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mercoledì 4 maggio 2011

DIAMONDS - CREAM: "Disraeli Gears" (1967, Polydor, Atco, Reaction Rec.)

1 Strange Brew (Clapton, Collins, Pappalardi)
2 Sunshine of Your Love (Bruce, Brown, Clapton)
3 World of Pain
4 Dance the Night Away
5 Blue Condition (Baker)
6 Tales of Brave Ulysses
7 SWLABR (Bruce, Brown)
8 We weren't Going Wrong
9 Outside Blues Woman
10 Take It Back
11 Mother's Lament


L'after-beat inglese si contamina sempre più, perde quella leggerezza sonora e si imbatte in un cannone che sputa fiori in una Los Angeles calda, fraterna e piena di Harley pronte a ruggire dentro ad un sole carota che scalda le braccia e le chitarre. La lezione del vecchio blues fatto di verande e Mississippi, sigari e puttane, coltelli e finti indirizzi, cotone e stradine polverose, bettole e Ku Klux Klan è diventata anche cintura di sicurezza dei bianchi, di quei bianchi sbarbatelli che sotto la cura psicologica e paterna di un volenteroso John Mayall, il padre del blues bianco e britannico, hanno fatto breccia e arso cromosomi psichedelici di lampade al petrolio sotto la forza funesta di una pentatonica minore. Il blues è diventato anche bianco. Il bianco urla e difende la parte debole, combattendo in un vecchio amplificatore e sputando profezie analoghe al gioco del duello filosofico e storico dentro ad un microfono emancipato e ricco di virtù. "Disraeli Gears" esce nel novembre del 1967 facendo gridare al miracolo. Psico-blues,heavy-riff, in una decina di canzoni e mangia cervelli elegantemente sporchi e senza tempo, involucri di sottili ragnatele nell'anticamera delle nostre speranze.
I sir, Jack Bruce, Ginger Baker ed Eric Clapton fanno lotta libera con un altro power trio importantissimo dell'epoca, i Mountain del gigantesco, incazzato e gibsoniano Leslie West. I Cream in ogni caso, hanno quella contaminazione nera, hendrixiana e valvolare che fanno del suono inglese del periodo un vero e proprio must. Clapton è profondamente ispirato e riffaiolo, la sua Gibson les paul sg del 62 verniciata a festa assieme alla sua Gibson 335 cherry ci regalano uno dei riff più copiati, amati, evocati e tribali della storia del rock.
La psichedelia entra prepotente e invasata come un demone sull'acquasantiera nella musica del power trio inglese, che dal look, alla copertina, alla musica, dipingono affreschi floreali e lasciano ombre di zampe di elefante sulla tela del tempo. Strange Brew (firmata anche da Felix Pappalardi bassista e produttore dei Mountain) apre questo disco storico e innovativo. Crudele, assassino, maniaco e lisergico il suono che i tre regalano al via. Sunshine of Your Love è storia, didattica, studio, eleganza, rock, acidume e spensieratezza. Uno dei riff più importanti e belli della storia del rock, per facilità di esecuzione, maleducazione e permalosità. Anche Hendrix, il signore di Seattle si è divertito a risuonarla in versione più veloce e ancora più tritata. World of pain, Blue condition, Outside Blues Woman, insomma un disco da odorare e far evaporare nei pensieri e negli ingranaggi di un cervello attivo e autostoppista. Disraeli Gears, un tributo e un impasto di tante cose che fanno bene alla speranza, alla salute e al fegato. Un album e un pezzo di storia animale, primitivo, innovativo e sempre forte e virale come un iniezione di colore.
Patrizio Maria

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