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sabato 1 gennaio 2011

RADIOHEAD: “In Rainbows” (XL Recordings/Beggars Group, 2007)

I Radiohead amano meditare molto le loro uscite discografiche: son passati tre anni ormai da "In Rainbows", ma pare il loro nuovo lavoro sia agli sgoccioli; certamente avremo modo di ascoltarlo in questo inizio 2011. Intanto inganniamo il tempo che ci separa dalla sua apparizione leggendo questa recensione di "In Rainbows" di Ruben, la prima del 2011 di MusicBox.

La recensione di un album, in ultima analisi, altro non è che il riflesso di un’emozione scaturita dall’ascolto. E’ questa la sua vera essenza, al di là di tutti i tecnicismi di cui si deve, anche giustamente, parlare per fare da tramite tra l'artista da un lato e 'il fruitore' dell’opera dall’altro.
E quando un disco lo si ama troppo, le parole risultano quasi insufficienti a descrivere le emozioni che ci elargisce.
Già all’epoca della sua pubblicazione, quando abbiamo sentito questo lavoro abbiamo pensato che stavamo ascoltando - forse per la prima volta! - la colonna sonora 'esatta' del tempo in cui ci troviamo a vivere: il battito del mondo, la sua inarrestabile pulsazione, qui ed ora. E la meraviglia è che quanto d’intollerabile condiziona i nostri giorni, anche minime cose come l’attesa snervante ad un semaforo, da questa musica viene elevato e sublimato verso una riappacificazione, anche della sola durata di 42 minuti e 45 secondi, tra noi e il mondo circostante.
La prima sorpresa è sentire come in questo disco i Radiohead abbiano trovato un equilibrio perfetto tra il loro lato più sperimentale (rectius, intellettuale), preponderante nei loro ultimi lavori, e quello più emotivo. Questo è un disco 'caldo', come ben suggerito dal titolo e dai colori della copertina del cd.
Un disco ricolmo di sensualità, quale emerge prepotentemente dalle parti di chitarra, che in molti brani vanno a recuperare, inserendola in un contesto assolutamente 'altro, la tradizione ritmico-armonica brasiliana.
Arpeggi che sono fluidi accostamenti di colori (l’arcobaleno del titolo, ancora) nutrono Weird Fishes/Arpeggi; soluzioni ritmiche sudamericane sono la tessitura di molti brani, tra cui soprattutto Reckoner, con un finale impreziosito dal passaggio dalla tonalità minore a quella maggiore che vorremmo durasse in eterno tanto è coinvolgente, e che la band ci lascia volutamente solo intravedere, come in una dimensione di puro sogno.
“In Rainbows” è proprio questo: un sogno in musica. E i sogni, sia quelli che si fanno ad occhi chiusi sia quelli che si fanno ad occhi aperti, non si possono proprio descrivere: bisogna, appunto, sognarli. O, meglio, viverli.
Di fronte ad un’opera come questa possiamo quindi solo scusarci per l’inadeguatezza delle nostre parole e caldeggiare un ascolto attento, partecipe e in simbiosi con questa magnifica tela di suoni e colori.

Ruben
All I Need
Faust Arp
Nude

Radiohead

1 commento:

riverman206@yahoo.it ha detto...

Il più Grande Gruppo dell'ultimo Ventennio almeno.....STOP !

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