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venerdì 22 luglio 2011

THE CYNICS: “Spinning Wheel Motel” (Get Hip Recordings, 2011)

L’uscita di “Spinning Wheel Motel”, nuovo album dei Cynics, suona provvidenziale come la campanella della ricreazione. Di tanto in tanto c’è bisogno di dischi come questo, che non hanno certo bisogno di sottoporsi ad ampollosi processi analitici, sotto lenti d’ingrandimento. Il modo più opportuno per godere di questo titolo da aggiungere alla loro trentennale discografia, è quello di farne una copia dal vinile sul supporto che reputate più opportuno per poterlo schiaffare in macchina, e a volume medio-alto gironzolare senza meta, osservando da dentro l’abitacolo i vostri concittadini, con una certa insofferenza e disinvolto snobbismo.
Già, perché nel loro inutile affaccendarsi e probabilmente abbastanza presi dall’ennesimo scandalo calcio-scommesse, dal caso del giallo irrisolto più o meno recente, o l’ultimo dei matrimoni illustri, non capiranno mai l’importanza di un gruppo come i Cynics.
Anche se non sono proprio i primi a balzare alla mente quando si parla di garage revival anni ’80, non sono secondi, come importanza a Miracle Workers, Morlocks, Chesterfield Kings o Fuzztones, per capirci. Tra produzioni alterne e discontinue i Cynics hanno pubblicato solo tot album in quasi trent’anni, ma di fatto non hanno mai annunciato nessuno scioglimento ufficiale. I frequenti cambi di formazione hanno ruotato intorno alle figure di Mark Kastelic e Gregg Kostelich che in questo nuovo album sembrano aver trovato un buon equilibrio, rilanciando il nome della band con uno tra i loro titoli più convincenti dai tempi di “Rock’n’Roll” (Get Hip 1989). Fedeli alla migliore tradizione del genere, spaziano da malinconiche ballads a dodici corde come Circles Arcs and Swirl, Bells and Train, smaccatamente Byrdsiane, a pezzi con cui prendere a calci gli amplificatori, come le iniziali I Need More e All Good Women, o più intriganti come Zombie Walk dove un tremolo ossessivo dà un’impronta quasi sperimentale à la Monks. D’altronde cosa aspettarsi di meglio da un gruppo garage punk se non un disco di buon garage punk, con quel suono capace di restituire l’immediata sensazione di sentirsi vivi. La presenza di Jim Diamond in veste di produttore contribuisce a dare un tocco heavy al risultato, oltre che vederlo seduto dietro all’ Hammond. Allo scoccare della mezz’ora suona la seconda campanella, questa volta per annunciare il rientro in classe, "Spinning Wheel Motel" finisce qui, e ritorniamo con i piedi per terra. Riprendiamo coscienza e forse anche un po’ di fiducia nel genere umano. O è solo il bisogno di non dover sostenere il peso del sentirsi troppo diversi ed esclusi dal “così vanno le cose”, per cui siamo pronti ad accettarne il compromesso. Però sapete che vi dico? Il semaforo è verde e io me lo riascolto un’altra volta.
Federico Porta

Spinning Wheel Motel
The Cynics / live at 31st Street Pub
The Cynics Valencia 5 de junio 2011

Get Hip Recordings

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