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Rieccolo qui, il vecchio Dave Alvin, classe di ferro 1955, una vita fa colonna portante, come, ma forse più del fratello Phil, dei rock'n'rollers Blasters, abbandonati nel 1986 per una carriera solista dalle alterne fortune, ma sempre nel solco della musica tradizionale americana, dal rock'n'roll al blues, al country in tutte le sue mille incarnazioni. "Eleven, Eleven" come undici: undici album solisti, undici pezzi nel disco, undici anni dall'inizio del ventunesimo secolo.
Niente di esoterico, quindi, proprio come la musica contenuta in questo lavoro, che spazia, appunto, dal tex-mex al blues urbano, sempre sorretta però dalla sincerità e dalla verve di questo onesto artigiano della musica, uno che suona per campare, ma lo fa con grande classe. Il video del primo pezzo Harlan County Line
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E, già che ci siamo, come non citare l'ironico duetto con il fratello Phil (What's Up With Your Brother), nel quale i due si sfidano alla chitarra, chiedendosi come mai tutti chiedono loro “qual è il problema con tuo fratello”, la ballatona nostalgica (ci racconta di un amore giovanile del nostro) Manzanita, che ospita la voce di Christy McWilson, l'oscura Dirty Nightgown, un rock-blues in cui la voce di Dave rivaleggia in profondità con gli accordi del suo chitarrone. Alla fine, perchè non spendere due parole anche per i due pezzi non ancora citati, la lunga ballata elettrica Murietta's Dead, storia di una specie di Robin Hood messicano e la conclusiva Two Lucky Bums, episodio minore, ma caro all'autore perchè in duetto con l'amico scomparso Chris Gaffney, che recita così: "abbiamo inseguito gli stessi vecchi sogni/per una strada senza fine/e, se ne avessimo la possibilità, vecchio amico/so che lo faremmo ancora". Per me, un gran disco.
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Luca Sanna
Dave Alvin, in una rara foto qui a destra, nel 1980, nel backstage di un concerto dei Blasters allo Starwood nightclub di Hollywood: insieme a Lux Interior e Poison Ivy dei Cramps, e il giornalista/singer/dj Phast Phreddie Paterson
Yep Roc Records/Dave Alvin
Dave Alvin
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