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martedì 28 dicembre 2010

LOS PEYOTES, "Garaje o Muerte!" (Dirty Water, 2010)

Los Peyotes sono tornati per vendicarsi di conquistatori e colonizzatori spagnoli e non solo, già da quando nel 2007 sbarcarono nelle acque sporche del vecchio continente, approdando alla Dirty Water Records di Londra. Partiti da un’ Argentina che già negli anni ‘60 aveva sparato i suoi colpi di cannone con gruppi come Los Walkers, Los Gatos Salvajes alleati ad altre bands sudamericane come Los Saicos, Los Mockers, Los Shakers, ma che poco avevano potuto contro il colpo sferrato invece da Beatles e Rolling Stones a tutto il mondo.
Al grido di “Garaje o Muerte” armati di fuzz tremolo e Farfisa e pronti a ribadire il concetto che il Garage rock non è, e non è mai stato argomento di solo appannaggio inglese o statunitense.
Ricalcando gli stilemi del genere forse in maniera un po’ pedissequa, non aggiungendo o togliendo nulla a quanto già detto, la loro urgenza non è quella di guardare avanti o dettare nuove direzioni, anzi il loro sguardo è ben rivolto indietro e con orecchie ben aperte. Anche questo album, rispetto ai lavori precedenti si presenta con un suono più curato sicuramente, ma fedele nelle intenzioni, complice l’intervento di Jorge Explosion e del suo studio corredato di strumentazione rigorosamente vintage diventato meta di tutti i revivalisti più esigenti.
Dopo il grido di battaglia con il quale aprono e danno il titolo all’album, seguito da un’ennesima versione di No friend of mine degli Sparkles che qui diventa Vos no sos mi amigos, i restanti brani, su un totale di quindici, si articolano in un sound che a tratti richiama ora le chitarre ronzanti dei Litter, o i tenebrosi Music Machine, ora i tempi sbilenchi di Count Five, e la psichedelia dei Seeds.
Il tuffo nel passato ad opera di questi cinque 'becchini' ispanici è tutto sommato piacevole, e caratterizzato dal canto sguaiato di David Peyote che non si fa mancare maracas o tamburello d’ordinanza quando la circostanza lo richiede. Se il garage sia resuscitato o morto
per sempre non sta a noi stabilirlo, ma probabilmente continua a giacere in quella linea di confine dove è sempre stato.
Federico Porta

96 Lagrimas
Bdaaa!
Garaje o Muerte
Vos no sos mi amigos
Pasemos la Noche Juntos

LosPeyotesMySpace

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