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martedì 3 maggio 2011

LIVE REPORT: “Keiji Haino e Voltigeurs” Cafe Oto, Londra 9 Aprile 2011 - Suoni da Orione

Due serate completamente sold out al Cafe Oto di Londra, per uno dei grandi maestri della musica, Keiji Haino. Il Cafe Oto di Londra, è un caffè dell’est di Londra che la sera dà spazio agli artisti più interessanti di musica “creativa”, al di fuori dei soliti circuiti commerciali. Sicuramente, al momento, una delle sale più interessanti di Londra. Il posto può contenere un centinaio di persone sedute ai tavolini e altre cinquanta/settanta in piedi. Se pensate di assistere a un concerto(i prezzi sono modici e i musicisti da paura) la regola numero uno è arrivare molto presto per stare seduti, perché il posto può diventare caldo in modo terrificante, ed i concerti sono regolarmente molto lunghi. Il 9 Aprile aprono la serata i Voltigeurs, la creatura musicale di Matthew Bower e Samantha Davies. Rigorosamente con le spalle al pubblico e di fronte a un muro di amplificatori e un dipinto che inneggia al Decadentismo, i Voltigeurs hanno improvvisato una valanga di feedback e distorsioni che hanno travolto le nostre ancora gelide orecchie.

Dopo è la volta del maestro giapponese di musica sperimentale, Keiji Haino. Detta così, molti storceranno il naso pensando a dei suoni caustici suonati da un musicista impettito e improbabile. Ma la realtà è diversa. Il Sig. Haino è un minuto sessantenne dai lunghi capelli argentati che si presenta sul palco con degli occhiali da sole e rigorosamente vestito di nero. Accanto a lui un’immancabile chitarra rossa fiammante e vari congegni elettronici. La sua vera forza sta nell’azione sperimentale intesa come “risultato di ciò che non e’ previsto”, come diceva il suo quasi coetaneo John Cage . Quindi le esibizioni di Keiji Haino sono delle vere sorprese e non si sa mai se durante il corso della serata si cimenterà in improvvisazioni free jazz, nel noise, nella psichedelica pura , nel metal, nel rock, nel cantautorato. Durante le due ore di concerto del 9 Aprile, al Cafe Oto ha veramente spaziato tra tutti questi generi. La prima parte, più incentrata sull’improvvisazione vocale dove alternava grida, canto di gola e dolci nenie, sulla lunga durata del silenzio tra due note di chitarra che rimanevano sospese per aria. Con il canto profondo di gola sembrava quasi portare il dolore del rombo di quel terremoto che aveva devastato il suo paese qualche settimana prima, e le sue grida parevano voler far sentire il suo dolore e la sua rabbia a tutto il pantheon shintoista. La seconda parte era più incentrata sui congegni elettronici : le sue mani, scatenate per creare dei suoni da campi magnetici e l’ondulazione dei lunghi capelli argentati, lo facevano apparire un vecchio sciamano indemoniato. La terza parte, ha visto la chitarra come protagonista. Per più di quaranta minuti si è cimentato in una mirabolante jam session di jazz e rock psichedelico echeggiante Jimi Hendrix , Bill Frasell, King Crimson. Fisicamente provate, alcune persone del pubblico sono svenute, altre sono rimaste incollate dal sudore colante sulle loro sedie. Verso mezzanotte come se l’incantesimo si fosse spezzato, in mezzo a uno scroscio d’applausi Keiji Haino si fa spazio tra la folla, esce dalla sala e a bordo del suo Spinner svanisce lentamente nella notte, verso la costellazione di Orione.

Myriam Bardino (anche foto 1 e 3)

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Keiji Haino @ Cafe Oto, London 9.4.11
Keiji Haino @ Cafe Oto, London 10.4.11

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