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mercoledì 13 aprile 2011

THE ROUTES: "Alligator" (Dirty Water, April 2011)

L’imminente uscita di quest’album dei Routes preannunciata dal singolo Do What’s right by you ha già da circa un mesetto cominciato a girare sul Tube, e da quel momento mi ero fatto una postilla tanto questo brano pur nella sua semplicità e immediatezza risultasse a modo suo perfetto."Alligator", questo il titolo della non solo da me attesa novità su Dirty Water, riconferma le qualità della band: essenziali e con stile. The Routes, gruppo per due terzi nipponico con Shinichi Nakayama e Kazikoe, impegnati alla sezione ritmica, ma principalmente incentrato sulla figura dell’eclettico Chris Jack, chitarrista, voce e quando occorre tastierista, proveniente da Londra. Con loro si respira aria di Swinging London, stompin’ rhythm’n’blues con la chitarra ritmica perennemente in levare, vivacizzati da entusiasmi beat, riconoscenti ai primissimi Stones e agli Yardbirds, mentre una tastiera Vox piuttosto che un’armonica dona un piglio garage à la back from the grave.
Il repertorio di 11 brani si mantiene elegantemente in bilico tra questi elementi di sapore sixties, caratterizzato da un’ attenta ricerca di suoni e arrangiamenti sempre efficaci e messi al posto giusto. Alligator inizia con il brano del singolo che lo ha preceduto anche se qui in una versione meno grezza, per proseguire con Be my Jane frenetico jungle stompin’ degno dei Zakary Thaks mentre più cupa e strisciante è I never learn. A love like mine esordisce con un riff fuzzosissimo per trasformarsi in un classico in stile fratelli Davies, I’m spent oscuro garage da cripta, seguito dallo strumentale surfin’ blues di Sinchans Number. Con la title track ci facciamo volentieri trasportare in un classico dai rimandi a Bo Diddley come non si sentivano più dai tempi degli Animals e Manfred Mann. Anche nei restanti brani la tensione non cala, la loro musica vitalizzante fa di Alligator il vinile ideale da far girare appena alzati, per accendere la giornata. Fresco di uscita anche il loro 7” per la portoghese Groovie Records che contiene da un lato il rifacimento del classico dei Jesters of Newport, Stormy, e l’omonimo di Willie the wild one dall’altro.

Federico Porta

Groovie Records
Dirty Water
The Routes




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