoli


E’ tempo di Francia per la prolifica agenzia di promozione pescarese 5jve Roses, distributrice di numerose realtà e labels indie
(in senso lato) europee ed internazionali. Quelle che seguono sono le recensioni dei nuovi dischi di tre tra le più notevoli formazioni transalpine promosse dalla 5jve Roses.



ABSINTHE PROVISOIRE : Alejandra
(Distile Records/2006)


A mio parere la 5jve Roses il colpo grosso l’ha fatto con Alejandra della Distile Rec., uscito nell’ottobre 2006, seconda opera di Absinthe (Provisoire), una formazione di Montpellier che dopo i magnifici precedenti di Ulan Bator ed Enfance Rouge dimostra come in Francia ci sia una scena sotterranea inquietante ed ancor più radicale rivolta alle espressioni e sonorità contemporanee più estreme.
Tutti aggettivi e concetti che calzano alla perfezione alle scelte operate da Absinthe (Provisoire), lontani dal benché minimo compromesso commerciale o mainstream.
I loro brani fiume sono straordinari streams of consciousness, sinfonie moderne che superano tipologie come post-rock, indie, noise, ethereal, dark, poiché sono tutto questo e lo sublimano in lunghissime epifanie chitarristiche, sorta di sublimi ascensioni melodiche di sapore wagneriano che si spengono molto gradualmente in lunghi liquidi segmenti sospesi in inquietanti mistiche attese (…ricordate i Pink Floyd di Ummagumma, in particolare Careful with that axe Eugene ?).
Tre chitarre (Christophe Devaux, Sylvain Etchegaray, Alexandre Morand) che interagiscono con lucida e creativa follia: melodie, rumore, percorsi eterogenei, sino a saldarsi a tratti in un magma letale e terrorizzante.
Questa esplorazione estrema spazio-temporale pare un metodo (se ci è concesso usare tale termine!) in continua evoluzione: i 29 minuti iniziale di Kocka ne rappresentano un eloquente dilaniante sunto e prendono davvero alla gola!
Le poche parole sparse in questi tortuosi itinerari appaiono concetti minimali ma lapidari : “…il n’y a pas d’unité / la pluie tombe e casse les visages / nous tous, femmes, enfants, viellards, tassés sous dix mille tonnes de merde / est-ce que nous respirons ? «.
L’abrasiva Amour-Infidelite-Introspection vive di straordinari echi/riverberi chitarristici e di una minimalità armonica struggente.
L’amara elegia di Someone Sais Your Heart Belongs To The Dead ricorda il David Thomas dei primi Pere Ubu, quelli più disperati ed introduce l’ancor più straziata Love Song for A Dutch Bitch, serenata dark dallo sviluppo dapprima disarticolato/destrutturato, poi sublimato in scenari neo-ambient, in una psichedelica intrisa di umori free-jazz ed infine in un rumorismo seriale ancora una volta terrorifico ed immobilizzante.
17 minuti di imprevedibile, allucinante situazionismo sonico.
C’è da chiedersi seriamente in futuro Absinthe (Provisoire) di quali stupefacenti accadimenti sonici possano ancora macchiarsi!

www.myspace.com/absintheprovisoire
www.distilerecords.com
www.myspace.com/distile
www.five-roses.net
www.myspace.com/5jveroses


SINCABEZA : Edit sur passage avant fin ou montée d’instrument.
(Distile Records/2007)


Il trio di Bordeaux Sincabeza guidati da Philippe Rey (chitarra) debutta con un album interamente strumentale sempre per la Distile Records.
Difficile da etichettare perché sfuggente e mutevole, basato com’è su strutture e segmenti strumentali di un sapore math-rock
(più che post-rock) europeo poco debitore a formazioni americane come Shellac e Dom Caballero. Ed incastonati l’uno nell’altro come un puzzle inestricabile.
Le armonie sono molto ondivaghe e la titano parecchio in brani come Suce ma bete. Dimanche Martin, O 4, …Ni les équations,
polverizzandosi in alchimie ritmiche a volte un po’ cervellotiche. Tuttavia una poesia tenue e struggente priva di parole traspare dalle trame delicate di 0 4. Altrove, in …Ni les équations è una martellante ripetitività minimale gravida di continui stacchi ritmici a comunicare alienazione e masochismo di una ricerca sonica che si autofrattura con metodo seriale rigenerandosi in anfratti ritmici angusti e pericolosi. L’intesa tra i tre è notevole, anche nei momenti più disarticolati e densi.
Bandit Manchot allarga a dismisura le maglie aconfinando all’inizio in una sorta di free-form jazz per poi rientrare nel solito tormento/estasi di fraseggi seriali ipnotici colmi di micro-variazioni sul tema.

La breve Non, Rien allenta notevolmente le tensioni accumulate con schizzi di note di un nostalgico bandoneon.
Waar het on gaat a sorpresa cerca la melodia mutante come in certe opere canterburiane di Hatfield And The North e National Health; e chiude splendidamente su un lungo anello melodico in progressione (xilofono, chitarre, basso…) di rara e potente bellezza che non avrebbe sfigurato nell’incomparabile Tubular Bells di Mike Oldfield.
Una deliziosa ghost-track di due minuti con arpa, campanellini e wood.block di sapore decisamente nipponico conferma il misterioso eclettismo di Sincabeza.
Distruzione metodica della melodia e sua seducente ricostruzione: forse è in tale affascinante contraddizione l’appeal maggiore del sound di Sincabeza.

www.sincab.com
www.distilerecords.com
www.five-roses.net



PEST SOUND : 76 kilos laughing.
(Stunt Kite Recordings /2007)


Pest Sound, guidati dal gallese Neil Ovey sono un quartetto di stanza a Strasburgo ed ha realizzato all’inizio del 2007 76 kilos laughing, un pregevolissimo chiaroscurale disco che si nutre innanzitutto dell’asimmetrica notevole vena cantautorale di Ovey, dotato di una profonda eclettica timbrica vocale, un ibrido tra Lou Reed, Kurt Wagner e vagamente Nick Cave.
A vere sghembe mazzate soniche come Prizefighter, The Alsace Samurai, Sneaky Sips, o la schizzata A Gang with no Legs or Wires sguazzanti in un seriale brodo post/math rock, si alternano ballate malate, vagamente velvetiane, come Tailspin, Afternoon Film, Russian Roulette nelle quali Neil Ovey ha modo di blandirci col suo strascicato malato mood vocale (…anche un funzionale falsetto!) decisamente accattivante.
La struggente Spooned è una melodia dai mille tentacoli, straziata dalla lancinante chitarra di Ovey.
Il piano puntillista di Sylvain Dorange impreziosisce il delicato vocalismo dell’ambigua Misanthropic Wife.
Ma si conclude davvero degnamente con la crudele lenta I am the Golden Gun, ebbra di un riff chitarristico glaciale e tagliente e di abbandoni tastieristici arcani. L’agrodolce progressione drammatica del brano è mozzafiato e conclude un disco che (concedetemi una citazione!) “ …brilla come un diamante puro e glaciale, incisivo, delicato, vizioso, melodioso. Imperdibile” (Marie Daubert; Magic: Revue Pop Moderne).
Il disco esce per l'etichetta francese Stunt Kite ed é stato registrato con la solità lucidità e potente nitidezza di particolari da Steve Albini all’Electrical Audio di Chicago; quali altre deviate alchimie ci riserva Neil Ovey per il futuro?

http://www.pestsound.com
http://www.five-roses.net

PASQUALE BOFFOLI

lunedì 28 maggio 2007

Recensioni/Italiani: Les:Petits:Enfants/Terriblez (Mizar Records/Audioglobe/Fleisch Agency - 2007) by Pasquale Boffoli



Non devono trarre in inganno i primi due tre minuti di Superdance, primo brano dell’album di debutto dei mantovani Les:Petits:Enfants/Terriblez, dal titolo omonimo: avvio prettamente electro-sintetico, con la voce di Andj filtrata al vocoder (chiara la matrice Kraftwerk) cosa che torna con eleganza intrigante in Land Of Peaches ed altri episodi dell’opera.
Questo disco è quanto di più eclettico si possa immaginare, votato ad un crossover moderno ed insinuante in misura crescente ad ogni nuovo ascolto.
La successiva ballata umanoide ad esempio, la chiaroscurale The Day Before The Crash si tinge di bagliori new-wave ‘80 ancora intrisi di sussulti punk.
Invitation au voyage : brano seducente a chiare tinte dark recitato più che cantato in francese; sembra un brano degli Ulan Bator più melodici, con le chitarre di Andj ed Andrea soverchiate nel finale da un’epifania di synth che penetrano i neuroni suadentemente.
Pnx vol.2 (strumentale), Jeunesse, No, Martina, Concept svelano una colta componente noise, fredda ed avvolgente sfociante in melodie ammalianti che qualifica L.P.E.T. tra i più diligenti e rigorosi allievi dei Sonic Youth.
Rimane il loro sound un albero che allunga i suoi rami in tutte le direzioni in virtù anche dell’ennesimo splendido lavoro di produzione e tecnico di Fabio Magistrali; si prendano Vampyrotheuthis Infernalis e You know nothing you know: tessiture chitarristiche preziose e sommessi vocalismi di sapore post-rock sbocciano in irresistibili walls of guitars.
La serpentina The Cake, quasi gotica ed alimentata da voce sintetica e synth sfocia più volte in ennesime catarsi chitarristiche e vive splendidamente di pieni e di vuoti .
Un cupa chitarra trattata con un e-bow risplende nella malinconica Teatro dell’aqua, attorcigliata ad altre delicate corde: un epilogo strumentale intimamente discreto per un album che sintetizza con arte sopraffina più di trent’anni di mutazioni e sussulti del rock venuto dopo il punk, ma che pesca anche negli anfratti intellettuali tra i ’60 e ’70 europei, teutonici in particolare.

http://www.lpetz.net/
http://www.mizar-records.com
http://www.fleisch-agency.com
http://www.audioglobe.it

Collaborazioni: NINE INCH NAILS e Controinformazione by Antonio Petrucci



Un breve ma intrigante articolo di Antonio Petrucci sui retroscena del nuovo lavoro dei Nine Inch Nails, "Year Zero" (un pò inquietante l'omonimia con il titolo della trasmissione di Santoro...non trovate?).(P.B.)


Oramai è trascorso più di un mese dall'uscita di "Year Zero" che musicalmente mantiene la struttura degli album precedenti con qualche novità interessante.
In definitiva si tratta di un buon album, ma la vera novità di YEAR ZERO riguarda l'attenzione data dal gruppo di Trent Reznor ai testi, ma ancora di più all'aspetto multimediale sviluppato intorno al disco che coinvolge vari artisti.

Su internet i giorni seguenti l'uscita si sono susseguite notizie di messaggi, decifrabili sia dalla copertina del CD sia dai brani stessi, che evidenziano alcuni indirizzi di siti internet dai contenuti inquietanti, in cui si immagina un futuro poco rassicurante; ritengo sia questa la vera interessante novità dei NIN che potrebbe avere interessanti sviluppi in futuro.

In un momento storico come questo di appiattimento culturale in cui prevale una comunicazione falsata trovo che queste iniziative facciano ben sperare per il futuro.
Per chi fosse interessato ad approfondire tale progetto riporto di seguito gli indirizzi di alcuni di questi siti internet e "buona navigazione".

http://www.nin.com/ (sito ufficiale del gruppo)
http://www.opensourceresistance.net/
http://www.exterminal.net/
http://www.churchofplano.com/
http://www.artisresistance.com/
http://www.redhorsevector.net/

Antonio Petrucci

Cinema UNDERGROUND (il meglio del cinema in dvd) by Antonio Petrucci, n°.4



Titolo: BLADE RUNNER, USA 1982
Regia: Ridley Scott
Genere: Fantascienza
DVD edizione: Warner Bros 2006


A 25 anni dalla sua uscita ancora oggi si parla di questo fondamentale film.
In questa sede non voglio aggiungere altre considerazioni sulla forma e sui contenuti, mi interessa solo sottolineare un elemento importante che emerge dalla sua visione.
Oltre a racchiudere in sé il meglio del cinema, belle scenografie, un'emozionante colonna sonora e ottima recitazione la pellicola si spinge oltre offrendo allo spettatore una visione di un futuro in cui l'umanità è vittima di una scienza al servizio del potere e ci mostra tutte le conseguenze che lo potrebbero caratterizzare.
L'indimenticabile finale ci induce a provare un senso di pietà verso i replicanti che scelgono l'autodistruzione per salvare gli uomini dalla follia di una scienza malata.

Trailer: www.youtube.com/watch?v=vD2wRsVdVaQ

(Antonio Petrucci)







Titolo: FATA MORGANA , Germania 1970
Regia: Werner Herzog
Genere: Documentario
DVD edizione: RHV Home Video


Herzog rappresenta per me il cinema della conquista e della lotta; tutto il suo cinema ne è impregnato, i suoi film come i suoi documentari.
In questo senso l'obiettivo può essere raggiunto solo attraverso un reale sacrificio, egli mette in campo delle forze che si trasformano in pensieri, sensazioni o immagini: da questa alchimia nascono i film di Herzog.
Anche Fata Morgana non sfugge a questa regola, girato in condizioni avverse in giro per l'Africa nel 1970. Il regista insieme all'operatore ci svela immagini di grande durezza ma anche di struggente poesia; questo documentario alla fine si rivela un duro atto di accusa verso l'occidente colonizzatore che ancora oggi riesce a comunicare con i propri simili meno fortunati solo con la sopraffazione e la violenza.
Questa ottima edizione della RHV contiene tra gli extra anche due inediti documentari del regista girati sempre in Africa.

(Antonio Petrucci)







Titolo: Nightmare Detective - Il cacciatore di sogni, Giappone 2006
Regia: Shinya Tsukamoto
Genere: Horror
DVD edizione: Raro Video 2007


Ultimo film distribuito in Italia del poliedrico regista Shinya Tsukamoto che in un'intervista dichiara di avere voluto creare un'opera di transizione ed allo stesso tempo raccolto tutti gli elementi delle sue opere precedenti.
Il film unisce il genere horror con il thriller psicologico in modo originale anche se per essere apprezzato richiede più di una visione; la trama è abbastanza canonica ma la cosa straordinaria é la forma in cui il regista integra e sviluppa gli eventi sino ad arrivare al finale che definirei metafisico.
Ottima l'edizione della Raro Video che comprende come extra anche un'intervista a Enrico Ghezzi e al regista. Consigliato ovviamente agli estimatori del regista ma anche a coloro che sono alla ricerca di un cinema in cammino verso nuovi orizzonti.

Trailer: www.youtube.com/watch?v=9npZM41PJ9Q

(Antonio Petrucci)

venerdì 25 maggio 2007

Attualità: Sex Crimes and Vatican / Il documentario della BBC


Ho ricevuto per e-mail il documento che qui pubblico e di cui si fa già un gran parlare in rete ma non solo: Sex Crimes and Vatican, un documentario decisamente scottante della BBC riguardante la pratica della pedofilia nella chiesa anglosassone.

" Il documentario della BBC trasmesso in Inghilterra nel 2006 sugli scandali dei Preti & Pedofilia si richiama il "Crimen Sollicitationis", un documento di Ratzinger che rinnova il divieto a testimoniare in tribunali civili (pena la scomunica) per reati di abusi sessuali che avessero coinvolto religiosi.
In Italia non é mai andato in onda, né i giornali né gli altri mezzi di informazione vi hanno fatto accenno". Ora grazie al sito di bispensiero.it é disponibile la versione tradotta in italiano "


lo trovate nella versione integrale qua:

http://www.diggita.it/story.php?title=Sex_crimes_and_Vatican_documentario_BBC_censurato

E' QUASI sicuro che sarà l'argomento principale di cui si occuperà Michele Santoro nella prossima puntata di ANNO ZERO di giovedì 31/05/07, così come lo stesso giornalista ha annunciato all'inizio della puntata del 24/05/07, 'denunciando' pressioni e pareri di vario tipo ricevuti circa l'opportunità della messa in onda del documento della BBC.
Ma si sa, Santoro é 'capatosta' e comunque la pensiate, il pezzo sarà trasmesso: credo sia da non perdere assolutamente per la nostra salute mentale, alla stessa stregua di Milan-Liverpool!

www.bispensiero.it
http://www.annozero.rai.it/annozero/default.htm

PASQUALE BOFFOLI
Una precisazione : visto che qualcuno me l'ha chiesto !
Se cercate nel blog un articolo su un artista o band in particolare basta che digitiate l'argomento desiderato nel riquadro in bianco in alto a sinistra accanto alla lettera B e poi cliccate accanto su CERCA NEL BLOG : appariranno tutti gli articoli dei mesi ed anni precedenti su ciò che cercate o nei quali vi si fa riferimento. ok ?
Buona lettura (P.B.)

mercoledì 23 maggio 2007

News: THE RAMONES: il sito ed il libro di Marco Zuanelli.


Ancora novità sui Ramones e su quanto gira intorno al loro ormai consolidato mito. E' uscito GABBA GABBA BOOK di Marco Zuanelli, esaurientissimo documento sul pianeta Ramones.
Ma Zuanelli ha anche varato il sito www.gabbagabbabook.it dove l'autore disquisisce sul suo libro e sui Ramones.


Ma lasciamo che sia Marco stesso (a destra nella foto) a parlarci del sito. (P.B.)


' All'interno potrete trovare 3 sezioni:

1) notizie varie sul libro,

2) la discografia dei Ramones che è così suddivisa:
Discografia: lp, cd ufficiali con nome produttore/i, anno, formazione e scaletta dei brani
7 pollici, cds e promozionali: 45 giri, cds e promozionali divisi x stati
12 pollici: 12 pollici ufficiali e promozionali inglesi e americani e di altri paesi
Bootleg: divisi in tre sezioni LP, cd e 7"
Solisti: incisioni in cd, lp, 7" dei vari componenti dei Ramones (Joey, Marky, Johnny, Dee Dee e Cj)
Compilation: compilation divise in ordine alfabetico dove "appaiono" brani dei Ramones
Colonne sonore: film che hanno al loro interno un brano dei Ramones
Cover: cd, lp, 7" di gruppi ke coverizzano brani dei Ramones divisi in ordine alfabetico
Tributi: cd, lp, 7" tributo ai Ramones divisi in ordine alfabetico
Più di 200 pagine, più di 800 tra vinili e cd riguardanti i Ramones.


3)
le news che vengono aggiornate abbastanza spesso!'

www.gabbagabbabook.it

martedì 22 maggio 2007

News : THE RAMONES ; la biografia ufficiale


THE RAMONES sono una mia vecchia (mai deceduta!) passione.
I fratellini inventori del punk (questa l'opinione di tantissimi!) continuano a far parlare di sé anche se la band originaria per tre quarti (Joey, Johnny e Dee Dee) é ormai estinta. Mai lo sarà nei nostri cuori e nelle nostre orecchie !
Pubblico su gentile concessione di Mirkoguevara, titolare di
http://it.groups.yahoo.com/group/endofthecenturyramones, il maggiore fans-site italiano della band le news circa la pubblicazione della loro biografia ufficiale. (P.B.)


La biografia ufficiale della storica band.
Trent'anni di musica punk, ventidue anni di carriera per un gruppo tra
i più rappresentativi di questo genere, nelle sue caratterizzazioni
punk rock e punk '77 (il punk degli esordi, risalente appunto alla
seconda metà degli anni settanta).
Protagonisti sono i Ramones, famoso gruppo musicale statunitense,
una delle band di maggiore influenza degli ultimi decenni, considerata fra le capostipiti del movimento punk newyorkese.
Un gruppo che ha annoverato, fra i suoi ammiratori, anche il re dell'horror Stephen King, o il leader dei Pearl Jam, Eddie Vedder, che ne presiede il fan club americano.
In occasione del trentennale della nascita del movimento punk ecco
così comparire la versione italiana della loro biografia ufficiale,
uscita in America nel 1993, dagli esordi nella scena newyorkese del
CBGB's, alla collaborazione con il leggendario produttore PhilSpector, dalla nascita del loro sound minimale al loro look (giubbotto di pelle nera, t-shirt e scarpe da ginnastica) per concludersi tristemente con i ben noti problemi con alcol e droghe che ne hanno
segnato il percorso e lo scioglimento definitivo.

Jim Bessman, giornalista free-lance e amico personale dei Ramones, è
l'autore di tale biografia ufficiale, scritta in collaborazione con i
membri della band, arricchita da una dettagliatissima discografia e
"gigografia" completa; il tutto è condito da storiche e curiose
illustrazioni (volantini, manifesti, recensioni originali degli anni
Settanta) che contribuiscono a ricreare nell'immaginario del lettore
il percorso musicale e personale di una band storica.

La versione italiana del volume è stata inoltre arricchita di un esclusivo aggiornamento: il nuovo millennio può infatti essere considerato la fine di un'epoca per la band newyorkese, che ha perso tre dei quattro membri fondatori, Joey, Dee Dee e Johnny, scomparsi prematuramente nel giro di pochi anni, proiettando i Ramones nell'olimpo del rock. Ingresso nell'olimpo ulteriormente amplificato dall'entrata nella Grammy Hall of Fame, del loro omonimo album di esordio. E' inoltre in preparazione un film,girato da Pablo Echaurren, dal titolo "The Holy Family", sui rapporti tra i Ramones e Roma.
Un volume immancabile per chi con i Ramones è cresciuto, per chi ama la storia della musica.

Bessman Jim, Ramones la biografia ufficiale, Arcana, Collana Musica,
pp. 380, euro 18,00
,
www.arcanalibri.it

http://it.groups.yahoo.com/group/endofthecenturyramones/

endofthecenturyramones@yahoogroups.com

lunedì 21 maggio 2007

Cinema UNDERGROUND (il meglio del cinema in dvd) by Antonio Petrucci (n°.3)

Ora trovate anche i trailer ! Grazie Antonio !




Titolo: KYASHAN - la rinascita , Giappone 2004
Regia: Kazuaki Kiriya
Genere: Fantascienza
DVD edizione: Dolmen 2006


Primo film del regista giapponese Kazuaki Kiriya che rielabora l'omonimo Anime apparso anche in Italia.
Devo ammettere che alla sua prima visione ero molto scettico: dimostra come con un budget insignificante paragonato alle produzioni americane, ma con tanta voglia di scrivere, dirigere e montare un film si riesca a creare un'opera cinematografica originale di grande impatto visivo, con una splendida fotografia, scenografie sontuose, ed effetti speciali spettacolari; anche se il tutto si poggia su una canonica trama tra guerre futuristiche e scienziati che fanno esperimenti di clonazione, si rimane impressionati dal risultato finale.
Film di puro intrattenimento "ma non solo" ci dimostra che alcune volte i sogni diventano realtà.
Trailer: http://www.youtube.com/watch?v=kk9fGI90qdM
(Antonio Petrucci)




Titolo: Combatti ZATOICHI, Combatti , Giappone 1964
Regia: Kenji Misumi
Genere: Drammatico
DVD edizione: Dolmen 2007


Ottavo di una lunga serie dedicata a questo famosissimo personaggio Zatoichi, un massaggiatore cieco, ma anche abile spadaccino e amante del gioco d'azzardo, che in questo film del 1964 per una sfortunata coincidenza causa la morte di una donna, in viaggio con suo figlio per tornare a casa dal marito; preso dal rimorso decide di riportare il piccolo orfano dal padre che vive in un'altra città, ma le cose non andranno per il verso giusto.
Il film che alterna dramma e comicità, con una bella fotografia e con alcuni poetici momenti tipici dell'arte e della cultura giapponese, dimostra come all'epoca le produzioni di film di genere fossero qualitativamente molto elevate, e rivedendolo oggi si possono ancora apprezzarne le qualità.
(Antonio Petrucci)




Titolo: FIGHT CLUB - America 1999
Regia: David Fincher
Genere: Drammatico
DVD edizione: Medusa Home Video


Per molti versi innovativo, dirompente nei contenuti e nella forma ben recitato da Brad Pitt, Edward Norton e Helena Bonham Carter, il film racconta l'incontro tra due persone che diventa quasi un percorso "iniziatico" che richiede il superamento della paura e del dolore per raggiungere la libertà ma in questo caso con un esito drammatico.
L'insofferenza ad un vivere come "pecore" porta i protagonisti verso una regressione ad uno stato primordiale sino all'autodistruzione, nel disperato tentativo di liberarsi di ciò che non gli appartiene, e nello straordinario finale ci viene rivelato che la ricerca solo della sofferenza per sentirsi vivi conduce verso strade senza uscita, lasciandoci impotenti dinanzi alla desolazione causata dalle nostre azioni.
Trailer: http://www.youtube.com/watch?v=HstQaobp4Jw
(Antonio Petrucci)

mercoledì 16 maggio 2007

From The Past /Recensioni / THE FUZZTONES :Salt For Zombies(Sin Records 2004 - Misty Lane/Teen Sound 2005) by Pasquale Boffoli




Certo le news che Giandu ci ha dato nel suo live-report circa lo scioglimento dei Fuzztones da parte di Rudi Protrudi (speriamo infondate!) non sono delle più esaltanti.
Spero di ridurvi la sofferenza (i know...magra consolazione!) proponendovi la recensione che scrissi all'uscita del loro ultimo album in studio, Salt For Zombies, risalente al 2004.
Di rilevante dopo Rudi Protrudi & The Fuzztones hanno fatto uscire l'ottimo cofanetto-antologia LSD 25/25 years of fuzz and fury (cd+dvd/Get Back, 2005) e The Fuzztones Boom (Beyond your mind rec./2006, ep & cd), tributo ai Sonics contenente oltre 6 classiche covers della mitica '60-band riprese da incisioni del passato 'Caught You Red Handed', brano inedito con Mark Lindsay, vecchio fondatore e leader di Paul Revere & The Raiders al tenor sax.
Ma eccovi la mia recensione (pubblicata nel 2004 anche da Massimo DalPozzo nel suo sito Now sound) di quello che potrebbe essere l'ultimo lavoro in studio sulla lunga distanza di Rudi Protrudi and THE FUZZTONES! (P.B.)


.
' Rudi Protrudi, l’ultimo ‘zombie’ contemporaneo del sixties-garage ci riprova: dopo l’ottimo e.p. ‘Help, Murder, Police’ uscito per la romana Misty Lane dell’indispensabile Massimo Dal Pozzo, quando disperavamo ormai un lavoro più sostanzioso eccoci capitare tra capo e collo quasi un’ora di nuovo materiale inedito. Salt For Zombies esce per la nuova etichetta di Rudi Protrudi, la Sin Records, di stanza a Tujunga, California e l’eloquente ambiguo riferimento alla storica etichetta di Memphis che segnò la nascita del rock&roll è sin troppo esplicito.
Chi porrà prevenuto Salt for Zombies nel lettore cd per avere la riprova dell’inutilità e della scontatezza del garage-revival dovrà ricredersi: quando dietro il rock c’è passione e convinzione cade la ricerca delle novità a tutti i costi e nella maggior parte dei tredici brani di Salt For Zombies è proprio questo che succede
In episodi come My Brother The Man, Johnson In A Headlock, Black Lightning Light, Face Of Time si respira a pieni polmoni irruenza esecutiva e ‘sinistra’ psichedelia che testimoniano dell’ottimo stato ispirativo di Rudi Protrudi e dei suoi Fuzztones: certo, seriali rimandi alle atmosfere paludose ed opprimenti di Lysergic Emanations non mancano, soprattutto in Face Of Time e nella lunga, sospesa, ipnotica Black Lightning Light ma nella disperata Be Forewarened , This Sinister Urge e What Ever Happened To Baby Jesus? Rudi dimostra di essere maturato ulteriormente dal punto di vista espressivo e riesce ad essere incisivo come poche volte in passato.
Musicalmente si nota in alcuni episodi un avvicinamento notevole a certe tipiche atmosfere doorsiane, soprattutto per merito delle tastiere ‘vintage’ di Deb O’Nair: come negare che l’inizio di This Sinister Urge è pari pari quello di Light My Fire o che il mood decadente di Hallucination Generation, A Wristwatch Band e Get Naked ci riportano al Jim Morrison & The Doors delle ballate melliflue e perversamente psichedeliche?.
Anche il chitarrista Batlord pare a volte voler rievocare (A Wristwatch Band) il fraseggio serpentino ed insinuante di Robbie Krieger ; in altri frangenti appare aggressivo come Dio comanda ed in generale ben bilanciato con i cromatismi di Deb O’Nair.
Ad onor del vero un paio di cosucce così così ci sono, Idol Chatter e Group Grope, ma sono offuscate dalla stupenda resa rallentata del classico Don’t Blow Your Mind e dalla lunga, sofferta, torturata What Ever Happened To Baby Jesus?, alla fine della quale ti vien voglia di ricominciare, sin dall’inizio sfacciatamente I Had Too Much To Dream / Electric Prunes della memorabile My Brother The Man ( eh sì Rudi….la tradizione prima di tutto ! ' .

TRACKLIST : My Brother The Man – Get Naked – Face of Time – Be Forewarned – Johnson in a Headlock – This Sinister Urge – Black Lightning Light – Idol Chatter – Hallucination Generation – A Wristwatch Band – Group Grope – Don’t Blow Your Mind – What Ever Happened to Baby Jesus


PASQUALE BOFFOLI

http:/www.myspace.com/thefuzztones

martedì 15 maggio 2007

Collaborations / Live Report / Esteri / THE FUZZTONES at Festintenda, Mortegliano, Udine, 4 Maggio 2007 by Giandomenico Mattiussi

Un lettore di questo magazine, dietro mio invito, mi ha inviato il suo resoconto di un recente live dei FUZZTONES, ormai da tempo di casa in Italia.(P.B.)







THE FUZZTONES li ho visti a Festintenda a Mortegliano (UD) il 4 maggio 2007 e sono stati grandi.
Hanno suonato con una sezione fiati (!), sassofono e tromba, e al posto del loro batterista ha suonato il batterista dei Sextress, ottimo gruppo spalla.
Chiaramente il mattatore della serata é stato Rudi Protrudi, come sempre fra un pezzo e l'altro molto prodigo di consigli nei confronti del pubblico, un vero zio! Il repertorio proposto ha alternato classici garage (She's wicked, Girl you captivate me) e pezzi più dilatati, ad esempio Ward 81 (favolosa).
Con tali ingredienti la torta era proprio deliziosa. La ciliegina poi è stato il medley dei Sonics proposto come bis.
A me é piaciuta la complicità fra i musicisti, mi hanno dato l'impressione (certezza) di divertirsi come lo scarso pubblico presente.
E ho apprezzato ancora di più il fatto che i Fuzztones non si curino del numero esiguo di persone presenti e, proprio per quei pochi che sono lì, suonino con impegno e passione (cosa che ho verificato anche a Pordenone lo scorso novembre).
Insomma una sana boccata d'aria e una grande serata, il cui effetto benefico é svanito quando sul sito Fuzztones.net leggo che questo sarebbe stato il farewell-tour con la seguente dichiarazione di Rudi:
"As much as I love this band, I have other projects that I've been putting off for years. My life has always been 100% devoted to The Fuzztones. It's time that I widen my horizons.".
Ormai mi ero abituato troppo bene, 3 concerti in un anno e mezzo. Se poi penso che dalle mie parti il Velvet di Giais di Aviano, dove hanno suonato i Chesterfield Kings quest'anno (grandiosi) e i Love di "Forever Arthur Lee" un paio d'anni fa, ha chiuso i battenti, la serata del 4 maggio acquista un valore ancora più importante.

http://www.fuzztones.net/

GIANDOMENICO MATTIUSSI

lunedì 14 maggio 2007

Recensioni / Esteri / LOW : DRUMS AND GUNS (Sub Pop Rec.-2007) by Pasquale Boffoli

Ieratici ed enigmatici, almeno in apparenza! Più dei dischi precedenti.
Lo slowcore del trio di Duluth (MN) é imprigionato in Drums And Guns, il nuovo disco ispirato dalla guerra in Iraq, nelle ragnatele di un'elettronica minimale che inietta in parte del disco una maggiore dinamicità.
Alan Sparhawk canta in Pretty People, Breaker, Murderer con toccante umanità le miserie della guerra, concetto deleterio cui gli umani di tutto il pianeta terra continuano a non saper rinunciare.
Drangofly e Sandinista vivono degli accorati duetti vocali di Alan Sparhawk e Mimi Farmer.
Tredici glabre e spoglie concept-songs perse in seduzioni trip-hop (Always Fade), desolate atmosfere desertiche (Dust In The Window), solenni inni laici (Take Your Time).
Oppure preghiere discrete ed intense (In Silence) ed impassibili crudi racconti (Violent Past).
Ad ogni nuovo ascolto Drums And Guns acquista in spessore e bellezza ispirativi.
Un piccolo capolavoro di minimalità espressiva.

http://www.chairkickers.com/

Pasquale Boffoli

Lyrics: Pretty People :

All the soldiers / They're all gonna die / All the little babies / They're all gonna die /All the poets / And all
the liars /And all you pretty people / You're all gonna die




Murderer :

One more thing before I go / One more thing I'll ask you, lord / You may need a murderer / Someone to do your dirty work / Don't act so innocent / I've seen you pound your fists into the earth /
And I've read your books / Seems that you could use another fool / Well, I'm cruel / And I look right through / You must have more important things to do / So if you need a murderer / Someone to do your dirty work

giovedì 10 maggio 2007

La TOP 3 della settimana, in collaborazione con UNDERGROUND BARI

In collaborazione con UNDERGROUND THE MUSIC STORE di Ninni Portoghese,
Via Nicolò Dell'Arca 8/A 70121 BARI(Tf. 080 5721239 -
(a cura di Pasquale Boffoli e Ninni Portoghese)
Tutti i dischi segnalati sono disponibili o richiedibili presso UNDERGROUND BARI

**********************************************************************************************


La TOP 3 della settimana (n°.4)


1) NINE INCH NAILS : YEAR ZERO

Più di un'ora di musica claustrofobica e sintetica: Year Zero celebra le miserie dell'impero bellico americano, presagendone l'infausto futuro. Trent Reznor riesce a conservare intatto il fascino 'negativo' delle sue composizioni mentre si fa più urgente l'incedere ossessivo delle sue macchine! La magia chiaroscurale del precedente The Fragile rimane senza pari ma l'angoscia futuristica e la malinconia da XXI secolo di episodi come The Beginning Of The End, The Good Soldier, Zero Sum, In The Twilight, My Violent Heart confermano la grandezza inquietante di un artista unico. (Pasquale Boffoli)



2) ARCTIC MONKEYS : FAVOURITE WORST NIGHTMARE

Diciamolo subito : il secondo album degli Arctic Monkeys non é proprio all'altezza di quello d'esordio che ha spopolato tra la critica e nelle vendite.
Comunque una predisposizione al pop in un paio di brani e certe chitarre noise in altri fanno di questo disco per la band un ottimo trampolino verso il futuro . (Ninni Portoghese)






3) LCD SOUNDSYSTEM : SOUND OF SILVER

Una delle attuali bands più interessanti nel panorama del cosiddetto Punk-Funk, anche in questo secondo lavoro con reminiscenze colte e decisi richiami ai Talking Heads. (Ninni Portoghese)