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giovedì 12 agosto 2010

THE MORLOCKS: PLAY CHESS (2010-Popantipop) by Wally Boffoli


L’alone di leggenda che avvolge Leighton Koizumi negli ultimi anni soprattutto in Italia presso i fedelissimi garage aficionados proviene dalle sue epiche gesta nelle bands di cui fu front-man oltraggioso: The Morlocks negli anni ’80 ed ancora prima Gravedigger Five.
Gli anni ’90 seguirono con la pubblicazione di due albums sempre sotto la sigla Morlocks, Wake me when i’m dead dal vivo ed Uglier than you’ll never be, fino a che si perdono le sue tracce e viene dato addirittura per morto per overdose.
Così riportano le cronache rock così come riportano che Koizumi riappare con la diabolicità di un non-morto proprio in Italia a nuovo millennio iniziato, dopo un’intensa attività live negli States.
In Italia nel 2004 incide per l’Ammonia Rec. When the night falls, un disco che è davvero un pugno nello stomaco, tredici covers classiche pescate nel repertorio garage e del rock dell’oltraggio più fragoroso e violento, con i bravissimi Tito & the Brainsuckers come backing band.
A When the night falls segue nel 2008 Easy listening for the underachiever in cui Leighton finalmente rispolvera la ditta Morlocks più che degnamente e con rinnovata energia garage-punk.
Un'ennesima sorpresa il nuovo progetto di Leighton & Morlocks, PLAY CHESS, col quale il nostro pare voler riacquistare una nuova verginità espressiva, tentando (paradossalmente) un bagno rigeneratore nelle acque melmose di un blues chicagoano vecchio cinquant’anni e più.
I Chess studios sono gli studi che hanno visto sfilare ed incidere le figure mitiche di Muddy Waters, Howlin’ Wolf, Willie Dixon, Chuck Berry, Bo Diddley; sono loro i brani che Koizumi rivisita e lo fa alla grande: subito la scarica elettrica di I’m a man, madida di cambi di tempo ed accelerazioni in perfetto Yardbirds-style; la promessa fatta di inebriante furore garage viene mantenuta in Help me che inizia alla grande con il riff di My Generation (sì, proprio lei), ma soprattutto in Killing Floor che appare davvero trasfigurata…in meglio.
L’inconfondibile arrocchito timbro da lupo mannaro di Leighton ci serve una versione corrotta di Smokestack Lightning, grande e perverso brano di Howlin’ Wolf, colui che ha influenzato maggiormente Koizumi .
Questi quattro brani iniziali sono la porzione più riuscita ed intensa di Play Chess, con Leighton a soffiare nella sua harmonica: le altre covers vivono un po’ di rendita, rannicchiandosi in arrangiamenti a volte scolastici, soprattutto quando si tocca il rock&roll di You never can tell e Back in the U.S.A.(Chuck Berry).
Si torna per fortuna a vibrare di suoni stordenti e malati in Feel so bad, uno dei vertici del disco, con Leighton che conferma come sa essere ancora splendidamente oltraggioso.
Come non rimanere, infine, intrappolati nell’allettante ramonish surf di Promised land?
Un’operazione tutto sommato riuscita, che riesce a dare smalto alla statura di artista di Koizumi: dodici brani che nel migliore dei casi ti azzoppano le sinapsi, nel peggiore divertono, annoiare….mai!
Per concludere vi linko qui sotto l'ultimo singolo dei Morlocks uscito lo scorso anno (grazie Cosimo...), la magnifica e Iggyana (sia per l'interpretazione che per il riff chitarristico) I don't do funerals anymore (new single).

PASQUALE 'WALLY' BOFFOLI


http://www.facebook.com/l/e05d2;www.youtube.com/watch?v=aV65njH7WTY
http://www.myspace.com/themorlocks
http://www.facebook.com/group.php?gid=65116546317

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