PAGINE

sabato 4 novembre 2006

Recensioni / From The Past (2002); THE SMALL FACES : First Immediate LP, 35th Anniversary Edition ( Castle Music - Sanctuary Records / 2002 )




The SMALL FACES sono uno di quei gruppi che sembrano aver fatto con il diavolo un patto d'eterna giovinezza ed indefessa attualità : nel corso delle decadi successive il loro scioglimento per un verso o per l'altro se ne é sempre parlato e tessute le lodi , soprattutto a proposito di alcune antologie / ristampe, ma anche grazie ai vari mod-revivals ed al loro fan britannico più incallito, il grande Paul Weller . Pensate che ne parla con affetto anche nell'intervista contenuta nel suo bellissimo recente DVD As Is Now !
E poi, cosa più importante, THE SMALL FACES sono una delle mie timeless-bands preferite in assoluto; STEVE MARRIOTT a mio parere uno dei più grandi lead-singers della storia del rock.
Vi ripropongo qui un mio articolo uscito in rete nel 2002, che prima di volgere al termine fa registrare la ristampa ad opera della Castle Music / Sanctuary Records del loro album di debutto per la Immediate Rec. uscito 35 anni prima;
l'avvenimento viene quindi così degnamente festeggiato: 35th Anniversary Edition First Immediate LP e la doppia confezione della Castle prevede nel primo cd la versione stereo dell'original UK album e nel secondo quella mono. In entrambi i cd poi sono comprese molte bonus tracks con versioni mono e stereo di alcuni famosi singoli degli Small Faces del periodo Immediate, come Tin Soldier,I Can't Make It, Here Comes The Nice, Itchicoo Park, alternative versions e chicche varie.
Completismo maniacale ? Può darsi, ma vi assicuro.... ne vale proprio la pena: prima di tutto per il prezzo al pubblico assolutamente ragionevole ma soprattutto perché l'occasione é davvero speciale: l'album, uscito il 23 Giugno 1967, é un primo tentativo abbozzato di STEVE MARRIOTT e c. di concept-album e di soffice psichedelia attraverso le melodie accattivanti e dilatate di Feeling Lonely, Become Like You , Eddie's Dreaming, Up The Wooden Hills To Bedforshire, Green Circles.
Nel 1967 The Small Faces stanchi dei clichés di 'mods scapestrati' in cui la Decca li aveva ingabbiati e dei dissapori/incomprensioni con i managers della potente etichetta Don Arden e Tito Burns firmano per la nascitura Immediate fondata e gestita da Mick Jagger, Keith Richards ed Andrew Loog Oldham... sulla scia di altri artisti come Chris Farlowe ed Amen Corner.
SMALL FACES, uscito in America con il titolo There Are But Four Small Faces é davvero, come dicevo prima un giro di boa nella visione musicale violenta tipicamente mod-r&b con cui i quattro avevano raggiunto il successo nel periodo Decca '65-'66: un 33 giri pieno di chitarre acustiche ma soprattutto di clavicembali, mellotron, pianoforti ed organi chiaroscurali, ovvero il tastierismo immenso ed innovativo di Ian McLagan, un maestro in tutti i sensi...ma non mancano neanche i fiati!
La foga compositiva ed interpretativa degli esordi é temperata a favore di brani tristi, ballate malinconiche e bagliori psichedelici..in perfetta adesione alla nuova estetica rock che stava maturando e che sarebbe esplosa l'anno successivo.
E' il poderoso bassista Ronnie 'Plonk' Lane a coadiuvare vocalmente STEVE MARRIOTT con piglio delicato e sardonico in molti brani (quelli succitati), sebbene la vecchio insana passione mod di Steve per il r&b emerga ancora prepotentemente in Have You ever Seen Me e Talk To you ; il suo inconfondibile ardore rock sigla poi degli autentici classici come My Way Of Giving, Get Yourself Together ripresi nelle decadi successive da bands essenziali quali Only Ones e Jam.
Ma il fascino, il carisma discreto e prepotente nello stesso tempo, l'influenza di questo album giunge sino a tempi recenti ed é chiarissima persino in alcune produzioni americane anni '90 In The Red ( Now Time Delegation) ed Estrus...esempio lampante l'efficace cover del Total Sound Group di Tim Kerr dello strumentale Happy Boys Happy con l'hammond felice di McLagan protagonista assoluto,
'...una dichiarazione di rinnovato feeling positivo dopo la depressione che aveva attanagliato la band alla fine del rapporto artistico con la Decca, degli Small Faces rivitalizzati e di nuovo con tutti i cilindri che girano a mille ',

così scrive David Wells nelle preziose note dell'esauriente booklet di questa ristampa imperdibile.

PASQUALE BOFFOLI

http://www.thesmallfaces.com/

http://www.italiamod.com/articles.php?lng=it&pg=56

Collaborations; NEIL YOUNG : American Stars'n Bars, 9° LP (Reprise- 1977) by Michele Ballerini



NEIL YOUNG é una delle 'guide spirituali' da sempre dei Flowers, gli attempati titolari del sito in cui questo blogspot é contenuto; il suo ultimo lavoro, l'apocalittico e polemico Living With War ha portato l'artista di nuovo prepotentemente alla ribalta internazionale!
Neil, il canadese, é il ROCK&ROLL in tutte le sue sfaccettature a partire dai magnifici BUFFALO SPRINGFIELD (ne parleremo molto presto) e da quel primo timido album solista in cui comparivano già capolavori senza tempo come Last Trip To Tulsa, The Loner e Old Laughing Lady. Il nostro Michele Ballerini ci parla qui di uno dei suoi album meno conosciuti....mai troppo tardi per riscoprirlo...grazie Michele ! (W.B.)



Il primo vinile serio che comprai in vita mia (avevo 12 anni) fu il doppio Live Rust by NEIL YOUNG & THE CRAZY HORSE.
Prima di questo mi avevano regalato solo perle tipo: Sandokan degli Oliver Onions; Capito dei Gatti di vicoli dei miracoli, goldrake e Le Avventure Di Provolino.
Perciò sono un grandissimo fan di Neil Young da sempre; in terza media avevo addirittura incollato una sua foto sulla mia cartella.
Da alcuni giorni sto ascoltando incessantemente il suo 9° lp (escludendo Journey Through The Past, soundtrack dell'omonimo film del 1972 diretto da NEIL stesso, che raccoglieva perlopiù vecchie live versions di brani di BUFFALO SPRINGFIELD o C.S.N. & Y e un solo inedito).
American Stars'n Bars è considerato generalmente dalla critica come uno dei 'weakest' albums del Neil dei 70s. Nonostante ciò il disco contiene alcune canzoni di grandissimo valore.
Su tutte la straordinaria Like A Hurricane, la eterea Will To Love (capolavoro assoluto...ascoltatela e capirete dove i Dinosaur Jr. più sognanti hanno preso ispirazione); Star Of Betlehem (un fantastico duetto con EMMYLOU HARRIS) ; le countryeggianti Saddle Up The Palomino ,Hold Back The Tears(grandiosa) e The Old Country Waltz(con LINDA RONSTADT e NICOLETTE LARSON ai cori), il puro Young elettrico di Homegrown.
Solo Bite The Bullet è onestamente, bruttissima.
Anyways sarà anche uno dei dischi meno riusciti del Genio Neil ma vale pur sempre 1.000 volte di più dell'intera opera omnia di certi indie-pagliacci osannati dalla critica nowadays.
Un consiglio: sparatevi a tutto volume l'asolo di Like A Hurricane e mandate a cagare il vostro vicino che vi smadonna dietro perchè non riesce ad ascoltare la puntata serale di Gara di Ballo e/o....si crede un grande rocker perchè va a dondolare l'accendino ai concerti di LIGABUE.

MICHELE BALLERINI
longryders@gmail.com

http://popartx.blogspot.com
http://www.youtube.com/watch?v=7KxiEjPCXA8

www.neilyoung.com

venerdì 3 novembre 2006

Collaborations ; OUTSIDERS " Lying All The Time / Thinking About Today" 3° 7" (Relax , 1966 ) by Michele Ballerini



Questo articolo segna l'inizio delle collaborazioni a questo blogspot, che mi auguro numerose.
Nella fattispecie l'inizio di quella di Michele Ballerini, una figura chiave negli ultimi anni per il recupero della memoria storica rock italiana, a partire dagli anni ' 70, ma Michele é ora attivo anche per quanto riguarda i Sixties.
Vi ricordo il primo storico cd di Proiettili Punk-Waves da lui curato, esplorazione a lungo progettata e sofferta del punk italiano dei '70. Ora é al lavoro sul secondo volume ...chissà quali sorprese ci riserva !
Debutta nel mio rock-blogspot con un piccolo flash sui sixties-garagers olandesi THE OUTSIDERS.

********************************************************************************


Assolutamente fantastico. Meraviglioso. This is one of the greatest 7" ever recorded in the history of r'n'r...e Den Harrow ci fa 'na pippa.
3° 45 giri della grande dutch band (from Amsterdam) di WALLY TAX (purtroppo scomparso nel 2005), conteneva, sul lato A "Lying All The Time" (poi coverizzata dai CYNICS), un jingle-jangle folk rock assolutamente splendido.
Sul lato B "Thinking About Today", straordinario punk-r'n'b . Grandiosi.Extremely adviced

."Love is blind and my love was too blind to see. /Love is blind and you put your hands out to me./ And then I, I felt for you. 'Cause I thought that you loved me too ... But you were lying, yeah lying, all the time./ Love is blind and it changed the man I used to be ..." (by W. TAX /Ronald SPLINTER).

Ha scritto Ben (Nederland),vecchio fan degli OUTSIDERS: "Wally, can't listen to you without tears in my eyes".

I agree.Pure truth.

MICHELE BALLERINI longryders@gmail.com

http://popartx.blogspot.com

lunedì 30 ottobre 2006

Recensioni / Italiani; TRINITY: Vacancy CD ; Blues Canero Mini DVD ( autoprodotti 2004)





Sono un po’ imbarazzato nel recensire questo secondo cd del trio blues-rock barese TRINITY, registrato nell’autunno del 2003 ma balzato alla nostra attenzione praticamente nel 2004 .
Imbarazzato perché conosco da tempo il leader, il chitarrista Bob Cillo, abbiamo molte passioni musicali in comune, non solo il blues; quindi la paura di non essere obiettivo nel parlare di VACANCY non è poca. Ma i fatti sono fatti e questo nuovo lavoro li conferma come la punta di diamante di una seconda generazione di indefessi bluesmen baresi, in una città in cui sin dalla prima metà dei sixties questo genere conta su un numero notevole di fedeli seguaci.
I Trinity eseguono un blues a forte tinte rock, a tratti noise…niente tempi swinganti o tastiere tanto per intenderci; da sempre hanno sposato l’estetica essenziale del trio che tanti musicisti hanno portato nei ’70 a prodigiosi risultati.
Vacancy spinge brutalmente il piede sull’acceleratore in tal senso rispetto al precedente Smell Of Burning ( 2002) , non solo grazie alle ormai proverbiali torrenziali performances chitarristiche di Bob Cillo ma anche grazie all’accresciuta grinta interpretativa dei due d’Erasmo, soprattutto il bassista-cantante Gianni, molto più personale ed aggressivo dal punto di vista vocale rispetto al passato.Ascoltate come è sfrontato nella cover Done Somebody Wrong, sembra un Rory Gallagher alticcio trapiantato in terra di Puglia, o in Don’t Kick Me, celeberrimo brano di Mayall che qui subisce da parte sua un trattamento più intenso e sofferto che in Smell of Burning.
Cinque sono le composizioni originali nuove di Vacancy ( Cillo è l’autore di quasi tutto il materiale originale, sia liriche che musiche ) se si escludono Dance Floor, Ready Cash e Sweet Talking Woman già incise in passato ; anche da questo punto di vista la crescita è notevole: Saturday Night Disaster, Your Room Is Empty, Waiting All The Time, Crawling At Your Backdoor rafforzano lo stile asciutto e scarno che contraddistingue i Trinity da sempre, con Bob Cillo che ciserve su un piatto d’argento soli grondanti cieco furore esecutivo : senza ombra di dubbio uno dei più entusiasmanti chitarristi in circolazione, con i piedi ben piantati nella tradizione british-blues ma anche in quella del delta-blues americano; addirittura travolgente in Crawling At Your Backdoor , Saturday Night Disaster, Dance Floor forse gli episodi più notevoli di Vacancy.
Forse avrebbe potuto risparmiarci l’ennesima versione di The Stumble, esercizio chitarristico ormai tra i più scontati. Si cimenta con risultati lusinghieri anche alla slide ad al dobro , come in Rain in My Shoes, pensoso episodio a sé stante nell’economia del disco nel quale c’è la piacevole sorpresa della voce eterea di Mariangela Cagnetta che mi ha riportato alla mente curiosamente una certa Christine Perfect di tantissimi anni fa.
I Trinity hanno prodotto nel 2004 anche un interessante mini-dvd , BLUES CANERO, arruffata ma divertente testimonianza di tre concerti tenuti in Spagna nel novembre 2003.Ci sono tante maniere di fare blues: i Trinity non saranno tra i più tecnici, main quanto ad adrenalina non sono secondi a nessuno.

PASQUALE BOFFOLI

http://www.trinityband.it/ Posted by Picasa

http://www.trinityband.it/italiano/download.htm
http://www.myspace.com/httpwwwmyspacecomtrinitybluestrio

Recensioni / Italiani; THE ROOKIES: Out of Fashion (Teen Sound 2005)

La prima cosa che mi ha colpito dei ROOKIES all'ascolto di OUT OF FASHION é il loro modo passionale e lirico di porgere la ' ballata garage ' .L'interpretazione ad esempio di Giovanni Orlandi di YOU, cover dei Bumble Bees, mi ha preso a primo ascolto alla gola già dalle prime parole '..Listen baby....'.
Il suo timbro vocale al bivio tra l'adolescenziale e l'adulto ricorda molto il Jim Sohns degli Shadows of Knight degli anni d'oro.Ballate garage dicevo : e cosa sono le loro composizioni in Out of fashion se non stupende e smaglianti timeless garage-ballads ?
La triste e darkeggiante I WALK ALONE, la grintosa YOU BETTER GO HOME ( con l'armonica di Andrea Modicatore), la dinamica e sfaccettata ASTRID (con le tastiere di Paolo Negri), la marziale e lancinante OUT OF FASHION, tutte scritte dal lead-vocalist Giovanni Orlandi con i chitarristi Federico Zanotti e Simone Modicamore, instancabili dispensatori per tutto il disco di distorsioni e folate fuzz, ma anche di suadenti e folkeggiantitimbri chitarristici.
Ma anche le covers di garage-bands talvolte oscure disseminate lungo quest'opera prima dei piacentini sono eseguite con approccio e perizia davvero ineccepibili: si va dalla perentoria e fascinosa WHAT'S WRONG WITH YOU degli Outsiders del compianto Wally Tax alla lisergica CAN'T EBENEZER SEE MY MIND dei Klubs, dal rock & roll di BACKDOOR BLUES dei Lost alla byrdsiana ONE TIME AROUND ( bravissimi Zanotti e Modicamore negli intrecci chitarristici ! ) dal refrain contagioso, un finale di disco folksy davvero prezioso ;
dalla beat e martellante I'VE WAITED SO LONG ( Motions) alla spasmodica I WANT TO LIVE ( Mascots), sorta di incrocio tra Sorrows e Quicksilver, dall'epica ALWAYS WITH HIM ( Living Daylights) alla contagiosa e crepuscolare YOU dall'inizio dannatamente Modern Lovers sino all'entusiasmante I DON'T CARE ( Thor's Hammer) posta all'inizio del disco, dotata di un tiro chitarristico power-pop (...Real Kids ) .
L'inevitabile gioco di citazioni cui rimanda Out of Fashion dei Rookies, band dall'immaginario garage e rock&roll sontuoso giunge ad includere anche i gloriosi Miracle Workers ;
i piacentini ricordano a più riprese il garagismo appassionato e strascicato di Jerry Mohr e c. negli anni '80 .
Una band ed un'opera prima quindi miracolosamente in equilibrio tra purezza sixties, l'enfasi del garage-revival degli eighties e gli accenti malati del primissimo punk/power pop americano.
Ineccepibile e freschissima infine la produzione di Massimo del Pozzo per la sua Teen Records, dinamica e vitale divisione della Misty Lane Records.
Senza di lui il garage in Italia sarebbe ridotto al lumicino.
PASQUALE BOFFOLI
posted by Pasquale Wally Boffoli at 7:28 PM
0 comments sabato, ottobre 28, 2006
Posted by Picasa

Recensioni / Esteri; COME N' GO: " 2 " ( Voodoo Rhythm Rec.- 2006)



I COME N'GO si confermano a distanza di quattro anni da Rhythm n’ blood band d’assalto della scuderia Voodoo Rhythm, con un disco violento molto più ‘prodotto’ del primo, che era puro caos trash&roll in studio, contraddistinto da un sound che definire grezzo e sporco sarebbe un eufemismo.
"2” suona molto più definito e lucido nelle strutture, rivelando le molteplici influenze dei Come N’go, guidati dall’esaltato cantante Alain, autore di tutti i testi. Improntati ad una semplice ed a volte misera quotidianità (John Chet, Beerland ) , anche se nelle iniziali The Fight e Golden Shower affilano le lame e parlano confusamente di rivoluzioni personali e di resistenza in un mondo ormai del tutto accecato ed impazzito.
La forza d’urto punk di questi svizzeri pare sfatare una volta per tutte l’immagine rassicurante e stereotipata della loro terra: ascoltate le chitarre stordenti, ipnotiche e dolorose di Felipe e Benu in John Chet, Golden Shower, The Fight, percorse da una serialità quasi velvetiana, la convulsa cover degli Oblivians, There’s no butter for my bread, il vocalismo stridulo di Alain (novello David Thomas?) nella robotica Manual Information, con tanto di theremin impazzito, ma anche l’alienata e cangiante Beerland paiono outtakes dei Pere Ubu di Dub Housing.
La corposa Don’t Matter invece si apre con uno spudorato riff alla Keith Richards, risplende del vocalismo sguaiato ed offensivo di Alain, per poi sforare in un lungo boogie caratterizzato da una solista lancinante. Piuttosto noiosa invece la lunga cover dei C.C.Revival, Commotion.Per fortuna, i Come n’go si riscattano ampiamente con I Wanna Be, puro Oblivians trash-style e la farneticante Golden Shower, un’estasi in crescendo di energia anfetaminica, a metà strada tra Modern Lovers e Pere Ubu.
Una lunga ghost-song, puro divertissment blues rural-acustico con tanto di fisarmonica e banjo completa a sorpresa il disco, poco più di mezz’ora.Con "2" The Come n’go si affermano una delle più conturbanti bands europee.
Grazie con tutto il cuore Reverend Beat-Man: la tua crociata a favore del rock’n’roll più selvaggio e incontaminato ha prodotto altri due capolavori, questo e Because of women di Roy & The Devil's Motorcycle.

PASQUALE BOFFOLI

www.voodoorhythm.com

Official Web Site:
http://www.voodoorhythm.com/comengo.htm

Audio ascolta "Manual Information"