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giovedì 10 maggio 2007

La TOP 3 della settimana, in collaborazione con UNDERGROUND BARI

In collaborazione con UNDERGROUND THE MUSIC STORE di Ninni Portoghese,
Via Nicolò Dell'Arca 8/A 70121 BARI(Tf. 080 5721239 -
(a cura di Pasquale Boffoli e Ninni Portoghese)
Tutti i dischi segnalati sono disponibili o richiedibili presso UNDERGROUND BARI

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La TOP 3 della settimana (n°.4)


1) NINE INCH NAILS : YEAR ZERO

Più di un'ora di musica claustrofobica e sintetica: Year Zero celebra le miserie dell'impero bellico americano, presagendone l'infausto futuro. Trent Reznor riesce a conservare intatto il fascino 'negativo' delle sue composizioni mentre si fa più urgente l'incedere ossessivo delle sue macchine! La magia chiaroscurale del precedente The Fragile rimane senza pari ma l'angoscia futuristica e la malinconia da XXI secolo di episodi come The Beginning Of The End, The Good Soldier, Zero Sum, In The Twilight, My Violent Heart confermano la grandezza inquietante di un artista unico. (Pasquale Boffoli)



2) ARCTIC MONKEYS : FAVOURITE WORST NIGHTMARE

Diciamolo subito : il secondo album degli Arctic Monkeys non é proprio all'altezza di quello d'esordio che ha spopolato tra la critica e nelle vendite.
Comunque una predisposizione al pop in un paio di brani e certe chitarre noise in altri fanno di questo disco per la band un ottimo trampolino verso il futuro . (Ninni Portoghese)






3) LCD SOUNDSYSTEM : SOUND OF SILVER

Una delle attuali bands più interessanti nel panorama del cosiddetto Punk-Funk, anche in questo secondo lavoro con reminiscenze colte e decisi richiami ai Talking Heads. (Ninni Portoghese)






Cinema UNDERGROUND (Il meglio del cinema in dvd) by Antonio Petrucci (n°2)

Presso UNDERGROUND THE MUSIC STORE, Via Nicolò Dell'Arca 8/A 70121 Bari, potrete trovare tutti i films e dvd recensiti da Antonio Petrucci in questa rubrica.

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Titolo: LA NONA CONFIGURAZIONE, AMERICA 1980
Regia: William Peter Blatty
Genere: Drammatico
DVD edizione: Alan Young Pictures 2003

Del regista William Peter Blatty creatore del famosissimo Esorcista, il film racconta la storia del dottor Kane, inviato in un castello che ospita alcuni malati reduci dalla guerra del Vietnam con disturbi mentali, che si accorgerà subito della difficoltà del lavoro che lo attende, non essendo ben accetto dai pazienti, ma nello stesso tempo interagire con loro farà affiorare un terribile segreto, e nel finale Kane si rivelerà essere più degli altri la vittima di una sporca guerra.
Opera enigmatica ed originale in cui si affrontano tematiche quali la fede il significato di bene e del male, dove si alternano dramma ed ironia, di sicuro un film non facile che denuncia l'assurdità della guerra e mette in luce la fragilità degli uomini senza distinzione tra vittima e carnefice.
(Antonio Petrucci)










Titolo: PULSE, Giappone 2001
Regia: Kiyoshi Kurosawa
Genere: Horror
DVD edizione: Medusa Video 2006


Film horror del regista giapponese che anticipa nella forma e nei contenuti film ormai famosi come The Ring e The Grudge, ci racconta di misteriose sparizioni di persone e di suicidi causati da una forza o entità che si propaga attraverso la rete informatica, portando l'umanità alla distruzione.
Con un ritmo lento ed ipnotico il regista ci rende partecipi di questi sconcertanti avvenimenti e nello stesso tempo affronta in modo indiretto ma efficace temi quali la solitudine e l'incomunicabilità, in poche parole un grande film difficile da dimenticare.
(Antonio Petrucci)
Titolo: EXISTENZ, Canada 1999
Regia: David Cronenberg
Genere: Fantascienza
DVD edizione: Cecchi Gori
Durante la presentazione di un nuovo ed innovativo videogioco la sua creatrice sfugge ad un attentato e fugge insieme ad una guardia della sicurezza; durante la fuga decide di entrare nel gioco da lei creato collegando al suo sistema nervoso un POD organico che permette di entrare in un mondo virtuale, ma anche all'interno del gioco sarà costretta a fuggire da altre minacce, senza riuscire a capire il perché tutto ciò stia accadendo.
L'autore di Videodrom, Il pasto nudo, Crash, Spider, in questo film del 1999 con il suo stile profetico ci introduce nel mondo dei videogiochi e della realtà virtuale, ma non vuole solo descriverci l'esperienza di nuove forme di realtà: ci rende partecipi con grande abilità del vissuto e dei pensieri di chi forse in un futuro non troppo lontano non riuscirà più a distinguere il reale dal virtuale, con tutti i pro e i contro che ne conseguono. (Antonio Petrucci)

domenica 6 maggio 2007

Collaborazioni; Dossier : Sardinian Flashbacks...Garage-Punk sounds again! by Gianni Sanna e Slania De Pau

Non é un mistero per chi segue le 'cose' del rock, di quello nostrano nella fattispecie, che in Sardegna esista da tempo una scena garage-punk tra le più vivaci ed interessanti italiane.
Essa gravita soprattutto intorno a Cagliari, dove ha sede anche un'attiva etichetta specializzata proprio in garage-punk, la For Monsters Records di Roberto Vallebona; ma si snoda anche attraverso altri centri dell'isola, come il Sassarese.
Era da tempo che volevo occuparmene: capita quindi come il cacio sui maccheroni questo primo dossier giuntomi da Sassari dai miei due amici, nonché ormai collaboratori di questo magazine Gianni Sanna e Slania De Pau. Esso consiste nella recensione dell' album d'esordio del 2005 degli HANGEE V uscito per la For Monsters Records e del secondo album dei RIPPERS targato 2006 (dopo il primo THE RIPPERS per la Screaming Apple), due tra le bands storiche e più rappresentative della scena sarda.
Gli Hangee V stanno già completando a quanto mi consta il loro secondo lavoro ed entrambi sono stati più volte già recensiti dalla stampa specializzata cartacea nazionale ed hanno partecipato ad importanti manifestazioni garage italiane ed estere.
Un caldo ringraziamento a Gianni Sanna per i due appassionati pezzi qui sotto riportati nonché per la sua notevole competenza in materia garage ed a Slania De Pau per le foto inviatemi, corredo essenziale del dossier-recensioni.
Sardinia rules o.k. !!! (P.B.)
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SARDINIAN FLASHBACKS...Garage-Punk sounds again !

HANGEE V : 'HANGEE V THEMSELVES'

( 2005 / For Monsters Records, P.O.Box 201.091oo Cagliari - formonstersrecords@yahoo.com )


La macchina del tempo occultata sotto un nuraghe ha partorito 5 orrende creature..The Hangee V.
Nessuna moda o tendenza ha intaccato la loro “way of life”. I nostri garage punk killers provengono da Cagliari, antica e nobile città dov’e’ presente una fervida scena garage rock in espansione. Dopo mareee di concerti in piccoli clubs di tutta la penisola ed oltre (Germania, Austria e italia) approdano nel 2005 al loro primo album “ Hangee V Themselves”: 10 tracks, ben sette originali, un gruppo che nel loro live-set può permettersi di suonare per ore !!!
Capitanati dal virtuoso chitarrista nonche’ lead-vocal Piergiorgio Rizzu, proveniente dall’esperienza Uninvited, storico combo-surf sardo ma con sfaccettature groovy e trash, gli Hangees seguono questa seconda linea . Puro Back from the Grave style, garage punk al suo apice, snarling lyrics. Sixties culture a 360°, il loro immaginario si nutre di monsters & B-movies e fumetti horror.
Con una fantastica rullata la vixeniana Alessandra Mariotti apre La side A con “ Cherry Lee”, brano che si stenta a credere sia prodotto nel 2005, è già un classico, con tastiere umorali e snotty-vocals. Nel brano “Mirror Lies” incedere alla Count V ed echi di Gravedigger V; dopotutto molti loro live-acts si aprivano con una deragliante versione di “Searching degli Omen. Puro Teen-Sound.
Shelly Ganz e’ il primo nome che mi si stampa nella mente ascoltando “ It’s’ not time”, puro Garage Punk californiano. Il suono inconfondibile di una Fender Jaguar originale seguita da un basso surf (grande Marcello Salis, accompagnato dal mitico Andrea Deidda alla chitarra ritmica) di Crampsiana memoria introducono ”Space Rats”, strumentale con stupende tastiere e continui cambiamenti di ritmo. La sconvolgente ”Go Away” ci da un idea di come potevano essere i Plague dal vivo nel ’66. Uno stralunato Vincent Price (perché quella e’ la forma mentis che avevo preso dopo aver ascoltato la side A) cambia lato del vinile verde acido da 180 grammi, quindi inizia l’isterismo frantico di “Black Cat”, Hangee V style, ogni riferimento a gruppi passati e’ vano. La puntina continua a scorrere sulla celebrale “Batman”, stupendo instrumental surf dei Four of Us.
Con “Stolen Mind” ritorna il selvaggio garage sound criptico, voce graffiante e una tastiera horror e sotterranea (Sergio Solinas).
L’esaltazione sale, “Praise Yourself” ci catapulta al Cellar , estate 1966… splendida! Una deragliante versione di “Show you love” chiude l’album, omogeneo, molto groovy con due soli pezzi strumentali alla Link Wray: e’ un ottima testimonianza di nuova linfa vitale in campo psych-punk-trash-punkedelia solo For Monster’s Heads .
Un gruppo che per la sua onestà e fedeltà al suono più innocente e primitivo mi ricorda gli Wylde Mammouths . Long Live Fuzz !


(Testo: Gianni Sanna / Photos : Slania De Pau)


THE RIPPERS : Tales Full Of Black Soot ( 2006 / Screaming Apple)


Dalle lande piene di mistero della Sardegna, ibernati dal’64, si ridestano i 4 squartatori: The Rippers. Il loro sound e’ pieno di riferimenti al Rythm’n’blues inglese periodo ’61 – ’64, senza influenze sdolcinate di merseybeat ( genere contemporaneo), nato in Inghilterra in quegli anni ma diffusosi poi in America e resto Europa.
Profondamente americani nelle radici, puntano al sodo i Rippers senza perdersi in orpelli; il loro e' un R&B con sensibilità moderna: Pretties, Sorrows e Shadows of Night stuprati con irruenza punk al fulmicotone.
embrano una versione accelerata dei migliori Crawadaddies. Garage punk at his best dunque capaci di far ballare sedie e tavoli dei locali che incendiano con la loro miscela blues-hardcore-punk. Il perfetto incedere catartico di “A strange story” puro divertimento R&B apre l’album Tales full of Black Soot”. Una cover misteriosa di “ No” con armonica indemoniata e voce al vetriolo continua il martellamento sonoro. I ritmi spezzettati e taglienti con vertiginose accelerazioni creano il mosaico di “I would mistreat you” sempre in territori Beat-olandese in primis, filtrati attraverso il garage sound anni ’80 di gruppi seminali come Primates, Gravedigger V, Crawaddadies e primi Tell Tale Hearts.
The Rippers hanno piena padronanza del ritmo, spiazzando e scioccando l’ascoltatore “Who’s knocking?” soliti ritmi serrati, divertimento rock’n’roll e fantastici assoli, “ She drives me mad” sembra uscire da Infernal World”, sixties-comp. sul selvaggio garage europeo.
E’ incredibile come riescano a calarsi nei panni e nello spirito autentico di quegli anni d’oro. Scintille e armonie sonore chiudono la A side. Il lato B si apre con “Demon’s and Witches", devastante ritmo criptico alla Outsiders olandesi.
Rendono piena giustizia ai Troggs con una fantastica versione di “From Home”, dove la fuzz-guitar incesella la nostra mente di sonorità crude e reali. Continuano a scuoterci le membra con “ She doesn’t believe me”, Pretty Things e primi Rolling Stones catapultati nell’epoca attuale.
Un r&b punk di fine millennio con finale esplosivo vertiginoso al limite della cacofonia è alla base di “Darkside of your mind” e “My black light”, ottima l’anfetaminica cover di “ But i’m so blue” titolo originale di “My canary is yellow” dei mitici newyorchesi Chesterfield Kings . I have got to find my way conferma lo stile Rippers , unico ed inimitabile, come un marchio di fabbrica.


(Testo:Gianni Sanna / Photos: Slania De Pau)

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... more HANGEE V and THE RIPPERS photos by Slania De Pau !!!





Alessandra (Hangee V)
Piergiorgio (Hangee V)




Andrea (Hangee V)
Marcello (Hangee V)
























Paolo Bonino, leader di THE RIPPERS















THE RIPPERS live at BYBLOS 2007