PAGINE

domenica 4 dicembre 2011

SHARON JONES & THE DAP-KINGS: “Soul Time!” (Uscita: 31 ottobre 2011, Daptone/Goodfellas)

# Consigliatissimo da DISTORSIONI

Sharon Jones è una signora più vicina ai 60 che ai 50, nata in Georgia, ma newyorkese d'adozione, felicemente sovrappeso. Sharon Jones ha fatto qualcosa di più della canonica gavetta: cantava il gospel, e nel frattempo lavorava come guardia carceraria a Riker's Island e come portavalori per la Wells Fargo Bank, sempre in attesa che qualcuno si accorgesse che, dietro al giubbotto antiproiettile,
c'era Sharon Jones, la più grande cantante soul funk del ventunesimo secolo!. E quel qualcuno si è presentato verso la fine degli anni '90, nelle sembianze di un sassofonista dall'aria dimessa, tanto che Sharon si chiese cosa potesse saperne quel ragazzino bianco del soul. Invece Neil Sugarman ne sapeva parecchio e aveva anche le idee chiare su cosa avrebbe voluto fare da grande. E, visto che siamo nella “land of great opportunities”, le sue idee si son tramutate in realtà, attorno ad una sala d'incisione costruita a Brooklyn con l'intenzione di ricreare le gloriose atmosfere sixties della Motown e della Stax, attraverso l'uso di strumenti “vintage” e tecnologie rigorosamente analogiche: fondò la Daptone Records, per la quale dal 2002 sono usciti i cinque album che hanno meritatamente fatto uscire dall'anonimato la nostra Sharon, sempre accompagnata dai dieci Dap-Kings. Quello che ho sottomano è dunque il quinto disco della cantante, in effetti si tratta di una raccolta di B-sides e pezzi usciti su varie compilations, ma questo non deve far pensare ad un lavoro “minore”. Anzi, il materiale qui contenuto è tutto di alto livello e ci fornisce un catalogo completo delle potenzialità di Sharon e della sua banda, dagli assalti funk alla James Brown alle ballate soul in stile Sam Cooke.
Si parte con Genuine (parts 1 & 2), un funky assassino che il Godfather of Funk avrebbe sicuramente apprezzato, seguita da Longer And Stronger, perfetto soul-funk sorretto dalla rodata sezione di fiati - scritto dalla cantante in occasione del suo cinquantesimo compleanno - e da un altro numero in puro stile funk anni '70, He Said I Can, ideale per la colonna sonora di un film della blaxploitation. Ancora funk in I'm Not Gonna Cry e When I Come Home, ad introdurre What If We All Stop Paying Taxes, una specie di bignami del funk, registrato dal vivo, con un riff assassino retto dalla chitarra e dai fiati. Cambiamo territorio con Settlin' In, un blues che esalta la voce potente di Sharon e con la ballata Ain’t No Chimneys in the Projects, comunque venata di soul. Il ritmo torna incalzante con la breve New Shoes, molto sixties, per portarci agli ultimi due brani, un'altra ballata dal mood Otis Redding, Without A Trace, e l'unica cover, la conclusiva Inspiration Information, un soul di Shuggie Otis reinterpretato con maestria.Non c'è niente di nuovo, in questo disco, ma c'è tutto quello che serve per costruire un piccolo capolavoro del soul del nostro secolo.
Luca Sanna




Daptone Records/Sharon Jones

Nessun commento:

Posta un commento